465 MDXXVI, GIUGNO. 466 in triennium. Item quod, casu praefato reslilutionis ipsius Regni, remanere habeant integre Christianis-simo Regi actiones quas in ipso regno habet. Sequi tur articulus de florentinìs. Item,cum ut praedictum est excelsa Fiorentino-rum Respublica approbatura sit quidquid Sanctis-simus Dominus noster eius nomine promiserit, con-sentaneum quoque videtur eamdem a confoederatis amplecti et favoribus ita prosequi ac si pro uno ex contrahentibus in hoc tractatu nominaretur, quod cum non posset fieri sine maxirao suorum civium damno ob eorum negociationes et bona, quae diver-sis in locis serenissimo Imperatori electo subiectis semper habent, idcirco promiserunt confoederati om-nes ipsam Florentinorum Rempublicam eiusque sta-turn se ita semper defensuros a quibuscumque eam offendere volentibus, ac si ex principalibus esset confoederatis. In quarum rerum testimonium prae-fati procuratores et nuncii hanc praesentem cartam propriis manibus subscripserunt, suisque sigillis ob-signaverunt. Actum, Cogniaci die XXII mensis Maij, Anno Domini millesimo quingentesimo vige-simo sexto. Ego Capinus de Capo eques nuntius et procurator Sanctissimi Domini Nostri confirmo et approbo ut supra. Charles. Archiepiscopus Senonensis Franciae cancellarius. Odit de Foyx. A. de Montmorency. De Tournon archiepiscopus Bituricensis. J. de Selva. Robertet subscripsi, Ego Andreas Rubeus secretarius ac nuntius et procurator praefati illustrissimi DominiiVeneliarum confirmo et aprobo ut supra. Da poi, Zuan Battista di Vieimi secretano del Conseio di X andò in renga et comenzò a continuar a lezer le lettere scritte a Roma, et di Roma qui drizate al Conseio di X. Il sumario potendo, scriverò qui avanti. Di Roma, di V Orator nostro, lezandosi, vene lettere, di ultimo Mazo, drizate a li Cai del Conseio di X. Come erano zonte lettere al (i) La carta 315*, 316, 317 i bianca 1 Diarii di M. Sanuto. — Tom. XL1. Pontefice, di Cognac, di domino Chapino, di 20, haute per via di Lion, con lettere vanno a Napoli. Il qual lo avisa di la conclusion di la liga, sicorne si potrà veder per la copia di la lettera qual manda inclusa. El qual li scrive brieve, et che per una altra posta li manderà li capitoli sottoscritti etc. Vnde andò dal Papa, qual li disse questo, et erano lettere di Lion, di 26, zerea haver expedito ditto pachelo di lettere per la via di Coyra. El Soa Santità era molto aliegra, dicendo, adesso bisogna far da dovero, et che spagnoli mandava 20 capitanei a far fanti, et che ’1 conte Guido Rangon farà 6 milia fanti verso Piasenza per nome di Soa Santità. Dicendo, la Signoria penzi le sue gente a Crema. Item, bisogna che li grisoni vengano; ha mandato la so’ parte di danari per levarli, et bisogna la Signoria mandi la sua. Et che si fazi intender al Ducha stagi saldo in castello, però che Sua Santità lo farà lui etiam intender per via del suo orator el cavalier Bilia; sichè non si manchi et si fazi p^psto. Poi disse erano lettere di Hongaria, il Turi’o esser zà intrato in Hongaria, et che il Vayvoda transalpino era andato dal Turco in Andernopoli, et zà era zonto; sichè quel regno non si poi difender, per tutto il mexe di Zugno il Turco haverà Buda. Da poi esso Orator gli disse: «Pater sanete, la liga è pur conclusa, nè mai son stato incredulo a creder che la non succedesse. » Et fo letto eliam una lettera di Roma, del ditto Orator, di 29 Mazo, drizata al Conseio di X. Come heri il ducha di Sessa fo col Papa, et li disse che Cesare faria quello vorrà Soa Beatitudine, et volea uno mexe pur di tempo, che Soa Santità prometti non intrar nè praticar con altri liga etc. Il Papa disse:«Semo contenti, ma vo-lemo che etiam il Viceré non pratichi accordo col re Christianissimo». Et visto §oa Santità le lettere di Franza, chiamò esso Orator, domino Jacomo Salvia ti et domino Francesco Vizardini, dicendo: «Vedemo il re Christianissimo va stangando la cosa » però etiam Soa Beatitudine voleva soprastar el scriver al reverendo Veru)ano non dagi danari a grisoni ; ma ben dice se ’1 venirà la conclusion di la liga di Franza voi far ogni cosa, et se la Signoria haverà lo aviso più presto de lui, el scriverà al Verulano eseguisi l’ordine primo. Dicendo, domine Orator, scrive a la Signoria che la conseia quello si habbi a far. Et lui Orator disse teniva certissimo che la liga in Franza saria conclusa. Il Papa rispose : « Sa-vemo che li cesarei se ingrosano et il ducha di Ferara li dà danari ». Et a questo proposito lui Ora> 30