79 MDXXVl, MARZO. 80 di Àrlegna, il qual andava incognito et voleva passar per andar da l’Arehiduca et...... Et intrato la Zonta dentro, fo scritto al prefato Luogotenente che subito lo debbi rilassar, scusandosi di haverlo relenuto. Et sier Zuan Antonio Dandolo el qual andò a Cittanova per parlarli non lo troverà, nè si scontreranno insieme. In questa matina, seguite un caso di farne nota. Che la moier di sier Gabriel Beneto qu. sier Dome-nego, fia di sier Antonio Lion da S. Zane Polo, qual stà con suo missier, el qual missier era con la moier a la villa, restati la tia e il zenero in caxa, qual è heriede dii tutto ; hor par che uno fameio solito star in cha’ Lion si havesse per avanti impalalo con ditta soa moier, et havendo il marito pur qualche zelosia de lui, fattoli intender non li venisse più in casa el fatto spiar, essendo questa mallina a la predica a S. Zane Polo, fo chiamato, dicendogli el fameio era con la moglie in camera. El qual sier Gabriel levato con furia andò lì. Hor si dice trovò il tutto, el ferite il fameio di ... . feride, el qual si butò zoso di una fanestra di veri l'erido et saltò in una barca, cazete per morto et si dice morirà certo. Et fo tutta la visinanza sottosopra, et le barche che aspectava done di la predica e barcaruoli, perchè el slà per mczo la chiesia, unde la terra fo piena. Fo ditto esser lellere di Ragusi, di 21 di Fe-vrer in uno da Pozo mercadanle. Come hanno de il, de primo de Fevrer, che ’1 Turco preparava la sua armala etc., tamen la Signoria di questo non ha alcun aviso. A dì 16. La mattina, fo li oratori di 1* Archi- duca in Collegio, dicendo quel preosto di..... voi andar a star a Padoa per 15 zorni, et l’altro collega suo resta de qui. Di Udene, di sier Agustin da Mula luogo-tenente, di 15. Avisi hauti del capitario di Gorizia, qual li ha scritto una lettera, come turchi erano tra Lubiana et Gorizia numero 3000 in certo loco nominato in le letere, et che dubitano non vegni a co-rer et far danni, però ha fatto comandamento tutti Si redugi in la terra per segurtà soa ; però avisa tal nova aziò si stagi advertidi. Dii proveditor generai Pexaro, date ai Urei nuovi, a dì 14, fiore 4. Scrive, come a Crema, insieme con lo illustre Capilario zeneral haveano ordinato zerca a le fabriche se facesse uno revelin a la porla dii castello, el lauda mollo el signor Ma-latcsta Baion in la sua opinion di far ditta fabrica, etiam quel magnifico Podestà, et eravi etiarn Piero Francesco da Viterbo inzegner. Etiam hanno terminato retar li molini per non far torto di chi erano, ma farli in la tera con più utilità sua, e apresso farne do altri, l’intrada di quali è bon aplicarli a la fabrica. ltem, far il ponte di piera sul Serio etc. Scrive, va a Brexa per ordinar la fabrica a la porta di San Zuane, e lasserà il cargo a quel diligente Capitano, poi il Capitario zeneral anderà a Verona e lui a Lignago per veder quella fabrica che ha bisogno di lui. Item, scrive si mandi danari per compir di far la paga, et ringralia di la provision fata poter tuor li danari dii sai e di la limitation per do mexi ; ma non si poi servir al presente. Quelli dii sai di Brexa hanno mandato ducati 2000 a Venetia, et di altri a l’ultimo dii mexe i darano. Di Verona 4000 darà 1500 e non voi dar più, perchè quelli dele non è slà ancora conze le partide a l’oficio dii sai ; sichè i sarano tardi. Da Vicenza non ha hauto risposta. A Brexa il Pagador si ha fatto servir di alcuni danari ; pagerà Zuan di Naldo, Farfarello e uno altro resta a compir ducati 4500. Da poi disnar, fo Pregadi per 1’ Avogaria in pe- 511) na di ducati 10 per jl caso di quelli di Salò, et io Marin Sanudo non andai per esser cazado per sier Zorzi Venier proveditor sora la mercadantia, qual fo di quelli fece la sententia che al presente si voi menar. El reduto, fo il Serenissimo el parlò domino Francesco Filetto dotor, avocato di quella di la Riviera di sotto, in favor di qual è stà fatta la sententia, et rispose a sier Marco Antonio Contarmi avocato di quelli di la Riviera di sora, che voi il taio, et parlò benissimo et compite a hore 23, et fo terminato darli etiam doman il Conseio per expedir ditta causa ; non era il Collegio, nè alcun Procura-tor, Cai di X, Avogadori, né XL. Erano da zerca 80. Et sopravene lettere di Roma; qual, licentiato le parte, il Serenissimo terminò fusse lecte, et io Marin Sanudo che in loza mi trovava, vedendo Pregadi restar suso con sier Piero da Canal et sier Na-dalin Contarmi andai suso et alditi lezer 1’ ultima lettera ; nè altre lettere fo lecte, nè etiam queste si dovea lezer. Di Roma, di V Orator, di 10. Come havia ricevuto di 2 et 5 le lettere di la Signoria nostra, con la risposta fatta a li oratori cesarei, la qual co-municoe con la Santità del Papa, qual lauda sum- (1) La carta 50* è bianca.