223 MDXXVI, APRILE. 224 tor Sanzes ha scritto a Cesare si pratica acordo col re Cristianissimo, aziò non confermi li capitoli; per il che questi dubitano assai, maxime havendo di Roma il Papa non haver voluto acetar li capitoli et Michiel Herera vien qui, unde fano provision di danari per la sua venuta in Italia, et però hano scritto a la Raina non passi in Pranza se prima il Re non ratifichi li capitoli. 11 Gran canzelier non parla più dii Stato; sta a veder, che tien quello ha ditto sarà vero. Scrive, ha visitato il marchese di Villareal venuto per acompagnar la Imperatrice qui a Sibilia con molli portogalesi et ritorna in Portogaio; con il qual ha usalo le debile parole. Ringratia la Signoria dicendo amarla molto ; e altre particularilà, ut in litteris. Fo letto le lettere di Roma, di sier Domene-go Venier orator, di 21, hore 5, et 22 hore 17, molto secrelissime e di grandissima importantia. Item, un’ altra del dito Orator, di 21 dri-zata a li Cai di X. Come il Papa li ha ditto si sa il tutto quello si fa in li nostri Consegli, et che l’ora* tor Sanzes havia scritto di qui al duca di Sessa che la Signoria trattava con Franza, et scritto di qui zerca questa materia per disturbar lo acordo del re Cristianissimo con la Cesarea Maestà, pregando il tulio sia secreto, perchè sapendosi potria far che quello si tratta non seguisse, il che saria la ruma de Italia; con altre parole, ut in litteris. Da doi il Serenissimo parloe, persuadendo tulli a lenir secreto, et che hanno assa’ rechiami che si sa il lutto quello si fa in questo Conseio, e fe’ sagra-rnenlar il Conseio di tenir secrelo. 147 Di Roma, di sier Domenrgo Venier orator nostro, dì 21 Aprii, hore 5,1526. Come scrisse per le allre manderia li capitoli, et stando in aspeta-tion di averli, mandò il suo secretario da domino Jacomo Salviati et Francesco Vizardini, quali disseno è si longa scrittura, et li mandavano questa sera poi hore 3 di nolte. Ozi è slato il Papa in congre-galion con alcuni cardinali per avisi auti di Honga-ria e di l’Archiduca che turchi certissimo vien a la impresa di quel regno da tre bande, per la via di Transilvania, per la via di Transalpina e per la via di la Schiavonia, et quel Re domanda aiuto al Papa et a li allri principi cristiani, et par turchi siano zonti 6 mia apresso Nicopoli et preparato li ponti per butar sul Danubio, et esser zonti 300 navilii di turchi a la dilla fiumara; per il che il Pontefice ha terminalo mandarli 50 milia ducali a quel Re, zoè 25 milia che doveano venir qui a Roma per beneflcii, et doman si manda altri 25 milia con- tadi. Item, sono ledere di Piasenza, di 19, che li casteli di Milan e Cremona nou stanno in boni termini, e però il Papa li disse bisogna spazar presto, et far intender a quel Duca quello si traila a suo beneficio, e mandò uno palafrenier per lui Orator, dicendo l’andasse a parlarli. Qual andato, li disse queste nove di Hongaria, et che la Signoria potria aiutar quei regno di qualche danaro, melandoli in nome di Sua Santità. Lui Oralor disse di le gran spese feva la Signoria nostra continua-mente; pur che ’1 scriverla, e prega sia teuuto secreto quello che’l scrive. Scrive, aver auto in quella hora una poliza da palazo, che non era possibile scriver et spazar con li capitoli, eie. si non dimane, per esser longa scrittura. Del ditto, di 22 hore 17. Come fo a palazo, parlò col Papa, qual li disse mandava la inslrulion et mandato a domino Chiapino di concluder eie., et la Signoria mandi il pacheto; ma che se li par di azonzer qual cosa, poi ben azonzer et far quanto li par, perchè trattandosi cose a beneficio co-mun, è bon si parli largamente, aziò si babbi la conclusion; et si scrivi in Anglia, mandando la co-mission di concluder. Item, li disse di Hongaria la Signoria poiria mandar a quel Re qualche danaro sotto nome di Sua Santità, pregando fusse spazà presto in Franza acciò quel Re non precipitasse. Item, manda li capitoli numero 19 riformati con la instrution manda a domino Chiapino; et esso Orator li disse saria bon asetar le cose col duca di Ferrara. Soa Santità disse mai per lui ha rqancalo, et inlrò in altro. Item, disse ha di Pia-senza, li casteli di Milan c Cremona è in mali termini, saria bon darli cuor eie. Sumario di capitoli numero 19. Prima, 3 capitoli longi di la causa di far la liga, laudando summamenle papa Clemente. Item, fano liga Papa, re di Franza, re di Anglia, il Doxe et Signoria di Venezia, Francesco Sforza duca di Milan conira cadaun, non specificando etiam si suprema dignitate fulgeret, con certe clausule. Item, il Papa darà 800 lanze, 600 cavali lizieri, 8000 fanti, la Signoria 800 in 1000 lanze, 1000 cavali lizieri et 8000 fanti, il Re darà ducati 40 milia al mese e manderà paga di do mexi a Roma, Venezia o Fiorenza, e darà segurtà del resto. Item, darà il Re galìe 12, e la Signoria galìe 13, in tutto 25.