145 MDXXVI, APRILE. 146 sapi per essi Governadori la verità e non noti pili i dixe. Di le poste, vene lettere di Brexa, dii pro-veditor generai Pexaro, di 5, hore 21. Con avi-so hauto del conte Paris Scotto, qual li scrive haver da Milan, del venir la notte dii Venere Santo lettere che ’1 re Christianissimo era zonto a Baiona a dì 17, hore 21 ; il qual nel passar di l’aqua abrazò et basò li fioli, quali con monsignor di Lutrech erano passati in Spagna, et che la indusia è stata, perchè il Re in camin si amaloe. Scrive, haver nova che Barbon non vien a Milan, et è a Barzelona, et questo è per non poter haver danari, overo perchè le I galìe di Zenoa non sono ancora partite, quale do-veano andar a levarlo e condurlo in Italia ; et che spera haver danari di ducati 300 milia di la dota dia locar a di 10 Marzo Cesare. Scrive, che spagnoli a Milan scuodeno li danari di le intrade e laxe, et danno qualche parte a li lanzinech, el resto tien per loro; però vien fatto grandissimi danni su quel Sta-do. Item, scrive haver ricevuto esso Proveditor il gropo di danari mandatoli di la Signoria, venuto di Roma, direclivo al reverendo .... nontio pontificio, qual ha hauto bon recapito. 95 Da Crema, di sier “-Piero Boldù podestà et capitanio, date a dì 5, hore 22. Manda alcuni reporti, et scrive haver mandato uno su quel di Sa-luzo per saper li movimenti di grisoni e sguizari in quelle parti. Die 4 Aprilis. Missier Ballista de Musi nobile cremonese, et habila in dilla città di Cremona, partilo questo iorno de ditta città et venuto in questa terra per parlar cum il magnifico conte Alexandro Donato suo barba per sue occurenlie, riporta : come suso il cremonese et altri lochi circumvicini hori il Pontefice fece fare comandamento'a lulte le sue gente d’arme, che per tutto il iorno di Zuoba futuro, che è a li 5, debano ritrovarsi tutti in ordine con le sue arme et cavalli a Parma. Tra li quali è andato uno suo cusino, homo d’ arme dii predillo Pontefice. Et questo se dice, perchè il Pontefice voi andar a campo a Rezo; et che ’I ducha di Ferrara ha mandato molti schiopetieri el danari in dillo luogo di Rezo. Item, dice che li capetanei Coradino et Bay-za, quali sono in Cremona, per la nova di la pace era venula tra Cesare el il Christianissimo haveva-no fatto distropare do porte di la dilla terra; le qual al principio che loro capitanei introrono in essa lerra le havevano falle serar. Bora novamente heri el hozi lavorano a farle serare come erano prima ; che sono la porla de la Mossa el porta de Ogni- I Diarii di M. Sanuto. — Tom. XLI. santi. Item, dice che Lunedì passato, a dì 2, a Milano quelli capitani cesarei expediteno 5'over 6 capitani di fanti, tra li quali el ge sono el capitanio Al-dana, el locolenenle del conle Brunoro chiamalo missier Lodovico da Borgo, et altri i quali habbia-no a far fanti per andare dove per loro sarano ordinalo; a li quali fanti al presente danno solum uno scuto et lo alozamento. Vinciguerra Corso, parlilo el Venere Santo a di 29 da Zenoa, qual era a la guardia di essa terra, riporla che dui corsi, quali venivano da Marsilia, zonti a Zenoa per dui giorni avanti che lui si pir-lisse, disseno che Andrea Doria haveva preso do nave grosse de mercadanti con spagnoli assai, li quali tutti leceno metter in cadena; et cussi chiara- 95* mente si parla in Zenoa di tal captura. Item, dice che le galee di zenovesi, qual dovevano andare per il Barbone, ancora non sono partile per limiditade dii Doria, qual si dice è in Antibo, in lo porlo, in la Provenza con 8 galie armate. Item, scrive dillo Podestà, come a queste bande se parlano che la ma-zor parte de queste fanlarie spagnole andarano a la volta di monti. Copia di una lettera scritta da Lion a Crema 96 al signor Bcnalo Triulzi, data a dì 24 Marzo 1526. Illustre mio, observandissimo. Questa notle, monsignor Marchiai ha havuto lettere del Re, come è liberato, Dio grazia. Et missier Guerino Gentile, el quale si aricomanda mollo a Vostra Signoria, mi scrive che a li 17 dii presente il gionse a Baiona, et nel passar de l’aqua el básete li dui suoi primi figlioli, poi li consígnete al Viceré; il quale è ritornato in Spagna con ditti figlioli, et alcuni dicono el condurebbe poi in qua la regina Leonora. El Re ha fatto grande carecie ad tutti el in specialità alli italiani, et che fra dui giorni la corle partirebbe per venir verso Parigi, et alcuni dicevano verso Giamberì, et si cominciava de già a far qualche iuditii; ma non si potevano far liberi per non sapere ancor più oltra. Per tulio il reame s’è fatta allegrecia grandissima, et máximamente qua. Scrivo in pressa perchè la posta hora si parte. Ad voi con la compagnia mi aricomando. In Lione, 24 Marzo, a hore 10, 1526. Sotloscrilta : De Vostra Signoria illustre, suo humil servitore Bernardino Robio. 10