27 MDXXVI, MARZO. 28 erore da loro proprii signori che havevano divulgalo bone nove, et che questo medemo baveva ditto la stapheta venula de Spagna inlrala in castello, et la novità principiata da puli et persone basse mosse da semplicità senza malitia. Dove per queste persuasione è successo, che se sono remossi de quella opinione de farli morir, et ne hanno rela-xati molti, ma gli hanno fatto pagar qualche danaro secondo le persone, chi 10 più et meno fino alla 16* sumrna di 25 ducali la mazor taglia. Et perchè havevano minacialo spagnoli voler metter dentro in la terra le zente d’arme et 6000 fanti bravando cussi per spaurirli, et cussi le zente di Geradada non sono ancora mossi, benché se dice che siano per andar. Potria esser che scorendo cussi reme-tesseno etiarn de moverle. Item, dice che revera li apicati su la piaza dii domo per questa causa di questo cridar « Ducha », non è stato apicato altro che uno, qual su la porta di la Corte vechia, insieme con altri che cridavano «•Ducha » gli occorse il nuntio dii Papa non adverlendo chi ’1 fusse, et lo astrense a cridar « Ducha » ; et l’altro che fu apicato è stato uno pregion che era, per causa de iusli-tia, per avanti sententialo a la morte. Item, dice il messo, che qualche volta ussisse di castello ed entra aspettando li soprascritti relatori qualche nova che gli fusse reportata di castello, overo che missier Ludovico.....ussisse. Lui gli ha mandato a dir che il signor Sforzino è in gran zelosia de lassar ussir alcun fora, con tema che non fazi qualche sorte de inganno; ma par che si aspella di bora in bora haver nova de quello che sia de metile dii Ducha da poi che la stapliela overo il secretano in-Irò dentro. Et dice saper, che questa nolle debbe in-trar persona in castello in nome di missier Raphael, che farà bon core al Ducha che non atenda a zan-ze de spagnoli, et gli dica che stia di boti animo et allegro core et non gli manca de sperancia de bene. Item, dice che sono Ire bandiere di spagnoli per Zenoa di poco numero, e tutte tre sono per imbarcarsi sopra di le galie che già debono esser in ordine per andar ad incontrar il signor ducha de Bar-bon. Dice ancora che ’1 castello pur lira qualche fiala. Item, che li cesarei hanno fallo cride che niuno cridi « Ducha » nè « Sfortia », nè pur ardiscano nominarli, et passate le 25 hore non possali portar alcuna sorte de arme. Dii proveditor zeneral Pexaro, date a Peschiera a dì 3, hore 3. Come havia trovalo assà bomeni per metterli su le galie si arma di le ordinanze et----da Cluxon va Soracomito, qual lauda molto, et harà da 480 boni bomeni, con i quali armerà la soa galla et ne sarà etiam per le altre. Item, uno Bernardin da ... . averà assà numero, per il che sarà bon de meterne da 50 homeni per galla di questi tali. Ma aricorda si fazi farli bona 17 compagnia da li Soracomiti et corniti, et non si mandi a tuor se non a 60 a la volta perchè non stagino più di zorni do a Venetia. Le qual zurme |voleano molte exention; ma aziò non se tengano inganate, ha fatto far patente a tulli di quello hanno per il suo andar in galla. Scrive volea compir di haver il numero; ma essendo hozi zonto de lì lo illustrissimo Capitanio zeneral, il qual voi che ’1 torni con lui a Brexa, li convien andar, ma laserà di qui bon ordine che sarà fatta la descrizion di quelli. Di Verona, di sier Zuan Vitturi podestà, et sier Zuan Badoer doctor et cavalier, capitanio, di 3, hore .... Come era ritornalo Roso dì Valpolesella, stato a Trento per loro mandato, partì da Trento a dì primo di sera al serar di la porta. Dice, de lì non esser altra zente se non li 300 fanti solili, et ancora manco dii numero, et che in l’arsenal si lavorava in conzar li zochi a le artella-rie,e per non ne esser zochi vechii e sechi loievano di verdi, ponendole su carele, et che erano in ditto arsenal cerca 15 carele di monition et ballote. Dice non esser preparation di zatre ; ma ben le barche solite a far ponti, le qual si conzavano. Dice ha inteso, che a Marati erano fanti 1000 adunati per astrenzer villani, quali non voleno pagar le taie impostoli, chi per non voler e chi si scusa per non poter, et se diceva a l’lmperador haver manda a dimandar aiuto a le terre franche di fanlarie da numero 50 nailia per venirsi a incoronar in Italia, et li hanno risposto non poter darle perchè dubitano villani di novo non si sublevano eonlra li nobili. Item, dice che uno per nome dii conte Girardo di Arco vicino a Valpolesella feva descrition di fanti; ma non li davano danari. Item dice che alcuni non voleveno ubedir lo episcopo di Trento, et par che li ditti villani habbino intelligentia con grisoni, ut in litteris. In quesla mattina, dal Collegio fo aldilo la lite di Gradenigi con li Trivixani per l’abazia di S. Zi-prian di Muran, et parlò sier Alvixe Gradenigo cao di X richiedendo il Conseio di Pregadi, però che la Signoria non poi far di manco di dargelo, e quando tulio manca voi menar la inlromission di l’avoga-dor sier Marco Antonio Loredan dii Conseio di LX, che di do balole per la oblation perse ditto ius patronatus. Poi fece una oblation per man di no- 17*