123 MDXXVI, MARZO. 124 dinari da dargi. Qual sinistro se occoresse al lempo del signor ducha di Borbone, li pare che non sarebbe suo incarico. 78') A dì 31, Sabato Santo. 11 Serenissimo, vestito di veludo cremexin, e li Consieri pur di paonazo con li oratori solili, e di più quel di Milan ; il cesareo non è venuto questa setimana perchè stalo nel monastero di S. Domenego a li offici e comunicarsi, et P altro prolonotario Carazolo è indisposto di gotte; con li Procuratori numero 9, e di più sier Polo Capello el cavalier, ma non era sier Andrea Juslinian ; et andono li tre più zoveni pur con li Cai di XL, iusta il solito. Et fallo P officio in chiesia, si andò a la capella del Baltisterio a far P oio, overo P aqua dii batesmo ; qual compilo si publica tre volle per il diacono, se alcun si voi bultizar vengi. Poi in chie-xia si brusa la sloppa e si fa leze nova ; demum se dise messa pasqual e poi vesporo. Nè alcuna cosa fo di novo, che sempre in tal zorni suol venir qualche eossa. Da poi disnar, per esser vizilia di Pasqua, li Sa-vii non si reduse. Di Roma, del Foscari orator, di 27. Come de li nulla era di novo, et si stava in aspettation de intender il successo de la liberation dii re Chrislia-nissimo. Ben erano lettere di Avignon, di 18, in domino Bironimo Beltrame, come 11 re Chrislianis-simo saria in la Franza ira 8 zorni, unde fo dal Papa el lo trovò mollo suspeso, dicendo dubitava per le parole andate atomo che ’1 re Christianissimo non fusse inlerlenulo. Disse etiam, haver lettere de lugilterra in conformità di le nostre, et che zonto sia il re in Franza li manderà oratori, eie. Scrive haver hauto le nostre lettere di.....con li avisi da Constantinopoli, et comunicato col Papa, disse si fa per Ilongaria come è la fama, e potria dar altrove. ltem, disse che di breve se intenderà qual cosa. Ave etiam le nostre lettere zerca il conte Cristoforo Frangipani et lo episcopo di Segna, et ringralia che ’1 suo successor sia partilo, perchè el potrà venir a repalriar. Manda il breve di le do decime, vi-delicet una 1526, P altra 1527, et sono exclusi li cardinali et cavalieri llierosolimitani comefo l’allre. Etiam il Papa li ha ditto, vorà siano exclusi alcuni soi, et che sarano pochi. Scrive, missier Jacomo Sai-viali li ha dato una minuta a requisition di merca-danti fiorentini per coudur li soi panni d’oro e di seda per via di Verona, che sia perlongala per altri mexi 6. Scrive colloqui bauli con P arzivescovo di Capua, ut in litteris. Non ha parlalo con il Datario. Lo episcopo di Veia, che è in preson, li ha mandalo certa scrittura, con dir quel episcopato è iuspa-tronatus di la Signoria nostra. L’orator di Ferrara voleva il Papa li perlongasse il brieve di poter andar da Cesare, et in quel tempo non fusse molestato da Soa Santità, el queslo per mexi 6, el non ha voluto farlo. Copia di una lettera venuta di Roma, di 27 79') Marzo 1526. Siamo stati in gran spavento che il Re fusse in libertà, maxime che vene nova Soa Maestà esser gionla in Vittoria fin olii 5, et aspellaveno a li 10 si dovesse relrovar a Baiona, poi finalmente sono venule lettere di 18 de Avignon, perle quale alcuni scrivono che Sua Maestà non serà in Franza prima che a li 27, o 28 di questo ; ma taciono la cagion. Queslo ce fa meravegliar, perchè sapevamo che li ohslagi et altre cose che per parte dii Re se dovevano osservare erano preparate in B.iiona, nè pare ragionevol cosa che dovesseno tener lanlo lempo Sua Maestà su le confine senza qualche nova difficultà. Vediamo anche, per li advisi che sono rehauti da Genova, che questi capitani francesi de l’armata dii Re che sono in Provenza, da poi la publi-calion di la pace mai si sono abstenuli di far danno a li vaselli di Spagna, et missier Andrea Doria, quale per la magior guerra che sia mai sialo continuo ha haulo rispetto a non prendere le nave de soi cittadini, al presente ha preso la nave Lome-lina et un’ allra che andavano in Spagna ; che ne dà da credere che non P harebbe fatto senza expresso mandalo de chi li pò comandare. Qualcuno voi dir che P è sialo opera del signor Viceré per dare terrore el suspetlo a monsignor di Barbon, il qual pensava imbarcarse a Barzelona per venir in Italia. Le galee di Genova, che doveva andar a levar ditto Barbon, sono restate et non li andarano più per ora. Credo haver dato aviso a vostra signoria, che il signor Pelro Navaro vene qui, il qual da Nostro Signor et da la corte fu molto acarezato. Da poi s’ è partito per andar a far reverenda al Re. Potrebbe esser che retornasse a le bande de qua, perchè Nostro Signor ha voia di haverlo per operarlo contra questi infideli. Il signor Joauin de Medici mai è venuto qua, come se diceva. (i) La carta 77* è bianca. (1) La carta 78* è bianca.