165 MDXXVI, Italia, di la qual lui Re voi esser. Et che per Zuan Joachin, qual ancora non è zonlo, si saperi la propria volunlà dii re Christianissimo ; qual li ha scrito riporterà cose che non si poi scriver per lettere. Dicendo esso Re tutto quello il fa è per ben de Italia, et praecipue di la Signoria nostra. 107* Di Verona, del proveditor generai Pexaro, di ................ In questa mattina, in Quarantia Criminal, fu preso di relenir alcuni quali feno quelli inconvenienti d’arme in chiexia di la Carila la sera dii perdo», et quello ferite eie. numero 3. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonta, nè feno altro che tre di Zonta che mancava, in luogo di sier Valerio Valier è mirato ordinario dii Conseio, sier Alvise Malipiero è fuora perchè sier Gasparo Malipiero intrò ordinario, sier Luca Trun inlrò Con-sier. Et rimaseno questi : sier Andrea Foscarini fo consier, sier Lorenzo Loredan procurator savio dii Conseio, sier Nicolò Bernardo fo savio dii Conseio : solo sier Marin Zorzi dolor fo savio dii Conseio, sier Marco Minio fo savio dii Conseio et sier Francesco Donado el cavalier fo savio dii Conseio, quali tutti tre veneno a tante e tante. A dì 11. La mattina, non fo alcuna lotterà. Et il Serenissimo, falli chiamar li mercadanli di la beca-ria et quelli (ai quali) fo dalo le banche per Collegio, perchè non è carne in Becaria, dicendo il Sabato Santo la metà di Venezia non have carne, facendoli gran rebuffi, et haver ordinalo a li officiali a la Becaria li condani, e a li Governadori laudi le condanason, perché sono obligali perder ducati 10 al zorno non essendo carne per banco. Et loro si scusono li bovi non haver potuto zonzer, che hanno comprato in Hongaria, eie. Vene sier Marin Sanudo qu. sier Francesco proveditor sora i banchi, dicendo compie Venere et si doveria far provision o venir al Pregadi, perchè la parte si astrenze a proveder, eie. Al che il 108 Serenissimo disse si faria provision, et fo chiamà li Cai di X in Collegio, et mandato fuora esso sier Marin et tutti, steteno sopra questa m leria assai. Quod erit scriverò. Le parlide vai 7 per 100 con grande mormoration di la terra, et tulli crida si fazi provision, che se fa provar in Pregadi li banchieri, el piezi faranno fallir qualche banco, o caze-rano lì banchieri o non haverano da dar piezaria. Chi li dà termine mexi 18 a saldar, fa danno a li creditori ; sichè è materia difficillima da proveder, aprile. 166 e tutto è causa il banco di Molinì et dii Rimondo, quali fanno ogni dì assà parlide el si stenla haver li danari sono sora i banchi, solum do; quello si farà, noterò.. Da poi disnar, fo Conseio di X con la Zonta, et fono su cose particular. Prima preseno di tuor certi danari di caxali di Cipro, per armar le do galìe' resta armar. llem, preseno far ducati 3000 di soldi novi in zeca. Fu posto la gratia di sier Davit Bembo qu. sier Alvixe, et sier Francesco Grilli de sier Do-menego, quali haveno una croxeta di loto per ducati 1000 con zoie, la voleno dar a la Signoria, la qual Jacomo da Pergo conlenta melarla nel suo loto per ducali 1000, et loro è contenti star anni 5 ad haver ducati 800 di ditla quantità, però che lì 200 li donano a la Signoria, et non li polendo haver è contenti scontar in angarie soe e de altri, con questo però possino esser Soracomiti da poi lutti li altri rimasti. Et ballolala have: 17 di sì, 11 di no. Non fu presa alcuna cosa, voi haver li do terzi. Fono poste altre parte particular; ma non da conto. Di Ragusi, fo lettere di Jacomo di Zìi-lian, di 6. Come, per olachi venuti da Constantino-poli, si ha che a dì 2 Marzo zonse sier Piero Zen orator nostro de li, et che zà lmbrain bassà era partilo con lo exercilo per andar a la impresa di Hongaria lenendo la via di Andernopoli, et che ditto Orator nostro dovea spazar fra do dì il suo .... con lettere a la Signoria nostra. Nolo. In questa mattina, fo in Collegio sic^* Domenego da Mosto venuto consier di Cipro con le galìe di Baruto, et referite iusla il solito; ma il collega suo sier Piero Vcnier zà per molti zorni venuto, non è ussilo di caxa per esser assà debi-tor, sichè non riferirà. In questo zorno, se intese publice dì uno paro di noze fatte di sier Andrea Michiel di sier Francesco da san Canziano vedovo, in una Cornelia Grifo vedoa meretrice somptuosa et bellissima, qual è stata publice a posta di sier Ziprian Malipiero, et bora era di sier Piero da Molin dal Ranco, e stala di altri, rica, qual li ha in dola dà ducati .... milia. Et fu fatte le noze nel mo-nasterio di S. Zuan di Tornello ; che è stata gran vergogna a la nobiltà venela. Ancora in Rialto hozi seguile, che uno zove-ne disvialo assai nominato sier Piero Sanudo di