525 MDXXVI, GIUGNO. 526 Hugo di Monchada, la copia di la qual forsi sarà liolada qui avanti. Fu posto, per li Savij dii Conseio et terra ferma, una lettera a l’Orator nostro in corte, con scriver: beri li fo scrito quanto acadeva, da poi questa malina è venuto in Collegio l’orator Sanzes con una lettera di don Hugo di Moncada, et se li scrive il (ulto ut supra; per il che subilo mandasseno per li 4 oratori ut supra, et perhò comunichi il tutto con il Ponlifice et li manderemo la risposta se li farà ; el qual don Hugo par voy vegnir a Roma, unde queste sono astuzie spagnole nè è da desister in alcuna cossa, imo far gaiardamenle perchè nui non man-chemo, con altre parole ; et fanno per metter tempo ; qual don Hugo intendemo col Carazolo è stato in castello a parlar al Ducha quel zorno che zonse a Milan. Edam digi al Pontiiice havemo scritto al Proveditor zeneral non resti di far il tutto, et Soa Santità voy solicitar la expedilion di le sue zente et augumentar lo exercilo, perchè nui havemo ordinato far fanli 10 milia come ne ricordò Soa Beatitudine. Jtem, avisarli che ’1 conte Lodovico di Belzo-ioso venuto di Pranza et è .... ne ha mandato uno nonlio a dirne come voleva in(rar in Milan per veder il voler di quelli popoli per nome dii re Chri-stianissimo; et che li cesarei non hanno voluto, unde rechiede 2000 fanti et li basta l’animo intrar in Milan, et con il favor dii popolo taiar a pezi spagnoli. Per tanto volemo il tutto sia noto a Soa Santità; con altre parole ut in litteris. Ave : 1 di no, 1 non sincera, 215 de si. Po poi ledo quanto era stà nolà di risponder a l’orator cesareo, con dir si mostrerà da matina a li oratori di la liga ; et venendo da Milan qual cosa, Luni cpn questo Conseio si azonzeria; ma il Conseio, tra i qual mi, voleva indusiar tutta la materia a Lu-ni, et cussi fo indusiato. 357 Sumario di la relatione di sier Piero Braga- din venuta Baylo di Constantinopoli, fatta in Pregadi a dì 9 Zugno 1526. Comenzoe, come il zorno di San Marco introe Baylo, et ditto zorno se maridoe et ditto zorno have uno gol mascolo ; così in ditto zorno di San Marco si parli di Constantinopoli dove è stato do anni Baylo, et essendo stà do anni Baylo a Constantinopoli, hessendo tornato referirà quanto li è occorso; dicendo prima quel serenissimo signor chiamato So-liman, al qual li basò le man per do volte solamente et li parloe ima quando l’intrò Baylo, l’altra quando tolse licentia di partirse ; è di anni 32, palido et smorto, naso aquilin, magro, di statura ..., collo lon-go, di poca complexion, tamen ha una forte man et cussi li parse a lui quando ge la basò, et è fama tira più forte uno arco di ogni altro; è di natura ma-ninconico, mollo libidinoso; è liberal, superbo subito el talora Immanissimo ; ha la madre viva nel seragio, belissima donna di anni 48 a la qual porla gran reverentia el amor ; ha qualro fioli tin al presente : il primo nominato Mustaffà di anni 9 fallo con una donna di nation schiavo« di Montenegro, la qual stà nel seragio col dillo suo fiol, et tulto il suo piacer è questo, el il Signor non se impaza più con lei. Tre altri fioli ha con questa altra donna de nation rosa, zovene non bella, ma gratiada et me-nueta a la qual li voi tutto il suo ben, et li ha fallo vestimenti con zoie per ducali 100 milia; il primo fiol di questa nome Selim di anni 5, il secondo Mo-rat di anni 3, il terzo Mamelh di anno zerca uno, nassele poi la venuta del Cayro del bassà Abraini-Et questo suo fiol Mustaffà ha grandissimo inzegno, sarà homo di guerra, è mollo amato da li iani-zari ; fa gran prodeze et disse che hessendo il Signor con Ambraim per disnar, vene ip camera d|to suo fiol. 11 padre si levò a farli reverenda, et fato sentar a tavola portato tre cuslier di legno iusta il consueto, il Signor tolse una et la dete a Embrain et comenzono a manzar; et visto che suo fiol slava cussi, poi tolse la cusier et disse: bassà Musi alfa manze, et ge la sporse. Lui la tolse et la rompè et butò via. Abraim disse : signor Mustaphà tu ha fato questo perche ’I Signor mi ha dà la cuslier prima a mi. Non satu che son schiavo del Signor et tpo? Lui rispose : Non so che schiavo, tu manzi ogni dì nel capsi di mio padre, et hai lo cuslier avanti de mi ; unde el Signor se la rise et feli dar un’altra cuslier et manzoe, et li voi grandissimo ben. L’altra cpsa disse: il Signor mandò un bel fornimento di cavalo a dopar a Embfaim con zoie et altro, et Mùstalìà 357 * inteso mandò a dir Embrain ne facesse far yno simile per lui; el qual lo intese et ge mandò ditto fornimento et lui disse: scondilo, che se ’l Signor sa ge lo remanderà un’ altra volta. Et diria assai di lui et si lien harà si’l vive a far gran fama a la caxa othomana. Et à questo, disse, si tien che ’1 gran Signor viverà puoco, non si varda, fa molti disordini. Sono tre bassà ; il primo visier Abram di anni 33, qual è il cuor el fiao del Signor, quello el voi e| fa, nè il Signor faria cosa senza suo conseio, $ nostro subdito di la Parga, non ha fioli, homo magro, viso minuto smorto, di statura poca presentia, graliado,