723 MDXXVI, GIUGNO. 724 questa; et che lo havesseno iurato non lo haveria-no pensato, et che non di le gente che assaiino, ma tutto lo esercito de Vostra Sublimità non si curavano per esserli dentro mille et più combatenti, et luti ben disposti et experimenlati. La qualcosa tulli non puoleno pensare che habino haulo tanto animo et ardir, dicendo eh’ el prefato signor Malatesta discalzo (apiedi?) con uno spadone da doe mane in mano, cum tanto animo,e’1 capitanio Machone et Marcello in questo modo, primamente el prefato Machone cum il suo banderaro, Marcello con el banderaro suo, et esso illustrissimo signor Malatesta, come sca-denato leone andò adosso ad uno de essi capitani cesarei, et menoli uno colpo cum quello spadone che leniva in mano che lutto lo sbalordite, et intacholi el corsaleto che havea indosso, facendo el combatendo tanto animosamente che Elhor di Troia nè altri paladini mai cum tanto animo combaterono, et tufo 484 sanguinoso de sangue humano: etsimelmente Machone et Marcello et poi tulli li altri capitani, et maxime seguitando el capitano Zerpellone, tutti facendo da paladini, et uno banderaro de Machone qual fo morto ne la impresa; per il che tutti questi cesarei stanno mirativi che 600 fanti habino combattuto come hanno facto, et habuta lai victo-ria cum loro che erano più, nè temevano tulio Io exercito di Vostra Sublimità, come diceano, s’el fusse andato a tal impresa: dicendo che l’onor è recuperato de Italiani et gente italiana, et aquislata una fama immortalissima cum grandissimo onor de Vostra Sublimità; per la qual cossa lutto il campo cesareo è rimasto smarrito, et che hanno preso le chiave del gioco contra yspani. Imperò mi ha parso il lutto significar alla Celsitudine Vostra, per esser certissima la ne pigliarà grandissima consolatone. Et questa malina il prefato signor Malatesta è stato a parlamento con quelli del castello de Lodi, i quali hanno voluto dar 1000 scudi che lassino me-fer fuora di esso castello uno di quelli capitani, qual è ferito, per medicarsi, et esso signor Malatesta non ha voluto acceptar dicendo che se disponeno ad altro. Et prestamente li ha fato piantar 9 pezi de ar-tellaria grosse al ditto castello, et ha principiato a baterlo cum tanta celerilà, che se perfino a doma-tina non li vieneno altro soccorso et che non sieno disturbati, benché stano provisti animosamente tutti per veder li inimici se venirano, che sperano dimane daranno bona expeditione al ditto castello. In vero, Serenissimo Principe, non se poteria scrivere l’animo, cuor, et grandissima volunlà che hanno tutte queste gente di combater cum Cesarei,el tutti ben disposti si per honor di Vostra Sublimità come •de la Italia. Cremce, die 25 Iunii 1526, hora 23. Petrus Boldù potestas et capitaneus Cremce. Da Crema, del Podestà et Capitanio, di 25, 485 hore 1. Come dal Proveditor zeneral è stalo tolta di la munilion de li assà polvere fina per li archibusi et schiopeti ; etiam, di la grossa e arlellarie; però aricorda si provedi per ogni bon rispetto. Si duol lui Podestà esser amalato di la sua doia ha nel petto, tamen non manca etc. A dì 27. La matina fo lettere di Roma di V Orator nostro, di 24. Da Lodi, del Provedador generai, di 25, hore 3 di notte. Come hozi a hore 11, et 18 scrisse quanto acadeva. Da poi batendosi il castello per nostri, venne uno trombeta del signor marchese del Vasto al signor Capitano zeneral pregandolo che volesse lassar ussir di castello uno spa-gnol ferito acciò si potesse medicar, qual daria di taia ducati 1000. Sua signoria li rispose ch’el non voleva, perchè ussendo questo tanto più li altri si teneriano ; ma rendendosi il castello sarà contento mandarge ditto spagnol liberamente. Scrive, esser slà posti al castello 8 canoni di 50, et si continua la bataria. Scrisse questa matina per sue di ore 11 il venir di spagnoli per soccorrer il castello; hora ha quelli haver rotto il ponte di Lambro, et che le zente di Santo Anzolo sono levale et hozi tendeno a San Columban per intrar in Pavia ; e che quelli di la terra non hanno voluto entrino; li lanzchinech vi andono e sono ritornati, i quali da villani è stà malmenali. Ha hauto altre letere del Vizardini di 25; come da matina certissimo lo exercito pontificio passerà Po per far la union, et se li mandi qualche uno contra, sì per dirli dove dieno alozar, come etiam provederli di vituarie per quel zorno per i loro danari, aziò zonti ne possino haver perchè vegniranno lezieri ; et li carri romagneranno indriedo. Per il che il signor Capitanio zeneral manda contra domino Piero di Longena con la sua compagnia di zente d’arme, et li cavalli lizieridel signor Alvise di Gonzaga. Fata che sarà la union, doman consulteranno insieme quello si abbi a far, havendo a cuor il castello di Milan qual è in extrema necessità. Hanno lettere del caslellan di Mus, che scrive fra 15 zorni saranno 6000 sguizari. Cassan et il castello è stà abandonato e questi ducheschi l'ha tolto;