147 MDXXVI, APRILE. 148 A tergo : A lo illustre signore Renalo Triulcio regio capitanio, signor mio observandissimo, in Crema. Da Bergamo, di rectori, di 24. Manda una lettera bauta da Milano, qual li scrive: Per observanlia de la servitù mia, el perché scio è molti giorni le Signorie Vostre non hanno nove, scrivo questa, significandoli, come qui per certo ha-vemo nova che a li 18 dii passalo il re di Franza fo da li agenti di la Cesarea Maestà liberalo, secondo lo accordo tra loro fallo, et dovea poi, doi o Ire giorni da poi gionlo in Baiona, farse novo convento el come persona in libertà seguitar alla excculioue della tra loro capitazione. Altra nova non gli è de Spagna. De Roma, se dice che ’1 Papa ha conduto al suo soldo per segurar el suo nome Andrea Doria. De la venula del Barbone sino ad bora non si sa il 96 dì certo quando arriverà ; et se accaderà altro, lo adviserù subilo. L’è arrivalo in aslesana el signor Cera primario secrelario del regno di Napoli, qual è stato presente a la liberalione del Chrislianissimo re, et ha portalo a questo exercito cesareo ordini et commissioni amplissime. Come sia zonto in Milano, di quello mi parerà di scrivere lo farò a le Signorie Vostre, a le qual mi ricomando. Data in Milano, 3 Aprile 1526. Vene il secretano spagnol di l’orator cesareo Sanzes, dicendo esser aviso in loro oratori, che ’1 re Chrislianissimo havea ¡unito li capitoli a Baiona, et che a Bordeos faranno le noze di madama Leonora. Item, dii zonzer in astesana uno secretarlo di la Cesarea Maestà, qual vieti a Milano. A dì 7. La malina, veneno in Collegio li oratori francesi dicendo non haver ancora baulo lettere, et il Baius disse voleva tuor licentia el andar a inchinarsi al re Chrislianissimo, etiam zonzer al suo episcopato di Baius. El Serenissimo lo persuase a star ancora qui qualche zorno. Vene Malatesla Baion condulier nostro, qual vien di Crema dove è alozalo, dicendo è venuto a far riverentia al Serenissimo et parlar zerca la fortificatici) di Crema; et fo rimessoaldirlo hozipieno Collegio el porterà il desegno. Da poi disnar adunca fo Collegio di la Signoria et Savii, et aldileno ditto Malatesla Baion, qual monslrò el desegno de Crema et voi metter certa acqua alorno eie. Fo lauda I’ opinion soa, demente al Capitanio zeneral piaqua. Di Bergamo, di rcct-ori, fo lettere, di 5. El mandano alcuni a visi hauti dii Taxis di Milan, nove busse (vuote di senso?) contrari l’uno di l’allra. Et scriveno haver inteso esser venule lettere di Spagna a li cesarei, unde per veder di haver lettere di 1’ Orator nostro, mandono uno cavalaro a Milan da domino Simon de Taxis, il qual siete in caxa sua et disse non esser ledere a la Signoria. Et parlando con uno suo servitor, li disse il re di Franza è ben venuto in la Franza, ma non viverà mexi do ; il che udendo il suo patron li dele un schiaffo, dicendo «Tasi». El manda una lettera di dillo Taxis. Copia di uno capitolo di una lettera de domi- 97 no Simon de Taxis, scritta al capitanio di Bergamo. Beri sera gionse uno secrelario di la Cesarea Maestà, quale vene di Sivilia et va de longo a Napoli, dal quale io intendo che ’1 Gran Maislro di casa de l'lmperalor se debbe fra 8 giorni trovare, lui et il principe di Orangie, a tuore il possesso di Borgogna; et che subilo fo el re di Franzia a Baiona, ha ratificali li capitoli et matrimoni. El viceré di Napoli ha menato li figlioli mazori de Francia in Spagna, et è andata a tuore la Raina. Et che a di 10 deMartio l’Imperatore consumò matrimonio; et de la andata a Granala el poi a Carlagenia, et che è certissima la sua venuta in Italia questa eslade. Ditto secretano ha lassalo Barbone in Barzelona aspettando là le galie, quale sono parlile da Genova la seconda festa di Pasqua, et cessato quelli suspecli se diceva de la armata de mare francese di Proventia, et anche se intende per bona via ditto Barbone porta bona provisione de dinari et commissione de liberar questo paese da le mangiane de soldati; perché è aspettato cum devulkme. Et del secretano Jeron venutoin Aste, è restalo lì in Asie per torre il possesso di quello contado di Aste, quale ha auto per questa capilulalione di pace. De Milano, a dì 4 Aprile 1526. Capitolo di lettere da Milano, scritte a uno degno prelato lì a Bergamo. Dubito però, monsignor mio, che un giorno saremo tagliati qua tutti a pezzi per le tirannarie se fazi questo can rabiato de il Lieva, leva ogni dì meglio de ducali 200 de contribulion, senza l’altro che robba. Del Morone è fatto per travagliarli il cervelo et havere dinari, et questi giorni è stà compagno di