05 MDXXVI, MARZO. 96 vette lettere di 15 Novembrio et 9 Dezembrio, ma quele di 15 Octubrio non le ha haute, unde fo da li bassa a la Porta et li comunicò il tutto, dicendoli che l’Orator veniva et era già stato a Ragusi e presto saria de qui. Scrive, il taion dato è sta risolto in aspri 20 per testa et si va scodando. Scrive si fa exercito grande con celerità per andar a la impresa di la Hongaria. Prima si andarà a la Valachia bassa, poi verso Buda, et il Signor va in persona, prepara fuste 30 per il Danubio, ha mandato comandamento a Belgrado per far ponti, si prepara assà numero di barbote. Questo Signor voi haver 100 galle in ordine, aziò se christiani si movesseno con armata poterle mandar fuora, altramente non le armarano per questo anno ; ma ben 1’ exercito passerà su la Hongaria et a Buda et quele bande. Il Signor voi invernar questa invernata, et poi uno altro anno passerà su la Puia per andar a Roma ; sichè tulli li soi ragionameli sono su questo et per tutto 60 risona questa preparation di exercito. Et parlando con il magnifico Imbrain bassà, li disse haver visto il Signor et lui, hessendo in pueril età, uno libro vechio sul quale era scritto che al tempo che ussirà dii seraio uno che mai non haverà hauto officio et sarà fatto primo visier e bilarbei di la Grecia e nomerà Imbrain, el Signor oltoman al suo tempo farà molte cose che mai li soi hanno potuto far; cum gran honor et vittoria dia tuor l’imperio di Roma, et sopra una gran campagna dia far con christiani, et si farà tre volte fallo d’arme, do di le qual il Signor lurcho sarà di sotto, ma la terza vincerà et prenderà quel gran signor con tutti li soi baroni capitani, el sarà un gran falto d’arme per voluntà de Dio, poi lo libererà e tutti e sarà una fede con pace e amor ; et tien certo debbi seguir. Per il che li disse che lui voleva refudar di esser belarbeì di la Grecia, falta questa impresa, perchè el Signor voleva el refudasse; ma lui non ha voluto, aziò non si dichi el dubita andar in el squadron e voi restar a la Porta col Signor per haver paura. Et disse, el Signor a questi dì vete la sua casenda el voi ussir in campagna questo Aprii. Saria ussito avanti, ma per li feni et strami indusia ussir a quel tempo. Questi soldati toleno cavalli dove trovano ; rompe le porte di le caxe per haverli et li pagano a so modo. Et a lui Bailo hanno tolto uno cavallo che li costò aspri 2000 et li hanno dato aspri 700 ; sichè ha hauto questo danno. Quelli di Scardona ha sup-plicà al Signor di tenir una fusta de lì per corsari, e voleano li bassà lui scrivesse al conte di Sibinico li lassasse passar per le lorete. Lui Bailo parlò a li bassà non bisognava questo perchè la Signoria leniva un capilanio al Golfo per vardar di corsari, poi le lorete le vàrdano essi di Scardona, ma volendola tegnir la legni a la Vallona o a Durazo senza far ste novità. Unde i parlono al Signor, qual laudò questo, sicome li bassà poi li disseno. L’ambaxador di Franza è stà expedito. Li hanno donato aspri 10 milia et una vesta d’oro e fatoli uno comandamento con bolla d’ oro inconsueto in uno sacheto cremexin ; cosa inusitata « farsi. El il sanzaco di Bossina che dovea venir di qui, per causa di querele dii ditto ambasator è zonlo et ha falto bona scusa. Bosdan rays capitanio di le fusle si slà pur in presoli in ferri, e zonto sia lo Orator nostro de lì spera li farà portar la pena. Suliman rays capitanio di l’armata per India, li è slà data un’altra nave, sichè carga do nave et 2 galìe grosse de monition, artellarie menude et grosse, 2000 schiopetieri, rami, ferramenti, gomene et fostagni et altre monilion eie., sichè su l’armata va in Alexandria saranno da 3000 homeni 60' per andar poi contra Porlogalesi ; sichè spera le cose tornerano come prima ; al qual li ha parlalo ete. Scrive ha paga la pension di Cipri, e di zucari have Imbrain si lassa ducali 160 di ducati 400 vo-leano, dicendo è zucari di noze si doveria donar ; et ha hauto il suo recever. Scrive di la morte in ca-min venendo de lì del governador era in Rodi, qual era nostro gran nimico per causa di Simplicio Rizo. Ringralia la Signoria di la licentia hauta, sichè zonto sarà de li l’Orator torà licentia e si partirà, e aspetta la galia con desiderio per montar suso, et porterà con lui lutle le cautele di quello ha pagato, et ha servito come fidel servitor. Et scrive la peste va pur continuando, più presto crescendo, etc. Fo letto lettere di Milan, di domino Jaco-mo di Saco, di 8 et 11. La copia sarà qui avanti posta. Fo letto le lettere di Roma, di IO et 12, lette l’altro zorno in Pregadi, per l’Avogaria, aziò lutti le aldisseno. Fo letto la lettera dii ducha di Milan, data in castello, a dì 4 Marzo, drizata qui al suo ambassador. Come Camillo Gillino venne in castello venuto di Spagna, qual li portò avisi mollo consolatorii di Cesare, al qual Cesare li ha scritto in oplima forma sicome avisoe per quello fo preso et hora replica. Et prima li scrive, che ’1 mandò da Soa Maestà missier Silvestrino al principio di la retention dii Moron per iuslificarsi con Soa Maestà, et fo preso a Narbona et condulo da monsignor di