321 MDXXVI, acquieteria, et già se ne cominciava a vedere lo effecto. Madama Leonora, per gli ultimi avisi, con li figlioli del Re et il Viceré erano ancor a Vittoria et Cesare a Sivilia con l’Imperatrice. Et lezandosi le sopradelle lettere, vene lettere di le poste, qual il Serenissimo le lezè; et lete in Co-legio di Savii, poi fo lette in Pregadi. Del proveditor generai Pexaro, date a la Bataia, a dì 11, fiore 12. Che questa malina levatosi di Padoa e zonto lì a la Bataia, li è zonto la posta con lettere di Franza del secretano nostro Rosso, qual le manda con diligentia. Item, di Milan ha avisi, quelli del castelo aver levà la bandiera di Cosare et lassà quella di Santo Ambroxio, e che li cesarei li hanno radopià la guardia. E che si dice la terra strazerano li capitoli fatti con essi signori cesarei, perchè non vedeno il levar di le zente spagnole come era sta promesso di far, imo si redu-ceno a Biagrassa et Bi nasco, et II fanno la massa, et quelli lochi vicini. Et che do bandiere di fanti che erano a......par siano venuti in Milan, et di la crida fatta, come per altre sue avisoe, si portino vi-tuarie a Biagrassa. Et heri mattina in Milan steteno le botege fin hore 2 de dì ad aprirse. Scrive, esso Proveditor mandar etiam una lettera con avisi di le cose di Cremona, et aricorda il mandar di danari etc. Di Bernardin Bizinardo, date a l’Ixola, di cremonese, a dì 8, fiore 24, drizate al Brovedi-tor zeneral. Come era ussita una donna del castelo di Cremona. Dice Domenega a dì 6 zonse uua lettera a quel castelan, qual letta comenzò a saltar di alegreza. E dice sono intrati da cara 20 di feno e del resto di victuarie stanno ben. Dice di una crida fata far per il capitanio Coradino, che tutti li soldati forestieri debbino ussir fuora di la terra. Item, ozi sono levate le zente spagnole erano in San Zuane in Croce o altri lochi nominati in le lettere, et si aviano verso Milan. Danno fama che vien sguizari. Di Pranza, di Andrea Bosso secretano nostro, date a Cognacfi, a dì 27 Aprii .... Fu posto per li Consieri, la conOrmation di certo acordo fato per il prior e frali di San Nicolò di (J) La carta 218* è bianca (2) La carta 219 * è bianca I Diarii di M. Sanuto. — Tom. XLI. m.ggio. 3^2 Rodego di l’hordine di San Benedetto di la con-gregalion di Monte Oliveto di la diocesi brixiense, quali hanno litigato assai con domino Hironimo di Mazi et consorti, sicome apar ditto acordo fatto dii 1524 a dì 10 Fevrer, et richiedono la confìrmation del ditto per questo Conseio. Fu preso. 99, 6, 15. Fu letto una lettera di sier Zuan Vitturi podestà di Verona, di 4 di questo, di certo caso seguito in una villa apresso Ixola di la Scala a uno domino Piero Francesco de Brà dolor et cavalier, ciltadin di Verona, qual in caxa sua vene alcuni incogniti facendo il delitto ut in litteris. Et però fu posto, per li Consieri, sia publice proclamà che quelli acuserano, sichè se abbi la verità, habbino lire 1000 di pizoli di beni di delinquenti se '1 ne sarà, si non di danari di la Signoria nostra, e se i compagni ac-cuserano li altri sia asolto, dummodo non sia di principali, e abbi la taia. 139, 2, 7. Fu letto una lettera di sier Bernardo Zorzi podestà di Montagnana, di primo, di certo caso et sasinainento seguito da do nominati in le letlere sopra la strada publica contra Bortolomio fiol di Zen Romaro; pertanto li Consieri messeno dar autorità al ditto Podestà di metterli in bando di terre e lochi etc. fon taia lire 1000 vivi a chi cadaun di loro apresenterano vivi, di denari di la Signoria nostra, et morti lire 500 et i loro beni siano confiscati, ut in parte. Ave: 156, 1, 8. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL, e Savii dii Conseio e terra ferma, atento la spesa falla per Andrea Rosso secretano nostro appresso il Christia-nissimo re in una vesta di veludo negro over saio e uno robon damaschin negro per la summa di ducati 48, come per sue lettere apar, et non è conveniente che ’I ditto habbi danno, però sia preso che li ditti ducati 48 siano pagati per la Signoria nostra, ut in parte. Fu presa. Ave.... Fu posto per li dilli, poi letto una supplication de li heriedi fo di sier Lorenzo Capello qu. sier Cristoforo, qual fo tansato dii 1500, ducali.....per lansa,narano danni patidi, etrechiedeno siano aldili da li X Savii, di danni dal 1509 al 1515, che non hanno hauto le loro intrade. Fu posto, per gli antedetti tutti di Collegio ex- 220“ cepto sier Polo Capello el cavalier, procuralor, savio dii Conseio, che non sì poi impazar, che sia comes-so ai X Savii in Rialto, che aldino sier Hironimo e sier Polo Capelo qu. sier Lorenzo, et visis videndis ministrarli raxon et iustitia. Fu presa, ave: 135, 26, 16. Fumetto una supplication di Aguslin Tealdini ha 21 ■ *