371 MDXXVI, MAGGIO. 972 za se intende che la Maestà dii Re dice non volersi dechiarire cosi presto cum vcnetiani, da li quali è instato, per esser bon amico de l’imperatore. Della venula del signor ducha di Borbon non si parla, anzi alcuno dice che è ilo in posta a l’Imperatore, alcuno dice che l’è morto, et un homo da ben mi ha ditto haver di bon loco che l’è divenuto malan-conico et pazo ; dii che, se è vero, con puoca fatica si può pensare la causa. E1 signor ducha de Milano se intende star bene, et quas.i ogni giorno fanno segno dal castello. Heri monstrorno un stivalo cum il sperono, et in un alcuna volta una capa curki, ma dicono per la terra uno cappino. Dicono ancora questi signori, haver aviso che venetiani non hanno mandato quelle 13 bandiere di soi fanti a Crema, come scrissi l’altro giorno. Et che sguizari non fanno, nè sono per fare movimento alcuno; nè altro se intende per bora. Missier Tomaso è partito hozi di qua per andare hozi a Casale. Questi signori fanno al presente quatro compagnie de fanti, che saranno in tutto 1200, et le danno a Cesare da Napoli et ad Alfonxo Galante napolitani et a Joanne di Varra spagnolo ; de l’altro non mi ricordo il nome. Si dice ancor che li capitanei spagnoli di le compagnie promettono servir tre mesi senza danari. 253 Ex Uttcris eiusdem, datis 17 Maii. Io ho cercalo di intendere la causa de li passi et porti che si guardano al presente, come fanno, pensando che ciò si facesse per dubio de li soldati, che non si vadino, et intendo che lo fanno non solamente per questo, ma più perchè non siano riportate zanze qua, che venetiani, nè svizeri, né il Papa si movano. Et in questo si usa gran diligenfia, nè si lassa passar in alcuno loco niuno senza patente di qua se non li cavallari. Apresso, il signor Visconte ha preso una moglie in Franza, giovane di anni 15 et povera, et esso li fa dola di una sua terra in Francia, et questo ha riportato alcuno de li sui venuti novamente a Milano ad dar questa nova alla signora Clara, che non li ha già donalo la nonciatu-ra perché li sii piaciuta ; et sono venuti per portarle alcune foggie de vestimenti a la italiana et portature da testa per 200 scudi. Ex Uttcris eiusdem, 19 Maii. Mi ha ditto uno de li primi di questa terra, haver visto una lettera, come il reverendissimo Legato in Spagna è revocato dalla Santità de Nostro Signore. Si ha anchora che Ruberto Azaioli gentilho-mo florenlino è ito in svizari per far fare una dieta ad instantia della prefata Santità. Questi signori dicono bene esservi fatto una dieta ; ma per la seda luleriana. II secretorio di Genua, non heri l’altro, hebbe lettere dal signor Duce suo patrone, che per lettere del signor ducha di Borbone, di 10 del presente, in Barzellona, gionseno le galie di Genua a Reses alili dii presente, et che Sua Excellentia aspectava Portando de Spagna cum le sue galie che sono tre di certo, ma forse più ; quale, come sia gionto, che non sa perhò quando, scrive Sua Excel-lentia che se imbarcarà subito per venir in qua, et ha ancor scritto il prefato signor Ducha a questi signori del medemo tenor. A dì 21 Mazo, Luni di Pasqua. 11 Serenis- 2541) simo fu in Collegio. Di Boma, fo lettere di V Orator nostro, di 18 ; et di Anglia di V Orator nostro, di 27, le qual importano et il sumario scriverò di sotto. Fo etiam lettere di Roma drizate ahi Cai di X, in risposta di quelle li fo scritto. Veneno in Collegio li do oratori di l’Archi duca, dicendo lui domino Erasmo haver hauto licentia di partirse, et che venirà in loco suo, apresso di l’altro che resterà, uno stato altre fiale chiamato . . . ., tamen non vene. E1 Serenissimo li disse che P andasse al suo piacer, laudandolo. Vene l’orator di Milan, et have audientia con li Cai di X ; parloe zerca il castello qual si truova a la fin de victuarie, et haver lettere del..... Da poi disnar, fo Collegio di Savii ad consu-lendum. Di Boma, vene uno altro corrier con lettere di 19, di V Orator nostro, venute in hore 40, et il corrier le portava, par, zonlo a Urbin ca-zete di cavalo et si fece mal, et le mandò le lettere per uno altro corrier. Per le qual l’Orator scrive ai Cai di X in risposta di lettere scriteli per il Conseio zerca dar soccorso al castello de Mdan etc. Et per Iezerle fo manda a Lio per sier Gasparo Malipiero cao di X. Di Boma, di V Orator nostro, di 17 et 19. Scriverò qui avanti la continenlia, per esser materia importante, et cussi di Anglia, di 25 et 30 Aprii. (1) La carta 253 è bianca