149 MDXXV!, APRILE. 150 Cristo, intanto che ha scritto et se haveran dinari. Intendo anco che ha una virtù, che contrafà meglio la man de molti grandi che mai se vedesse; ma specificamente quella dii suoDucha; però credo che 97 ‘ sarà punito. Il signor Marchese, per vergogna de tanti assassinamenti s’è redutto a stare a Vigeveno, però va e viene. El Barbon non vole lassar la Spagna sino non son andati li obstagi; nè cosa alcuna de fermo havemo che siano andati, però dicemo che a I’ ultimo de Mazo venirà per pascere le pecore. 11 nostro Signor Dio ce aiuta e me ricomando. De Milano, alli 4 de Aprile 1526. Reporti havuti da Milano, da persona de la famiglia del signor marchese del Guasto. Inlendemo che Marti zonse a Milano una slafela al signor marchese del Guasto, et gli par che sia de 19 del passato da la corte; et dice che el Christia-nissimo re era assai miglioralo, et che mai, se ben altramente se dice, el Re prefato si levò de Spagna, perchè quando se meteva in ordine per venir in Pranza secondo li capitoli, cascò in un subito in in-fìrmità, de la qual da poi si è dubitalo di tosico. Et che di Barbon non se intende altro ; ma che è vero che non era per levarsi de Spagna fin che li obstagi non fusseno in Spagna, et che cussi come el Chri-slianissimo intrava in Pranza, cussi lui lassava la Spagna, et che l’è assai che ’1 se ritrova a Saragosa. Le galee però sono levate di Zenoa per andar a levarlo, et se pur de’ levar et venir, che venirà a la fin de Mazo, et che forsi non venirà, perchè cussi come andarà la infirmità del re di Pranza, cussi Barbon si leverà. Dice ancora, che lì è gran demostra-lione de secreta inimicitia de lui signor del Guasto et signor Antonio da Lieva. Luni furono presi tre, uno che ussiva dii castello, et doi che miravano. Le fantarie tutte, exccpto quelle sono in Casal mazor, se levano del cremonese el vanno verso Pia-monte, si dice per Saluzo, et lui relator ne ha viste passar a Gorgonzola doe bandiere; ma non sa però se tenirano quella via de Saluzo. Del levar preditto lo abbiamo etiam per altra via. Del provedador zencral Bexaro, date a Bre-xa, a dì 6, hore 4. Come ha avisodal signor Camillo Orsini, qual ha di Milan, quelli dii castello escono a scaramuzar, ma non da conto. Barbon si aspetta a la fin del mexe; et che in Aste era zonto uno secretarlo del Viceré per ha ver quello contado; etiam, haiito il conlà di Nemors in Pranza dal re Chrislia- nissimo, et intrada su la Fiandra. Scrive esso Pro-veditor, va doman a Verona. Ba lassà ordine al Capi-tanio zerca le fabriche, et scrive si mandi danari, molto longamente, ut in litteris. A dì 8, Domenega di Apostoli. Il Serenissi- 98 mo, vestito d’oro, di cendà di sotto e di sora un manto di veludo allo basso paonazo,e barela di vc-ludo cremexin, iusta il solito, con li oratori : Papa, Imperador, Franza domino Ainbroxio, Archiduca domino Erasmo, Milan, Ferrara e Manloa, e il Primocerio di S. Marco ; portò la spada sier Vicenzo Trun va capilanio a Bergamo, compagno sier Matio Vitturi tutti do vestiti di veludo cremesin alto e basso di varo; erano solum 3 Procuratori, sier Alvise Pasqualigo, sier Jacomo Soranzo et sier Andrea Gusoni et altri patrici soliti, zerca 56. Vene con le cerimonie ducal a S. Zuminian in cao di Pia-za, dove fo ditto terza cantando. Et vidi sollo l’arca di missier Zuan Piero Stella canzeliergrando, il suo ritrato in uno quadro naturalissimo posto lì. El nota. Si vien con li dopieri et croce et C canonici, et quello aparato da messa, evangelio et epistola, e il zago dii Serenissimo porla avanti il can-deloto impì'alo. Et questo fo per la chiesia era in mezo di la Piaza, che fo ruinata e posta dove l’è al presente. Bor compila terza, ditta solennemenle, si vene con questo ordine, et il piovan di S. Zuminian avanti il Serenissimo, dove in mezo la Piaza se dice un responso cantando, et il piovan poi ringrazia il Serenissimo el lo invida per uno altro anno, et si destua il candeloto el si va di longo in chiesia, dove il Serenissimo va in pulpito con li oratori et quello porla la spada e il compagno. Li Consieri stanno in la capella di S. Chimenlo, el li altri Procuratori et nui in la capella granda, et si dise la messa ; di la qual il Serenissimo prima inzenochiato a P aliar rispose a la eonfession. Vidi un candelier di bronzo bellissimo in mezo la capella predilla con ileierio pasqual suso; nè al compir di la messa fo dato benedition alcuna, solum cantato Regina Coeli aleluia etc. Et venuti in palazo, 1’ orator d’Ingil-terra parlò assai col Serenissimo. Eran ben venule lettere di le poste; ma non forono lede per esser l’ora tarda. In questa mattina, do altri Soracomiti messeno banco, sier Stefano Michiel qu. sier Zuan, et sier Francesco Bondimier qu. sier Bernardo, iusta la parte presa in Pregadi. Et nota. Per Collegio fu suspeso di mandar li 4 arsilii in Candia fu preso di mandar, licct per li altri Savii ai ordeni sia slà eledi li Patroni,