35 MDXXVI, li farà apicar a Constanlinopoli. Item, dice che la ditta galeaza era andata a Syo. Item, che una barza armata di uno.........se ritrovava De sier Francesco Bragadin capitanio di le galle di Baruto, date in galla in porto di Corfù, a dì 12. Fevrer. Scrive, per la nave Hi-ronimo de Matio scrisse il suo navegar. Al presente replica, et scrive esser stato zorni 15 a Tripoli, si per tempi contrari, come per cargar le specie et aspelarle. Zonseno, et io cargato colli 600 di specie et colli 120 di seda. Vene poi a Baruto e fe’ la muda, ut in litteris. Scrive il suo navegar. Stette zorni 16 in porto di.....in Arzipielago, dove li asaltò una fortuna. Per esser spreo non si potè tenir, salpò e si levò, la conserva non potè far il simile, e tutta la notte lui velizò aspettando la conserva, et poi audò a Tine, di dove mandò una barca a......a dir aspettarla per 5 giorni. Qual passadi, visto non veniva, sì levò, vene a Millo, poi qui a Corfù ; non ha tocà il Zante per la peste. Ila inteso la conserva esser a Syo. Zuan Fiorin corsaro a di primo Zener era a Messina etc. Dii ditto, date ivi, a di 19 Fevrer. Come ogni zorno havia solicità il Provedador di l’armada vadi a incontrar la soa conserva ; il qual però si beva con do galìe per andar ad incontrarlo, eie. Da Udene, dii Locotenente, di ultimo Fevrer. Manda una lettera hauta di la comunità di Gemona. Scrive che la incursion di turchi fatta in Corvatia, come scrisse mò terzo zorno, risona da più bande et li gran danni falti de lì. Da Gemona, di la comunità, di 27, al Locotenente di la Patria. Come era venuto uno vien di Vilacho et San Vido. Riporta che inlese li nobeli erano andati a Salzpurch per tratar acordo con li villani ; et che ’1 fo a Slavin qual vete brusato, et quelli poveri villani stano mal et in neve. Fo a lsloch, quali quelli dubitano molto del foco et stanno con guardie, dubitando de li nobeli. Fo a Ala et niuna mozion di zente vete. Dice che ’1 Serenissimo ha mandato uno, come saria marascalco, qual cavalca con 12 cavalli et quelli villani che trova li fa 21 * apicar, che è stati in tumulti, et è nella Carintia, dove ha uno castello con 100 fanti bohemi, quali al bisogno di prender qualche uno li fa ussir fuora. Dice, fo a Salzpurch, et che niun acordo è seguito con li nobeli et villani, perchè i voleano da villani assà danari dimandando raynes 50 milia, e loro ha-veano ditto voler star in quello dirà il ducha di marzo. 36 Baviera ; et che do volte al zorno si reducevano in conseio per questo. Dice che ’I Cardinal episcopo di Salzpurch feva fortificar il castello; el qual non era lì, ma in una terra poco lontana. Item, disse altre partìcularità, ut in litteris, et che ha visto, venendo, che in le ville erano tolte le campane grosse di le chiesie per far di quelle artellarie. Scriveno mandano uno altro suo, qual saperà meglio, el del riporto aviserano. Di Mantoa fo ledo avisi, hauti da Milan, di dominò Jacomo de Cappo, di 26 di Fevrer. Item, di Spagna, da Madril, di missier Soar-din, di 15 et 16 Fevrer. Le copie saranno qui avanti. Fo letto lettere di Spagna, di Toledo, di l’Orator nostro, di 14, et d’Ingilterra di l’Ora-tor nostro, da Londra, di 12. Item, di Roma, di 26, 28 Fevrer et primo di V instante, di 1' Orator nostro. Item, una lettera di Roma, di primo, drizata a li Cai di X. Fu letto una lettera di sier .... podestà di Noal. Come quel castello dove è il palazo dii Podestà è ruinato et bisogna ripararlo; richiede sia provisto. Fu posto, per li Consieri, che sia scritto al podestà e capitanio di Treviso, che di danari di quella camera debbi dar ducali 70 per fabricar utsupra, con certe clausule. Fu presa. Ave: 129, 6, 6. Fu feclo una suplicalion di sier Sebastian di Mezo e fratelli qu. sier Francesco. Richiedono, suo padre fo lansado ducali 50 per le possession di Candia fo vendute e poste di qui a le decime ; dimanda sia nldito da li X Savii in Rialto, come ad altri è slà concesso. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL, Savii dii Conseio e terra ferma, che al predillo sier Seba-stian di Mezo e fratelli sia concesso di poter esser aldito da li X Savii, e servatis servandis ministrarli raxon e iusticia. Fu presa : 131, 20, 5. Ex litteris domini Suardini, datis Toledi, die 22 5 Februari 1526. Olire che per missier Capino a boca Vostra Exeellenlia haverà inteso le occorentie di qui, ha-verà ancora per molle mie serilte inanti inteso il medemo et li iudicii falli, fondati sopra contrasegni manifesti. Occurendomi hora opportunità del presente messo, queste mie serano per avisar Vostra Exeellenlia, non vi esser cosa degna intesa nè successa da poi la partita del ditto missier Capino,