507 MDXXVI, GIUGNO. 508 le zente di la liga di Svevia hanno dato rota et fugati li villani, qual par siano ritratti di dove erano. Lo illustrissimo ducha di Sassonia, il lantgravio di Raxia et il marchexe Caximiro di Brandibur è andato a Rotimburg, et il marchexe di Bada hanno scritto non poter venir per esser impediti in loro cause particular. Si dice de qui, in Franza si tratta novo accordo tra 1’Imperador et il re Ghristianissimo con lasarli la Bergogna dando a Cesare una summa de danari. Et saria fatto questo accordo se ’1 Papa et la Signoria nostra non lo havesseno impedito con pratiche che tengono con ditto Christianissimo re etc. IH Spagna, di sier Andrea Navaier orator, date a dì 20 Mazo, in Sivilia. Come, per le ultime suo di 14 scrisse, uno corrier venuto li ha via ditto che il re Christianissimo mandava a Cesare monsignor di la Mota, et lo havia scontrato non fu vero; ma ben fo uno altro Morela nontio del ducha di Barbón venuto qui per haver danari et solicitar lo armar di le tre galle di questa Maestà, capita ilio Poltraldo et vadino a Barzelona, dove è zonte le 6 galle di Zenoa, aziò possi passar in Italia. Unde questi signori expediscono ditte tre galle per Barzelona et darano al prefato Ducha ducati 10 milia. Di Franza ancora non è nova il Viceré sia zonto a la corte. Si ha lettere di Vittoria, del Viceré et di la regina di Franza, come era venuto li in posta mandalo dal re Christianissimo lo episcopo di Bordeos a dirli quella Maestà esser dispostissima in voler 344 observar quanto ha capitúlalo con la Cesarea Maestà, et si ha che monsignor di Brion è andato in la Bergogna con 500 lanze ; questi dicono è andato per far li populi coibentino a sottometersi a Cesare. Pur vedo questi star di mala voia da zorni Ire in qua ; hanno spazato lettere et commission, nè si fa altro ; et il Gran canzelier restò qui a questo ef-fecto et è stato do zorni poi parlilo Cesare occupa-do in questo et far commission al Viceré; et ha per certo che 1’ Imperador non voi guerra col re Chri-stianissimo, et sopra tutto desidera venir in Italia. Soa Maestà partì a dì 14 da malina per Cordova, et vene poi lettere di l’Archiduca qual avisa che’l Turche vien certo in Bongaria potentissimo, el scrive si dagi aiuto perchè in quel regno non si vede farsi provision alcuna ; lien di qui si li darà parole et non altro, pur credeno la nova. Cesare ha scritlo di Cordova al Gran canzelier che ’1 starà poco de lì, et va in Granata, et che subito el vadi a trovarlo, unde soa signoria parte diman, et lui Orator anderà insieme ; qual li ha dillo si starà poco in Granata et si andarà non dice dove, ma zonto el sarà si delibererà il camino. Di Fettre, di sier Bernardo Balbi podestà et capitanio, date a dì 5. Come, per uno citadin di questa terra in questa hora zonto degno di fede, quale vien di Ala et da queste altre parte superior, li ha affìrmato che tal parte sono in tanti spaventi che non sano che fare, et che, come mollo ben dia esser noto, si ritrovano verso Salzpurch molto numero de villani levati in arme già molti giorni in numero 40 milia, tra li quali si dice de certo ritrovarsi da cerca 10 milia fanti usati, et tulli benissimo in ordine, con schioppi, archibusi et artellarie, et in quantitade, sì che in tutte quelle parte stanno molto sbigotidi, tenendo più che certo che se dicti villani (laveranno........a quelle parie, de’ esser etiam a queste altre parte sue circumvicine da questi altri soi villani ruinati. Et che sia il vero già, essendo esso nuntio a Persenon Venere passato se fece una monstra de le genli di la terra, et vedeano 345 come stevano de arme in ordine; et che in Bornich loco lì vicino erano gionti da fanti 300 usati, li quali erano pagati da la terra et voleano tenirli per bon respecto; et che heri a 8 giorni in Yspruch furono decapitati dui, uno de li quali havia uno fratello a le parte desguizari, et per quanto se divulgava, Ira -tavano de far venir sguizari verso quelle parte. Et conclude questo, che mai essi alemani steteno de pezor voglia de quello fano al presente, dubilando-se maxime non li sii mandato etiam qualche exer-cito a lor mai'ior ruina per la illustrissima Signoria nostra. Et questo é quanto si divulga a tal parte. Da Brexa, vidi lettere particular di sier Gregorio Pizamano castelan, di 6, hore 20. Come heri sentimo una gran artelluria a Cremona. Si dice che’l marchexe del Guasto mirò in Cremona con 200 lanze et alcuni cavalli lizieri per scuoder il taglion di quella città impostoli, che i non lo voleva pagar ; et ne lo intrar di quelle gente il castello tirava. Scrive sono venuti a Bordolano 2000 fanti italiani aconzi con spagnoli con un ducato et le stanzie, et vano robando il paese ; et nel teritorio di Cremona hanno sachegiato un monasterio di monache. Il Provedilor zeneral ha mandato ordine a Pontevigo che si fazia subito l’arcolto di le biave, che pensa de lì si farà la nostra massa. Ba mandato vice colaterali a pagar le gente a Verona et Bergamo, et il Pagador a Crema ; et hora esso Provedi-tor è andato contra lo illustre Capitanio generai qual viene a questa citlà.