733 MDXXVI, GIUGNO. 734 cali 1000 voi donar quel visenlin da Drezano che li dia esser cava uno ochio per monetario; et tra-tala poi la cosa col Conseio semplice licentiata la Zonta, non fu preso, perocché è uno altro compagno qual etimi li dia esser cava l’ochio, et assolver uno per danari e 1’ altro cavar é mala cosa. Fo edam balotà vice capitanio grando del Conseio di X fin ch’el torni Domenego Visentin va ar-miràio con sier Alvixe d’Armer proveditor da mar, 490* et balotati numero 8, rimase Zuan Agnolo capitanio di le barche, di una ballota di Andrea Vechia ; et si farà in loco suo vice capitanio di le barche. Bel Proveditor zeneral Pexaro, date in Lodi a dì 26, hore 5, in campo. Come scrisse, heri sera si ave il castello, et fo mandato domino Alexandro Marzello con la soa compagnia a star atorno il castello e far scolta con alcuni cavalli li-gieri, et dicono heri sera sentileno cavali et fanti bon numero venuti per far spale a quelli erano nel castello che ussisseno da numero 100, et sentendoli venir, li fono a rincontro e in questo mezo quelli dentro andono via ; fu preso per nostri 6 cavali, fati 2 presoni, et morti 3 de inimici. 11 signor Capitanio ha voluto che hozi si vegni ad alozar 11 in Lodi, e cussi son excellentia e lui Proveditor è venuti, et spento 2000 fanti di sora di Lodi, et parte di l’exer-cito alozalo lì in Lodi, e parte di qua di Adda pur propinquo a Lodi. Scrive, il magnifico domino Francesco Vizardini locotenente pontificio, il conte Guido Rangon, Janin di Medici et Vitello con alcuni capi è vennti 11 a Lodi, et è stali insieme con il signor Capitanio zeneral, lui Proveditor et altri eon-dutieri in consulto zerca mutarsi di alozamento, perochè lo exercito pontificio passò Po et è alo-zato mia 3 lontan di qui a San Martin; et hanno terminato che da matina il signor Capitanio, il conte Guido et Zanin anderanno a sopraveder uno alozamento gaiardo et di segurtà de li exerciti, perocché non hanno manco a cuor questo che soccorrer il castello di Milan. 11 qual alozamento sarà che si potrà andar a Pavia et Milan, aziò li inimici non sapino quello voranno far; ma bisogna guastadori, et di quelli 500 menò con lui di brexana é restati pochi, ancora che sieno pagali come fanti. Di sgui-zari nulla ha. Per uno suo venuto da Milan qual partì heri sera, ha aviso come li cesarei haveano cargà bagaie e cariazi per levarsi, et erano in arme per andar via; poi feno discargar, nè se intende la ¿91 causa, et voleno star in Milan. E che stanno mollo timidi e humili con la terra, et che haveano ali deputali richiesto Ire cose: primo che milanesi di novo iurasseno fideltà a la Cesarea Maestà ; secondo, che li diano 100 milia ducali per bisogno di pagar lo exercito; terzo che tolesseno le arme, bisognando, contra venitiani et francesi. A le qual proposition essi li haveano risposto, che havendo iurato una volta non li pareva di iurar più, perchè non hanno se non una fede; la seconda che non hanno danari da darli, et sono in exlremilà ; lerzo, che non voleano luor le arme per alcun più, e Dio volesse non le havessenò tolte, perchè non saria seguito la ruma loro come è seguita. Item, dice che in Milan sono da 5 in C000 spagnoli fanti, et 2500 lanzchinech, et che 2000 lanzchinech erano andati con il conte Balista da Lodron in Pavia. Scrivendo ha haulo le-lere del castellan di Mus; come era zonto il capitanio Cesaro Gallo con 2500 fanti, et fra 4 hover 5 dì sariano 4000 sguizari. Lauda molto esso Proveditor la valorosità di nostri fanti, et a li capitami loro userà più largeza, perchè poi assai questo a li presenti tempi, per aversi ben portato et stiano conienti. Scrive credeva, zonto fusse de lì, trovar 1000 guastadori, et non ha hauto 300, et di Crema credeva averne 300, non ne ha hauto 30; etiam di le altre cose di Crema è stà mal servito; quando fono lì, fo ditto tutto sarà ad ordine, poi non è sta nulla; et ditti guastatori si paga come fanti, et come disobedienti, se fosse altri tempi, li faria venir senza darli nulla. Lauda li rectori di Brexa : quello richiede subito l’ha. Scrive si mandi danari perchè de lì, hauti si è in capo, et manderà il mensual. Ha ricevuto lettere de la Signoria nostra; et quanto a le lettere intercepte per li reclori di Bergamo, non è stà mandate. Scrive fono tolte al cavallaro del Taxis le portava, et aperte li parse restituir per non venir a roptura per sì poco. Quanto al Grartgis sarà con il Vizardini et Verulano, nè ha hauto tempo di parlar; et faranno il lutto per vardar li passi aziò lanzinechi non calino. Et manda uno reporto da Milan hauto per via del signor Camillo Orsini. Riporto di uno partì di Milan a dì 26 hore 19. Dice che, per la presa di Lodi, intesa la nova, spagnoli restono sopra di loro et di mala voia, nè sanno dove restar et segurarsi, nè usano più superchiaria come fevano. Hanno fatto heri far cride che tutti quelli sono ne li borgi vengano ad habitar in la lerra et portino con se victuarie per 4 mexi. Dice che Domenega matina a di 24 il conte Batista di Lodron colonello 9i partì di Milan