519 MDXXVI, GIUGNO. 520 demum a Piasenza ; al qual è sta scritto solici ti la sua venuta. Li cesarei fortificano Lodi et Pavia con far condur vicluarie dentro, et voleno far la massa di le gente in Geradada, et parlano esser fatta liga del Papa et di la Signoria nostra conira di loro, et hanno comandato guastatori per Trezo per melerli a li passi ; et in Cremona non è intrato alcuno di novo, sicome apar per una lettera di Bernardin Pi-zinardo qual manda inclusa. Scrive haver, che a di 5 zonse a Milan don Hugo di Monchada vien di Spagna, el qual quel zorno andò insieme col protonota-rio Carazolo in castello a parlar al Ducha. Item, li 353 fanti di Modena saranno 4000, come ha inteso, in ordine. Scrive haver hauto ducati 5000 heri sera el hozi 10 milia ; di che ringratia et prega non si manchi di danari per poter far quello occorre. Di Bernardin Pizinardo, date a V Ixota sotto Cremona, a dì 7. Come è intrato in castello di Cremona uno nominato Elbenga francese slra-vestilo, per nome del re Christianissimo, et era us-sito fuora. Et come el maistro del campo havia falò chiamar il Conseio di Cremona et richiesto alzamenti per lanze 200 et fanti 2000 spagnoli, et ditto tutti doveseno portar vicluarie ‘dentro per 3 mexi facendo masenar li fermenti. Si ha nova, Zuan di Medici el qual era a Brexelli con 3000 fanti, et esser venuto a Caxal mazor. Item, bandiere 5 de spagnoli erano in Carpi vanno in Cremona. Post scripta. Auto nova in Cremona non esser vino per uno mexe, et hanno fermenti per do mexi in la terra. Di Crema, del Podestà et capitanio, di 7, liore 2 di notte. Come heri, a hore 17 et 2 scrisse: bora mandano alcuni reporli et advisi hauti da Milano quali sono questi : Venuto a Crema Bonlempo de la villa de Casal-butan, el qual dice esser soldato del castello di Cremona. Dimandatoli la causa de la sua venuta, reffe-risse : Io sono venuto a compagnar uno francese vestilo a la todescha el qual a dì 4 intrò nel castelo di Cremona. Domandatoli el nome dice farsi chiamar Elbenga, el qual a tempo de francesi era banderaro in ditto castello. Dimandatoli la causa perchè era intrato in ditto castello, rispose: lui ha ditto al castellano che il Christianissimo re di Pranza li manda a dir che se voglia manlenir perfino a mezo questo mexe, che '1 mandarà el re de Navara cum 20 milia lanzichenech, monsignor de Lutrech con 10 milia guasconi et el ducha Maximiliano Sforza cum 12 milia sguizari ; et che el re Christianissimo ha promesso per moglier madama de Lanson cum dotta de lutto el Stato de Milano al ducha Francesco, et Cremona cum la pension baveva al ducha Maximiliano. Item, dice che a dì primo del presente uno altro francese vestito a la todescha andò in castello de Milan, el qual sa ben todescho, a far la soprascritta relation al ducha Francesco, et fato venir a mi el dilto francese, mi ha refferto haver parlalo 353* al castellano del castel di Cremona et ditoli le soprascritte cose per nome del re de Navara et non del re Christianissimo. Filippo da Lodi habila in Crema, partito heri da Milan, refferisse che a dì 5 don Hugo et il profondano Carazolo mandò a far intender al Ducha che li volevano parlar. El Ducha mandò fuora missier Jacomo Filippo Sacho, i quali se reduseno in San Spirilo, et parlali insieme, el ditto missier Jacomo tornò in castello et poi ritornò a parlar a li dilli et Ire volle andò dentro et fuora ; a l’ultima volta, disse alcune parole a li dilli don Hugo el Carazolo, et partite senza tuor altra risposta, nè altro si ha potuto intender. Item, dice haver parlato heri a uno suo parente in Lodi, el qual li ha ditto che elgovernador de Lodi dice che ’1 die venir alozar li 200 homenì d’ arme et alcune bandiere de fanti, et qualche volta ha ditto che lui con la compagnia sono per levarse, et che non se lassano intender, et che hora dicono a uno modo hora ad uno altro. Item, dice che atendeno a far lavorar verso Ada cum diligentia, el che in Lodi non è victuaria per diece zorni nel castello, et nel castello per do o tre mexi. Missier Lanzilotto Corado lodesano habila a Crema, partito da Trino loco di là di Adda do miglia, refferisse che a Castion è venuto heri a suo iuditio cerca’500 fanti, i quali diceva venir da Casal Mazor. Zuan Piero di Boleti da Sonzin, habita a Crema, partito questa matina da Sonzin, refferisce heri sera che l’alphiero fece comandamento a quelli de le porte che non lassasse partir nissun fuura di la terra, et che lui questa mattina ussite per il castello per mezo de uno suo amico spagnolo. Item, dice che li spagnoli tra loro diceva volerse levar, et che li vegniva alcuni fanti taliani ; el qual venendo a Crema questa malina a uno loco ditlo la Cesta, territorio de Rumenengo, sentite tamburiini. ludica che li spagnoli de Soncino se leva-seno. Et che ditti spagnoli heri dicevano che le arlillarie di la Signoria nostra erano zonte a Pon-levigo. Qui va uno altro reporlo del tamburini notado