627 MDXXVI, GIUGNO. 628 risponder. Scrive, il reverendo Dalario ne ii consulti di Stato è successo a domino Francesco Vizar- 422* dini, poi la sua partita, et che il reverendo arziepi-scopo di Capua, qual è tutto cesareo, vedendo il Pontifìce voltato a questa volta del re Chrislianis-siino, li dice che Soa Santità fazi gaiardamente aziò si vadagni la impresa. ’ Del ditto, date a dì 15. Come havia haulo nostre lettere con la risposta fatta per il Senato a don Hugo di Moncada, la qual comunicò hozi al Pontifiee. Soa Santità la laudò dicendo cussi li risponderla lui zonto che ’1 sarà, et li diria altro se non fusse che ’I Legato è in Spagna, ltcm, solicita la impresa, et havia hauto lettere di Lombardia che la Signoria nostra non havia in tutto se non 6000 fanti ; al che esso Oralor disse quello esser falso et ne havevamo 8000 ; con altre parole. Item, esso Orator li lexè le lettere di Pranza di Andrea Rosso, qual il Pontifice udite alentamente; et quanto al ducila di Ferrara, disse era contento suspender per 10 mexi la cosa ; et quanto a lassar domino Andrea Doria al re Christianissimo, disse che zà haveva scritto in Pranza esser contentissimo, et di novo scriverla. Poi Soa Santità fé lezer le sue lettere di Pranza di domino Chapin, le ultime sono di 3, di Angulem, qual é in consonanza di le nostre, et che ’1 Re voria che ’1 ducila di Ferrara fusse capila-nio di la liga ; et come havia parlato al Re zerca Andrea Doria che Soa Santità lo lassava, et che ’I Re voleva l’andasse con l’armada a Zenoa;et a questo il Papa disse bisogna che ’I vadi per nome del re Christianissimo. Item, vene lettere del conte Guido Rangon da Piasenza qual non erano slà ancora aperte, qual scrive il mandar del conte Ruberto Boscheto nel nostro campo a parlar zerca la union et opinion loro etc. Scrive erano lì col Papa il reverendo Datario et domino Jacomo Salviati etc. Da poi disnar, fo Conseio di X, prima semplice, dove steteno et nulla fu fatto; da poi con la Zonta, perchè sier Stefano .... voi dar a la Signoria tre miera de rami, et non fu presa. 423 A dì 19. La matina per tempo fo lettere di le poste. Il summario dirò di sotto. Vene il Patriarca nostro in Collegio con lo episcopo Pexaro di BaiFo et il protonotarioRegini, quali sono executori di le decime del clero et . . . Vene 1’ orator di Pranza episcopo di Baius, al qual li fo ditto la risposta del Capitanio zeneral e nostro Proveditor zerca il modo de desender in Italia le zente di la Maestà del Re, et li sguizari etc. Item, etiarn lui have lettere di Roma di la rétification di la liga fata in concistorio, qual si haverà per le prime lettere. Vene l’oralor di Milan per saper di novo, et li fo ditto quanto si havea ; et che le cose procederia-no bene. Veneno quelli hanno le banche di la Becharia, videlicet sier Tadio Contarini qu. sier Nicolò et altri, dicendo che se la Becharia non ha carne loro non è causa et : . . .......... Di Bergamo, di reofori, di 16, hore . . . . Come Zobia a dì 14 in Milano essendo andati alcuni spagnoli in la contrà di Lancenari,-havendo fatto over volendo far certa soperchiarla nel comprar certe arme, quelli di la terra amazorono alcuni di ditti spagnoli; et dice haver inteso che forno 4, et haver inteso questo a Trezo da uno che alhora veniva da Milano, et la terra crldò a V arme et se misseno in armo tutti; et non se movendo altramente spagnoli, quelli di la terra etiam loro non feceno altro et tengono serate le botege. Item, Zobia predilla di notte venendo el Venere, quelli soldati spagnoli che erano in la terra di Trezo hebeno lettere da li capetanii cesarei de Milano che se do-vesseno retirar tulli in castello, et loro (ulta quella nolle steteno in arme con grande paura relirandosi sodo il castello, et poi la matina, che fu heri malina, tutti con le sui1 bagagie se relirorno dentro del castello. Et per un’ altra via havemo, come uno de qui haver scriplo a quello capitanio di Trezo che le gente venetiane voleano andar con do barche ad tuor el castello vechio de Trezo; et questo fo Zobia di notte vegnando il Venere. Steteno in arme tutta la notte et el Venere portorono le robe in castello. Item, che hanno spagnoli fatto cavar quatro barche erano fondate, et questo per passar de qui in ber-gamasctia per sachizar et portar via animali. Item, che do bandiere erano gionle luntano da Trezo a olio miglia, et che cussi era gionto a Monza perchè voleano sachizarla. De li dicti reofori, di 17, hore 5. In questa hora è gionto uno homo da ben da Brembat de sotto, el qual refferisse come dui homini de la Ca-lonega et uno da Pontaruo], i quali erano pregioni di spagnoli in Vaure, quali hogi a nona forono re-lenuti per causa deconlributionechedoveanodare, et questi al tramontar del so! relaxali relornavano