701 MDXXVt, GIUGNO. 702 cavallaro con le lettere. Bora è zonto qui domino Lodovico Vistarlo citadin di Lodi, qual porta l’aviso nostri col nome del Spirito Santo esser intrati in Lodi questa notte a hore 6, dove erano 1500 fanti per el meno tutti italiani; et che quelli di Lodi visto aproximarsi li nostri còmenzono a cridar Marco, Marco e tolseno le arme in man. ift havendo il signor Malatesta Baion la pratica, nostri inlrorotio animosamente per uno bastion dentro la terra combattendo con ditti fanti et etiam tino sopra la piaza a persona a persona, con occision de alcuni. Di la qual nova ringrazia il nostro signor Dio. Lauda molto le operatìon del prefato signor Malatesta, di aversi porla in questa expedition cou gran discre-tione*.et che expugnava el castello; et si mandino zente da piedi et cavalli lizieri tuttavia per mudar quelli sono stanchi, et haver caminato la notte. Et le artellarie di Crema erano sta mandate lì per ba-ter ditto castello; si manda monitione et vituarie per quelli sono in Lodi, che sono come afamati. Le zente caminano e il Capitanio zeneral andoe avanti con parte di le zente, e lo ha lassalo li con il resto di lo exercito, acciò mandi quello bisogna secondo ordinaranno. Soa Excellenlia è andato fin sopra a Lodi a soraveder, et lui Proveditor alozerà le zente qui per esser stato da hore 4 di notte in qua a cavallo, et per mandar artellarie, munition e vituarie le qual sono in camin. Lauda dillo domino Lodo-vico Vistarin qual si ha portato benissimo in far haver questo effecto ; el qual si parie e torna in Lodi, et etiam è andato con lui el signor Camillo Orsini et Piero Francesco da Viterbo per proveder a la fortificalion di Lodi dove acaderà. Lauda il signor Malatesta, qual merita il capitaneato di le fan-tarie da lui desiderato, et ditto voi vadagnarlo con le arme. Da Crema, di sier Piero Boldù podestà et capitanio, di 24, hore 14. Come a hore 7 era venuto. lì uno nontio da Milan con lettere di l’amico di 23, drizate al suo orator Taverna, et una al Proveditor zeneral in campo; et ha mandato quella in campo, et l’altra sarà anexa con queste. Scrive, questa mattina domino Lodovico Vistarin dice l’in-Irar nostro in Lodi, qual è stato quello ha habuto intelligentia di Lodi con il signor Malalesta. È zonto qui, et subito cavalcato dal clarissimo Proveditor zeneral, el qual dice haver una altra bona intelligentia, et voi conferir con lo illustrissimo Capitanio generai. Nel castello di Lodi li è solimi 4 spagnoli, et sperano presto di haverlo; il qual castello si ba-teva. Scrive circa a hore 10 passò il nostro campo per aviarse verso Lodi, et se li manda vituarie et monition con 500 guastadori, oltra quelli menò con lui il signor Malatesta ; et tutte le gente andono con ditto signor Malatesta sono intrate in Lodi con poco danno. Item, manda uno aviso di Milan di 23. Come quelli di la compagnia del conte Baptista di Lodron con 4 bandiere di lutherani erano andati a Pavia con badili, zappe etc. ; si tien per fortificar quella terra. In Lodi sono li fanti italiani, ma senza danari ; in Milan sono 2500 alemanni et 3000 spagnoli. Alozano in le caxe a descrilion ; par non voglino combater più in campagna, come prima dicevano voler far. 11 castello è in gran extremità di tutto quello bisogna al viver human, e dubitasi mol- lo non potrà durar e si rendi a li cesarei. Li cesarei hanno mandato Lodovico di Mazi citadin milanese a grisoni per haverne bon numero. Il conte di Caiazzo con 300 cavalli lizieri è andato a Pizigaton per passar sul bergamasco a danni di la Signoria nostra; ma li soi non voleno cavalcar per non esser pagati, se prima non li danno danari. Li cesarei su pegni hanno haulo ducati 6000» et quelli dati a’ lutherani ^ dicono haver haute lettere di Spagna di cambio con danari, et bauli daranno do page a le zente. Milan sta al solito; il castello non tira. Ilozi a dì 23, hore 21, il protonotario Carazolo intrò in castello a parlar al Ducha persuadendolo a dar il castello in man di terza persona, qual prometerà darlo a Cesare overo a lui Ducha, sicome sarà iudicato. El Ducha li ha risposto non voìer far alcuna cosa senza il voler del Pontefice e di la Illutrissima Signoria, in le man dei qual si ha posto. Da poi lecte queste lettere di 1’ acquisto di Lodi et principio di vitoria, si andò continuando a lezer le altre lettere ut supra. Fono principiato a lezer alcuni avisi di Mantoa, con lettere di 18, da Milan, di domino Jacobo di Cappo, qual non fo ledi. Fo leto una lettera data in castello, diporta Zuobia, di Milan, a dì 19, scritta al suo orator domino Zuan Francesco Taverna dolor qui, per la qual par babbi haute le sue di 8, el il Ducha stava in grandissima speranza, intesa la liga fatta, di esser soccorso, perchè si trovano in grandissima extremità et non hanno da viver ; viveno a pan et aqua ; sono la più parte amalati, molti morti, ve^ nuli magri et negri di fame, non pono star in piedi j sicbè si soccorri presto il castello, con allre parole ; una longa lettera et piena di fastidio. Item, ditto orator mandò un’ altra lettera di 22, di castello, et avisi di Milan, di V amico,