697 MDXXVI, GIUGNO. 698 nissima Rezente, per il che domino Chapin e lui secretario si faticorono, ma non poleno far nulla perchè la diceva voler prima il Re lo aldi che lei. È dato ordine per ozi, cussi esso Oralor, domino Ruberto Azaioli, domino Chapin e lui sono andati dal re Christianissimo, qual era sentado vestito sopra una cariega alta da apuzarsi da drio e cussi da tenir il brazo apuzato ; qual però a le volte ha qualche dolor, ma non da conto. Soa Maestà disse non li ha tocà F osso nè quello è rotto, et fin 20 zorni spera di cavalcar; poi l’orator li apresentò il brieve del Papa, et prima li parloe vulgar ancora che docto sia, dolendosi da parte del Pontefice di la captura di Soa Maestà, per la qual liberation Soa Santità e la lll.ma Signoria nostra si aveano molto afaticati, poi si alegró di la liberation di quella, e desiderio 1’ ha 468 di la liberation di soi fioli per li qual è per far ogni cossa, alegrandosi di la liga fata, con altre parole assà breve; nè intrò in altro; solicitar le provisión perchè di zio fu advertido etc. Sua Maestà disse sperava di breve esser varito ; manzava e dormiva ben ; poi rengratiò il Pontefice di le operation fate per lui, et che l’havia fato la liga per conserva-tion de Italia, et questo era la conservation del regno suo; et che il Viceré era qui, ai qual non attendeva, dicendo si faria tutte le provisión qual fin 6 zorni sariano expedite, et li danari per Venetia, qual domino Otavian de Grimaldo zenoese eh’é qui a la corte sarà quello expedirá le lettere, al qual ha dato uno oficio a Paris di conti di la camera de in-trada scudi 9000 a l’anno. Et questa setimana spaza Pietro Navaro et il capitanio San Blancardo, qual con 14 galie in Provenza armi et fazi etc.; et manderà le 500 lanze. Ben è vero non ha fato ancora il capo per il suo caso seguito ; ma lo farà, et fra 8 zorni saranno a Turin; dicendo aspelar zonzi la ra-tification. Et a Savoia dal Ducha manda uno zenti-lhomo a persuaderlo a romper etiam lui guerra,dicendoli mandi uno altro suo orator qui a negotiar che sapi di guerra, et non questo da le veste longe che é. Et che ha scritto in sguizari a Gasparo Sul-man soliciti li sguizari e lassi passar quelli si fa, etc. ; dicendo si scriva'in Italia che si vedi di tuor con nui li lanzchinech sono a torno il castello di Milan, con darli danari. Et che il Viceré li ha dillo haver lettere di Lombardia di la liga fata fra il Papa, il re d’Ingalterra, la Illustrissima Signoria e mi contra PImperador. Soa Maestà li à risposto non è fatto ancora niente, ma vedendo li modi lien I’ Imperador, li sarà forzo di farla. Qual li disse aver mandato li cesarei sono in Italia a far 8000 lanzchinech che ven- gino a Milan, et haranno 26 milia fanti et exercilo, bellicoso eie. E1 qual Viceré etiam andò da la Rezente sua madre dimandandoli di la liga, la qual disse non sapeva, dicendo Soa Maestà voi il ducila di Savoia con 6000 lanzinech rompi da quella parte; e che li ha detto che P Imperador li dà bele parole e cativi fatti. Et che il Viceré li ha ditto, che ’1 ducha di Geler feva zenle per mover guerra a Cesare, e eh ’el mandasse a dirli non facesse tal novità. Soa Maestà disse lo faria, et è vero ch’el manderà uno zentilhomo con dirli fazi il pegio eh’ el puoi, e cussi al re di Navarra, al qual manderia ducali 40 milia, zoè scudi, per pension vechie. Et con 468 * tal e altre parole prese licenlia da Soa Maestà. Poi sono siati da la Serenissima Rezente, la qual usò quasi simile parole e dii bonanimo del Re verso Italia etc. Si ha nova che don Ugo di Moncada era stato a Milan poco, parlato al Ducha, poi andato a Roma ; però si scrivi al Papa non atendi a soe proferte etc. Scrive, fra Bernardin che fo dillo era morto, non è véro, nè pur stato amalato. Del ditto, dì 15 hore d. Come hanno parlato a domino Otavian Grimaldo, qual ha ditto è vero li è slà dilto sii lui quello ha a remeler a Venetia li ducati 30 milia, e eh’ el non vuol, non ha cauzion di poter farlo, el che P ofieio li ha dato il Re a Paris era ubligato dargelo per la promision fatoli in caso non potesse haver quello havia a Milan di thesorier quando li prestò ducati 50 milia; per il che P orator del Papa, domino Chapin et lui andono dal Gran canzelier a parlarli di questo solicitando le provision, promettendoli il capello subito e quando el vuol. Soa signoria disse non se dubiti, lutto se farà zonto sia la ralification; et che è vero ch’el Grimaldo non voi far, ma si è su altre pratiche, zu-rando a li 10 di Luio li danari sariano a Venetia, zoè le lettere di cambio, et che le lanze sariano a Turin e poi desenderiano zoso secondo sarà ordinato; et li sguizari saranno; sichè non si manca. Et che il Viceré, qual forsi vorà andar in Italia, non polendo il Re devedarli il passo per il salvo condullo fatoli di lassarlo passar dove li piacerà andar, poi per la bona compagnia li ha fatto quando Soa Maestà era pregion, unde si ha pensato dirli ch’ el lorni in Spagna a parlar a PImperador di lo accordo; et come sarà a Victoria, li farà capitar letere che li darà aviso di la liga falla, qual questa Maestà l’ha fatta vedendo esser menà in longo da P Imperador. Scrive è zonto lettere di Spagna al ditto Viceré, ma è parole zeneral. Scrive esserli slà ditto che la Signoria scrivi al suo orator in Anglia solicitando il Re a