163 MDXXVI, APRILE. 164 Il altri mò per le noze di eadaun marchese di Man-toa o Ferrara o Milan li mandò do oratori, e a questo Ile che tutta la Franza li è corsa coiilra a basarli li panni, che ha strazati da tanto basarli, la Signoria di Venezia soa grande amica vi manda uno ambassa-tor mò? Signori, aricordeve le lettere d’Ingalterra, che il Cardinal disse: «subito zonlo il Re in Franza mandammo nostri oratori, però scrive a la Signoria che etiam mandi soi oratori » trovo le lettere dise più di un. Però, Signori, savia cosa saria che si me-tesse do opinion, e far queslo Conscio terminasse di * mandar o un o do. Signori Savii non siè tanto unidi, signori Consieri, Cai di XL, fe’ che ’I Conseio termina, et non vegné con una opinion sola. Si porà dir per la spexa. Puoca cosa è do mexi. Voio che vadi do, e uno resta, l’altro torna indrio. Mò, quando lo imperador Maxitnian si maridò in la duchessa di Milan, non fo mandati missier Ilirouimo Lion et missier Zacaria Contarmi ? Sichè amore Dei in questo principio femo ogni cosa di haver con nui il Chrislianissimo re, et mandò i primi di la terra, perchè agitur de tota sorte adesso, e se si prende la bona via seguirà ogni ben a la nostra Republica, cussi al contrario si poiria dir l’Imperator haverà a mal. Signori, non vardè mai per altri di far il fallo vostro. Se mandò oratori a Franza, ve congratulò di la liberazion el di le noze. Et a Cesare li mandaste do, il Navaier et missier Lorenzo di Prioli, et forse non suria mal elezer anche do altri a l’Imperator et mandarli quando vi parerà secondo i tempi ; ma mandò do in Franza, Signori. Il magnifico missier Domenego 'I’rivixan era podestà di Padoa e fo manda a l’Imperator con missier Antonio Loredan; però elezè i primi senatori, fé che se possi tuor de ogni loco et oflicio et rezimento perchè uno orator vi poi far gran ben et anche vi poi far gran danno, come è slà qualche uno che per li tempi passati vi ha messo in guerra. Pertanto, Serenissimo Principe, Padri et Signori inei Excellenlissimi, adverlite queslo, fè che vengi do opinion al Conseio, o far uno orator, overo do, et quello sarà per Vostre Excel-lenlissime Signorie terminalo, a quello si dia aderir. Et non volendo metter altra parte, Signori havé le vostre ballote in man; non volendo la parte e andar nel verde, in Collegio cognoscerano il voler vostro esser di do oratori, se anche vi par vadi un solo ; e Io con vui, perchè de ogni voler di le Vostre Exce-lentie reslo satisfallo. Et forsi non saria se non ben aspettar ledere di Andrea Rosso vostro secretano, che a dì 15 dii passato parti da Lion, che non poi star che non vegni presto liozi o domai). A dì 10. La malina, vene in Collegio sier Fran- 107') cesco Bragadin venuto capitanio di le galìe di Ba-ruto, vestito di veludo cremexin, et referite la tardità del viazo per causa di la conserva Patron sier Francesco Mocenigo, qual per fortuna si separò a.....et andò a Syo, sichè per questo a unirse a Corfù si slè tre zorni. Disse il cargo di le galìe, .............Laudò il metter a li tempi le galìe, et non li dar muda in borsa. Disse li Patroni era vice patroni, non poteano così far, ma sopralutti disse mal di uno Marchiò.....el qual .....e di cargar di lochi devedadi etc. Laudò li nobili e officiali. Il Serenissimo lo laudoe et persuase li Savii ai ordeni a metter le galìe ai tempi, et non si perlongar muda ma limitarla. Et lì Savii ai ordeni feno lezer l’incanto di do galìe a Baruto, qual si metterà il primo Pregadi. Di Anglia, di V orator nostro Orio, fo lettere, di Londra, di 24 et 28 Marzo, venute in zorni 11. Il suniario è questo in le prime et seconde : Come erano venule 4 posle a questo orator francese prescidenle di Roan, con I’ aviso a dì 17 il re Chrislianissimo esser zonto a Baiona, unde subito esso orator cavalcò a Granuzi dal Re dove era il reverendissimo Cardinal, et trovò li oratori francesi che haveano disnalo con soa signoria reverendissima, dai quali inleseno dita nova el il bon voler di sua Christianissima Maiestà, et che il Re havia subito expedilo uno suo orator a quella Maestà, rallegrandosi etc., qual è nominato.......Et intese dal Cardinal il Papa haver scritto come l’ha* via mandato uno suo al re Chrislianissimo a inler-lenirlo non ratificasse li capitoli ; et poi andono dal Re, qual li disse etiam questo zonzer dii re Chri-stianissimo, et li mostrò una lettera in francese sottoscritta per esso, qual volse il secretario di lui Orator, Gasparo Spinelli la lezesse. In la qual il Re 10 chiama fradello e più che fradello, dicendo averli immortai ubligalion perchè è slà causa di la sua liberalion el che poi li scriverla altro. Poi Sua Maestà disse haver expedilo il suo orator, quale insieme con Doctoler e[iam suo orator è in la Franza, persuaderano quel re Chrislianissimo a far liga con la Italia et non observar li capitoli a Cesare, nè voler veder la sua grandeza, persuadendo etiam la Signoria nostra mandi li soi oratori aziò quella Maestà non ratificasse li capitoli. El ha scritto al Papa voy mandar asolverlo del iuramenlo ha fatto, come 11 avisò voler far, et unirse presto per beneficio di la (i) La carta 100, 106* è bianca