167 MDSSVI, APRILE. 168 sier Zuan Battista, havendo perso assai danari et barato in più volte in ima betola in Canareio di uno chiamalo pre’ Bagalella, trovatolo in Rialto,cazò man a la cortella et li dele una ferita. A dì 12. La mattina per tempo, il Serenissimo mandò per li Consieri et Cai di X, et stele assai in camera avanti l’andasse a messa; et fo per cose intervenendo sora i dacii et datio dii vin, per bollele false fate per scrivani et altre cose criminal in questa materia. Et non fo poi venuto in Collegio alcuna lettera da conto. Da poi disnar, fo audientia di la Signoria et Collegio di Savii ad consulendum in materia di danari. Alcuni voriano metter una tansa a restituir, chi meterla persa, chi far in Candia per danari Ducha et capitanio: tra li quali è sier Piero Landò savio dii Conseio di questa opinion, et questo per sier Marco Landò suo cugin fo capitanio in Candia per danari, et voria tornar. Et sier Marta Moresini savio a terra ferma voi far tre Procuratori per danari ; lamen nulla concluso. De le poste, vene lettere, zoè di Crema, di 10, et di Verona del proveditor eeneral Pe-xaro, di heri, zerca danari. Il sumario dirò di sotto. In questo zorno, fu fallo il parenti di sier An-zolo Badoer di sier Piero maridato in la Ha di sier Zuan Francesco Moresini qu. sier Piero, qual sta a S. Polo in cha’ Loredan sul soler di sora, et è scalini numero 63. Et vidi cosa notanda, zà 20 anni non falla, che vidi il novizo vestilo di veludo cre-mesin al pò di la scala, et li soi Compagni vestiti di scartato, che è la Compagnia di zoveni chiamati .....i quali hanno cussi voluto si fazi a 1’ antica, et la noviza vadi in barca in trasto, come si andava zà alcuni anni, con felze di raso. 109 In questo zorno, in quarantia Criminal, post prandium, sier Ferigo di Renier avogador menò certa inlromission di uno caso civil di Signori di Notte volendo taiar ditto spazo, et non bave di si alcuna ballota, da poi parlato et faticatosi assai in renga. Da Crema, del Podestà et capitanio, di 10, ìiore.....Riporta uno frale de 1’ ordine Carmelitan, che a di 6 parti da Divani loco dii marchesato di Saluzo, che la marchesana di Saluzo era andata in Franza a ritrovar il Christia-nissimo. Item, dice che Zuan da Birago è in Cre-mignola cum la sua compagnia. Item, domandandoli al predillo de le gente ispane che sono andate sul astesano la causa, dièe, che la marchesana di Monferà haveva promesso al marchese dii Vasto una quantità di danari, et per non volergeli dar li manda alcune fanlarie ; la qual dice volerli dar a Barbon. Per uno mio ritornato, qual mandai a intender li andamenti sono verso i monti, riporla, per esser rote le strade non haver potuto andar in Monferà ; ma haver inteso da molti paesani et da soldati, tra sguizari, grisoni et altre gente se ritrova a Pedemonti a la banda de là cerca 12 milia, et lanze 600, et che de 11 se parlano che ditte gente veni-rano cum il duca Sforza nel ducalo de Milano; et che nell’ Ilonielina é il capitano Guaiuo cum cavalli lizieri et uno altro capitanio con le genti d’arme et molte fanlarie sparse in quelli lochi, et fanno de grandissimi danni, de sorte che tutti sono disperati. Per uno venuto da Milano, riporta che quelli capitani hanno dimandato a mercadanli scudi 16 milia, li quali hanno recusato. Et hanno chiamato il Conseglio, et hanno risposto non voler dar perchè non sono stà restituiti quelli che per avanti fono im-prestadi; et che ditti cesarei li hanno fatto comandamento vadino a presentarse al inaistro de mstitia ; i quali hanno rispos'o non voler presentarsi per non esser rebelli di la Maestà Cesarea. Copia di la lettera di sier Sebastian Justìnian 109 * el eavalier podestà di Padoa, per la quale acetoe orator in Franza. Serenissime Princeps et Domine, Domine excellentissime. Bozi, per lettere della Sublimità Vostra, son certificato de la eleclione mia per quel excellentissimo Senato facta in ambassador al Chrislianissimo re di Franza; dichè, licet che reputava già esser libero de simeli carigi, pur cognosco esser debito mio obedir Vostra Sublimità quanto io posso, et maxime in actione de tanto momento quanto sono al presente ; però che, essendo io nasciuto cum questa disposinone di viver et morir ne li servilii sui, debbo aver summamente grato ogni cargo mi dà Vostra Sublimità; et quando ben el fusse di poco momento non debbo haver rispetto a la cossa comessami, ma a la qualità del comittente, a la volutila del quale mi debbo sottomettere, però che da lui depende la existimatione de le cose commesse e da colui cum chi se tralano. Unde referisco grafie quanto io posso a Vostra Sublimità, promettendo prestarli diligente officio quanto saperò, et quando a lei parerà che io