713 UDXXVI, GIUGNO. 714 no ancora tagliate, et che spagnoli bateno et magnano per zornata. Mercore a dì 20, al vegnir suo del monasterio de Pavia apresso di Bergamo pas-sono per Belzoioso dove erano cavalli 300 de capeteti per quanto inteseno, et a Santo Anzolo erano homeni d’arme 100, et a Lodi erano homeni d’arme et altra gente, ma che sentì dir che la notte era venuto el marchexe del Guasto et staseva lì per far levar quelle gente per andar a Milan. Et che in Lodi lavoravano et lo fortificavano. 478 Copia de avisi de V amico al suo nuntio che se ritrova qui. Lettere di Crema 24 Zugno. A la receputa di questa dareti subito recapito a le alligate, et così pregarete lo amico de le lettere per darvi notilia de le cose de qua. Li cesarei hanno inviato il conte di Lodron a Pavia con 4 bandiere de lutheriani et bona quantità de zape, badili et piche per fortificarla, et ogni giorno li conducono victuarie dentro. In Lodi li sono italiani senza uno quatrino. In Milano 2500 alemanni et 3000 spagnoli et viveno a discrelione. Hora si comprehende che questi non voleno più combatere come dicevano ma solum deffendere le terre, si che è necessario instar li amici che vengano avanti perchè il castello è reduto in extrema necessitade et miseria de tutte le cose necessarie al vivere, et me dubito che quelli de dentro per il tropo patir non lo prendano et lo diano in mano de li cesarei. Questi signori hanno expedito Ludovico da Mazo in grisoni per ha ver 3000 fanti, et da lì andarà dal serenissimo Infante. Haveano ancora expedito il conte de Gaiazo con 300 cavalli lizieri che andasse a Piziga-tone per correr sul paese de la Serenissima ; se son mulinati et risposto senza danari non cavalcarano. Li cesarei col pegno se son prevalsi de 6000 scudi quali hanno dato a lutherani. Heri feceno convocar la lerra et li disseno che haveano hauto danari per lettere de cambio da Spagna per pagar le zenle d’arme ; che ora era necessario che la terra desse due page a le gente pedestre cesaree. Possono adunca comprender l’indugiar quanta iactura et pericolo pcfrta ; si che de novo supplicate ambidui li amici che instano apresso sui patroni che li exerciti marchiano avanti che Milano senza alcun dubio è suo, etnui qua siamo provisti a far el debito nostro. Il signor Caracciolo heri a hore 21 andò in castello a far una pelitione disonestissima, che desse ditto castello in mano di una terza persona con sacramento di darlo a chi fusse iudicato per lo Imperatore; et seco li andorno missier Gio. Alberto da Mariano et missier Cabriel Panigarola quali lo exor- 478* tasseno per beneficio de la città a darlo. Sua Excel-lentia li rispose haver posto el stato et sua vita in mano de la Santità de Nostro Signore et de la Serenissima, per il che non era per far altro se non tanto quanto da quelli illustrissimi signori li fusse contesso. Monstrerete questa a li amici, a li quali mi ricomandarete. Questa picola poliza va a Julia-no Pescina (?) ; fatile una coperta et inviatila a Bergamo ove etc. A voi mi ricomando. Die 23 Junii 1526. 11 tutto vostro Moneta Da Crema, del Podestà et capitanio, di 479 24, hore . . . Avisa, da poi scrisse le sue di hore 14, non haver hauto altro di Lodi. Li capi di quelle fantarie sono redutti in castello, i quali se voleno tenir. Si atende a voler il ditto castello, et tutto il campo nostro questa sera se mulinavano a Lodi, scrivendo el mi è stà mandato cerca 800 fanti filiti presoni di quelli presi in Lodi. Scrive haver mandato victuarie, artellarie et monition in quantità sufficiente lì a Lodi ; et scrive tutto hozi è stato quasi in lecto con grandissima passion di stomaco. Da Milano non ho hauto altro per esser tutte le vie serate, et de coetero di nove sarà scarso, perchè il clarissimo Provedilor scriverà prima lui. Hora, hora è venuto uno messo del conte Guido Rangon, qual ha portalo uno pacheto directivo a monsignor Verulano, qual etiam mi scrive che continuano a far le risegne el dar danari et far cavalli lizieri, et aspectano le artellarie quale ancora sono ancora a Modena. Il qual messo se parti questa mattina. Le soprascritte fantarie che sono presoni, li capi si metteranno in castelo, li altri si logiaranno per el contà brexano o in Brexa, spollaii però. Altro non ho. Vene in Collegio sier Matio Justinian qu. sier Nicolò el cavalier, dicendo è zorni 4 ch’è morta sua madre Maria Zarla Fabricbe, qual havia il contà di.....et Carpasso in Cypri inveslida, qual va di heriede in heriede et è pervenuto in lui ; et però era venuto a zurar homagio iusla il solito. Et cussi il Serenissimo li dete sacramento et lo voleva far cavalier, sichè lui bavera de intrada de coetero ducali cento d’oro a l’anno. Questa donna fo moier de missier Hironimo Zustignan qu. sier Ferigo, et fo