65 MDXXVI, marzo. 66 Magnifico et excellentissimo signor Capitario. Moggi, per David cavallaro voslro, son stà informato come vostra magnificentia haveria gran desiderio de saper la verità, se in Milano era fatta la crida che non se alozi alcuna persona. L’é vera, et è stata cridala tre giorni ; el primo giorno sotto pena de scudi 100, l’altro sotto pena de la vita e confiscation di sui beni; et non riservano nè pa- * renli nè amici, quali non habilano in Milano. Item, sa certo domino Joan Jacomo, come è sialo preso 10 stafier del signor Sforza, et hanno trovato le lettere che venivano a la Illustrissima Signoria di Venetia el altre a la Santità del Pontefice, et altre ancora non si sa dove. Et ge è fede, che lo dillo stallerò non morirà per certi respetti. Item, che per homeni da conto è certificato, che lo Cristianissimo re di Franza è fugito, et ancora publice se dice da loro spagnoli, et di questo non stanno niente aliegri. Item, de veduta ho veduto far mostra et dar danari a chi ne vuole, fantarie in Milano, in Pavia, in Lodi al possibile. Item, ut fer-tur per homeni da bene, la fanteria taliana, quella è restata in astesana, se è levata el hanno preso 11 loro capi digando voleno esser pagali, et sono andati in Saluzo cum el Marchexe, et li dete danari et mosse guerra contro lo duca di Savoia et ha preso una di le sue terre grosse, il nome non se ricorda. Item, tre giorni passali continui, el marchese dii Vasto comenzò da meza notte andar in posta, et ritornato et andato, nè al presente è in Milano. Item, quelli dii castelo, Martedì veneno fuori et scaramuzorono cerca doi bore, et li spagnoli hanno redopiale le guardie atorno el castelo. Item, a la Corte de Milano, per lo passalo non facevano guardia alcuna, adesso li hanno fanti 300 armati de continuo dì e notte. Di quanto haremo, sia sicura vostra magnificentia che per nostri la ne sera avisata. Lettera di domino Ambroxio Triulcio, data a Parma. Da novo qui non se sa altro, salvo che per la pace fatta Ira lo Imperatore et re di Franza ogniuno sta in timor, non sapendo che habbia da reuscir, et maxime vedendo che la Italia non si move, et che in breve il duca di Barbon si aspetta a Genova, con danari, gubernator, come hareti inteso, generai. Qui a Parma non cessa di far bastioni et fortificar, talmente che volta è stata che lì era 10 milia guastadori. Alcun numero di fanlarie spagnole erano venule in queste bande, quali davano da pensar, per li quali tulle le città l Diarii di M. Sanuto. — Tom. XLI. qui circumslante se erano fornite di gente ; tamen havendosi ditti spagnoli parliti et andati parie a Ponlremolo et contra certi marcheseli et anche verso Rocabianca, le cose se sono messe in silentio. Da poi disnar fo Gran Consejo. Non fu il Se- 42 renissimo, et fo suspeso di far duca in Candia, che fu slridato per ozi. Et si dice, alcuni voleno prestar denari per haver dilli rezimenti di Candia. Si dice, sier Marco Landò, fo capitanio in Candia, per danari, sier Faustin Dolfin, è in Candia, sier Hi-ronimo Corner di sier Zorzi cavalier procurator è in Candia mandalo, et sier Alvise Contarmi fo relor a Napoli di Romania, qu. sier Piero. Quello sarà, noterò, et saria mal comenzar a far li offici per danari al presente, per molti respecli etc. Fu fallo retor e proveditor a Cataro sier Do-menego Grili, è di Pregadi, qu. sier Francesco, el altre 8 voxe, e tutte passoe. Fu posto, poi letlo, una gratia di.....Roi, qual è venulo in gran necessità, di ricco che l’era, e dimanda di gratia una fonlegaria in Fontego di la farina da poi 5 expelalive che sono; et fu presa per tulli li Consegli la gratia et posta per li Consieri e Cai di XL, di conciedergli quanto el dimanda. Ave .... Fu posto, per li Consieri e Cai di XL, atento sier Hironimo Michiel castelano dii castel di Castano sia gravemente amalalo, et havendo sier Stefano suo fratelo rechieslo che li sia concesso, atento dia star serato, di poter venir in la terra da basso a curar la egritudine sua, però sia preso che li sia concesso che ’1 possi venir a slar in la terra per uno mexe, melando il rettor lì dentro per questo tempo un zenlilomo nostro, et oflerendosi andar lui quando gli piacerà. Fu presa. Fu posto, per li ditti, concieder licentia a sier Zuan Ballista Barbaro castelan di Traù, qual non stà serado, atento la egritudine sua, di poter venir in questa terra per uno mese, lassando in loco suo un zentilomo nostro..... Fu letto la condanason falla nel Consejo di X, a dì 8 di l’instante per Bortolomio Comin secre-lario, che sier Aguslin Manolesso, fo castelan a No-vegradi, per operation falle per lui in ditta caste-laneria importante al Stado nostro, sia privato per anni do de ogni officio e beneficio di la Signoria nostra, et privo per anni 10 di tutte castelanerie nostre. A di 12, fo sau Gregorio. La matina fo Jet- 42* tere d’Ingalterra, di VOrator nostro, date a Londra a dì 19 di Fevrer. Optime lettere. Co* 5