715 MDXXVi, GIUGNO. 716 ila di missier Alvise Fabriche cavalier cyprioto, et poi maridata in suo compare sier Antonio Condol-mer, qual è vecchio, mal conditionato et poco ense di caxa. In questa matiua, li Consieri andono in Rialto a incantar la galla di Baruto che tolse sier Francesco Mocenigo di sier Hironimo per ducati 1400, qual è cazuto a la pruova di 1’ altro viazo, et fo incanta a suo danno a sier Anzolo Michiel qu. sier Hironimo per ducati 600; sichè la Signoria ha haulo danno et bota ducati 800, et tanto vadagna il patron novo. Di Roma, di l’Orator nostro, dì 23 hore 3. Come ricevute nostre di 21, con lettere del Vizardini. Fo dal Papa; li monstroe le lettere. Soa Santità disse la indusia è causala per il caso a Milan occorso, et che el farà che le suezente passerà Po dove vorà il Capi-tanio zeneral nostro ; et solicita si mandi la nostra armata, dicendo il castello è in pericolo di perdersi. Et dimandando quando potrà esser la nostra arma-da, rispose l’Orator, presto. Soa Santità slà suspesa per il moto seguito a Milan. Poi disse : « Vui volè che i passa a Caxal Mazor Po ; meio era passar a Pizigaton. » Tdmen laudò il Capitanio zeneral nostro qual sa la guerra; et disse ha ver scritto al Vizardini non tardi a passar Po. Don Hugo si parte de qui. Del ditto, di 24, hore 4. Come, ha vendo auto nostre lettere scritte a dì 21 col Senato, fo dal Papa et li mostrò li sumarii di campo, pregando Soa Santità facesse passar le zente Po. Et disse haver scritto che ’1 passi et si dolse haver hauto lettere di Venetia del Legato, che l’oralor di Franza si havia dolesto in Collegio di Soa Santità, el vede la Signoria si lamenta, dicendo voi far il tutto, scusandosi, et però si scrivi in Franza al Re aziò Soa Maestà non prendi qualche sospetto. Poi disse voi far fanti, a Fiorenza harà 9700 fanti. Don Hugo si partirà di qui. La peste va 10 et 12 al zorno, sichè è miorata. Fo leto una lettera di Roma, del Datario, di 24, drisata al Legato, il qual Legato la mandò a monstrar in Collegio, et fo leta etiam in Pre-gadi. Come il Papa fa far 1000 fanti per vardia di Roma, et cavalli con quel capo Orsino di Palestina et Fabricio Orsini. Don Hugo ha voluto scriver lettere aperte in Spagna a l’Imperator et non in zifra et poterle mandar, et il Papa non ha voluto ; et fu preso verso Siena una che’l ditto don Hugo scrivea in Spagna. Da poi disnar fo Conseio di X, con la Zonta, et a vespero venne lettere di le poste, zoè del Pro-veditor zeneral, da Lodi et di Crema. Da Crema, del Podestà et capitanio, di 25, hore 11. Come al presente li nostri balleno ancora il castello; et questa notte spagnoli a cavallo veneno per metter soccorso in ditto castello di Lodi con uno fante schiopetier in groppa di cadauno di loro a cavallo, et furono a le man con li nostri et praecipue con la compagnia di Zerpellon la qual li rebateno, et datoli soccorso per li nostri iterum fono a le man cum inimici et spinseno quelli. Ta-men non si ha potuto intender se hanno posto soccorso dentro o non. Tutta via nostri atendeno a bater il castello. Scrive uno suo, come dillo Podestà ha mal et tutto beri convene star in leto et gomitò fino le budelle ; più et più volte crida et si coroza con questi villani che stanno duri a far quanto li vien ordinato, et a nui richiesto per il signor Capitanio generai ; et questa reatina ha voluto levar di leto et andar per la terra vedendo ogni cossa et provedendo a le cosse, si convien mandar per lo exercito. Et il signor Capitanio zeneral et clarissimo Proveditor venero in la tera con il Legato pontificio et lo trovò in leto heri, per il che questa matina volse levar suso, qual quasi non poi star in piedi et voi andar a le porte et per tulio vedendo, poi per la strada bisogna darli aiuto a condurlo a caxa soto li brazi per la passione 1’ ha al stomaco. Da Lodi, del proveditor zeneral Pexaro, date a dì 25, hore 11 in Lodi. Come di quello haveano pensà con lo illuslrissimo signor Capitanio, che non manco saria l’acquistar che conservar Lodi havendolo aquistato, perchè è troppo nel cuor de inimici et loco de importanza et che non lo sopor-teriano. Cussi è intervenuto che, essendo andati eri fino a Crema el signor Capitanio et lui per far mandar guastadori et monition et altro in Lodi et vi-luarie perochè ancora le arlellarie et cassoni di pan andati per una altra via con parte di cavalli lizieri non erano zonti, et verso la sera sentile gran cri-dar : « A V arme, a V arme », unde el signor Capitanio mandò in Lodi il signor Camillo Orsini, et cussi tutto il campo nostro si messe in ordinanza, qual era a Ombriano, aviandosi verso ditta città, et il marchexe del Vasto da Milan con 400 cavalli et 7 bandiere di fanti in gropa erano venuti per dar soccorso al castello et trazer fuora quelli spagnoli erano dentro. Et con parte de li nostri cavalli lizieri veneno scaramuzando el cussi inlrorono in la terra per la porta eh’ è apresso il castello da prima sera per do tiri di mano, combatendo con nostri vigorosamente, che erano assà archibusieri nostri, quali feno a dilli inimici rivoltar et li acompagnarono