209 UDXXVI, APRILE. 210 nelli zornl passali li cesarci dato un taglion a li mercadanti de 15 milia scudi, et de quelli in bona parte scossi, facevano etiam ad altre parlicular persone et li domandavano danari, in modo che quelli dii Senato et di la terra se reduseno insieme, et deliberò far intender al signor marchese del Guasto, al signor Antonio de Leva et lo abbate de Na-zara, che loro non podevano più tollerar tante spe-xe et taglioni et danni fatti, sì perchè le intrade loro non potevano galder et li villani si partivano del paese, et che dovesseno proveder tal cosa, altramente li provederiano loro. Et se reduseno cerca 2000, et andar in corte per parlar a ditti cesarei. Et visto per ditti cesarei ditto numero, deliberò che sie dovessero andar a parlar al marchese del Guasto a casa sua; et capo de li qual lì andò el signor Francesco Visconte con cinque altri, et fallo intender al ditto Marchese quanto è sopraditto, el dillo Marchese li rispose che haveva-138* no grandissima rasone, ma che la longeza di la guerra et la peste era sta causa di sui gran danni, el che el Venere Santo havea spazà una slafeta a la Cesarea Maestà facendo intender che ’1 paese non podeva più suporlar, et che dovesse mandar danari de qua, pregando ditti genlilomeni volesse aspettar la risposta de ditto messo. Queli zentilomeui li protestavano li dovesse metter sesto, altramente loro 11 provederia. Item, dice che Simon de Tassi ha preso un mazo di lettere scrivea el suo canzeliero al duse de Zenoa, per le qual lettere li avisava ha-ver mandato avisi nel castello al ducha de Milano, come, per lettere di Franza in parlicular, si haveva che el Christianissimo re non voleva observar la ca-pitulalion haveva cum Cesare, et che l’haveva mandalo el fratello di monsignor di San Polo con 500 lanze et mandato a fornir tutti quelli lochi, et che ’1 Re veniva a Zamberì per il volo, dov’ è il sudario di Cristo. Item, dice etiam che ’1 se espediva el ducha Maximiliano per andar in Svizeri per levar 12 milia sguizari; et questo disse haver per parlicular avisi. Item, dice che ’1 nuntio dii Poutefìce ha ditto, che 1’ ha fatto intender a li cesarei che debbano levar lo exercito dii castello a li 25 di questo. Item, dice che ’1 signor Alexandro Benli-voglio ha ditto, che’l marchese del Guasto li Ita ditto che ’1 serà guerra in ogni modo. Di Verona, di ree tori, di 21, hore..... Come era rilornà il suo explorator che mandono in le valle di sopra di Non el di Sol. Dice de li non farsi motion alcuna di gente, et che a Trento erano il conte Girardo di Arco, Ludovico da Lodron et I Starti ii M. Sanuto — Tom. XII. uno conte Paulo da Terlago, quali fevano redur le biave in castello, et fallo molini sopra l’ Adese dove non è solilo, et zà 3 sono forniti; fanno etiam polvere per artellarie cum diligenlia. El che ’I Serenissimo vien de li. Item, che erano stà falle pro-clame, niun trazese dii territorio bestiame, legni di larese et vino, sotto gran pene, el alcuni cari con ditte cose lornorono indrio per non incorer in la pena. Scriveno altre particularità, ut in litteris, el che non manderano più altri exploratori ivi. Summario di lettere di Roma di sier Marco Foscari et sier Domenego Venier oratori nostri, lede itosi a dì 23 Aprii 1526 in Pregadi. Lettera di 16. Come erano stati dal Pontefice in la audientia secreta, et lui Venier li expose la sua comissione, et conft questo Slado voleva esser unito con Soa Santità, pregando di quello li occorreva lo avisasse aziò potesse notificar a la Signoria nostra. Soa Santità 1’ udì aleutamente, poi verba prò verbis, et laudò l’orator Foscari che ’1 si partisse, promettendo comunicarli il tulio, aspettando con desiderio avisi di Franza; poi haver da Lion di lo agente di domino Lunardo Spina alcuni avisi del Re eie. De 17. Come fono a prauso col Datario. Lui ora-lor Foscari scrive coloqui hauti insieme, qual li disse il Papa adesso andava a la bona strada ; poi esso Orator andò dal Papa a tuor licenlia. Li disse haver da domino .... di Lion, di 30, come era stà col Re et li risponderia poi li zorni santi. Item, ha lettere di Spagna, l’Imperatore li dimanda l’absolu-tione per haver fatto morir lo episcopo di Xamora uno di principali di la conspiratione alias fata in Spagna, qual fu preso et posto in uno castello vicino a Siviha. Questo amazò il caslellan volendo fu-zir, et Cesare I’ ha fatto morir; però dimanda l’ab-solulion, dicendo il Papa «gè la daremo». Scrive, doman esso Foscari si partirà per repalriar. Sumario di lettere dii Venier orator, solo, di 18. Come il Foscari era partito quella malina, el arivaio a prima porla scontrò il corier con lettere de la Signoria nostra cum Senutu di 16, et lettere di Franza dii secretano Rosso, qual lettere aperse el le mandò bollate a lui Orator, et le lettere di domino Chiapin, di 24 et 26, le mandò al Pontefice. Et lui orator andò dal Papa, qual li 14