637 MDXXVI, GIUGNO. 638 mente senti trazer fora del castello gran artellaria, et che crede per allegrezza, perchè el senti dir che di sopra da alcuni tutti fumo visti a baiar et testi-zar, et fin al partir, suo non sa che quelli de la guardia del castello habino habuto alcuno sinistro. Li è gionto scrivendo uno mulatier da Carava-gio de domino Francesco Secho qual vien a star a Bergamo con le robe sue levate a Caravagio, et dice che gran parte di quelli di Caravagio l'uzeno con le sue robbe in bergamasca et a Luran lerito-rio bergamascho. Questa notte ne sono gionli 12 carra di robe ; et che ha sentito dir che aspectano missier Bortolomio da Villa Chiara che vien a for- * nir Caravagio in nome del Ducha. Di ditti reofori, di 18, hore 16. Mandano questa lettera : Clarissime etc, Per diverse vie, el da Ulcinat et altre terre di là di Adda, adesso adesso a hore 12 io ho inteso che beri li gentilhomeni et il popolo di Milano a porta Comasena se atachorono con cesarei et spagnoli, de li quali ne forno morti assai, ma che importa più, fu preso el marchexe del Guasto et alcuni ancora dicono lo abate di Nazara, del signor Antonio da Leva non si scia, et che per milanesi fu preso il Domo el |a Corte vechia con tutta la guardia et con gran mortalità. Et uno de Calcinai mi ha ditto che questa notte missier Palamides di Ada ge l’ha scritto a Calcinai. Adesso ho spazalodomes- 9 si che vanno di là di Adda per intender se tal cosa è vera, perchè la mi par molto grande; havula che l’haverù subito lo advisarò a la m. v. Basta che tutti quelli che vieneno di là di Adda lo dicono. Eri li spagnoli che erano a Merata et a Vilmerchalo andorno con grandissima pressa in Milano. Questa notte è stà fornito alquanto il castello di Brepio, come me ha dillo questi do zentilhomeni milanesi allogiali qua, el dicono che 4, o 6 giorni loro ha-verano uno suo fameglio mandalo a posta el tutto advisarano. Scrivendo hora hora ho inleso per uno da lmbersago, che questa captura del marchexe del Guasto et de tulta la corte è verissima, et fu beri da sera. Da poi de qua se dice che gri-soni arivano a Mandello apresso a Lecho cum gran numero de fantarie del castellano di Musso ; dove se voglino andar non lo sapemo ; dubito siano per passar per questa valle di San Martino. Praeterea, heri da matina venero tre da Careno terra de dieta valle, de Francia zoè de Linguadoca, et dicono che alcuni foraussiti erano passali i monti per ve- nir ad questa impresa de Milano, ma per comis-sion del Christianissimo re sono ritornati indrieto, et che non gli venirà homo niun de loro, nè de francesi, perchè esso Christianissimo re li manda cum uno grandissimo exercito in Bergogna perchè l’tmperador con uno suo exercito ge volea tuor quelle città et parte di la Bergogna secondo la obligation et pacli facli in questo inverno in Spagna tra loro doi. Da poi scritla, uno mi ha ditto, la causa de il predilto effecto facto in Milano, esser che i cesarei et spagnoli haveano dimandato tutto il Consiglio cum gran zonta de molti altri zentilhomeni di Milano per volerli mandar in obstagio et tuorli fuora di Milano; ma che esso Conseio et zentilhomeni dubitandosi di questo, feceno star tutto il popolo a l’erta ad ciò che qualche pericolo non accadesse sopra di loro, et cussi è seguito quanto di sopra. Date a dì 18 Zugno 1526. De li ditti, date a hore 18. Mandano questa lettera haula, zoè : Magnifico et generoso domino Capitanio, salute. Fazio intender a v. s. come heri vene quelli de Musso perfin apresso Lecho a do mia, elda poi son ritornati in Val Sasna per far la mostra secondo se dice. Ulterius havemo inteso heri esser azonti gri-soni a Mandelo; il numero non sapemo; sono venuti per aqua. Questa malina havemo inteso da li homeni de Ulzinat, come questa nolleè zonto a Ul-zinat uno messo de domino Palamides d’Ada, quale ha ditto che heri si atacorono milanesi cum spagnol di dentro di Milano, et haver ditto essere morto zente assai di una parte el l’altra, el ha ditto esser presone il signor marchese del Guasto aut il signor Antonio da Leva, uno di questi dui, pur non scia il certo, et havemo inteso lutti li spagnoli che erano a Monza, Morale et altri loci questa notte sono cavalcali alla volta de Milano con grande furia : nec alia. Die 18 Junii 1526. Et lede le ditte lettere, tutto il Pregadi fu aliegro; ma molti non la credevano, tra li quali io Ma-rin Sanudo come la fu, et si desiderava haver lettere del Proveditor zeneral. Et poi si andò drio lezando le altre lettere di questi zorni. Fu posto, per li Consieri, Cai di XLelSavii tutti, che doman col nome del Spirito Santo, sier Alvise d’Armer electo Proveditor da mar debbi metter