399 MDXXVI, MAGGIO. 400 qu. sier Alvixe, et sier Zacaria Salamon di sier Zuane Alvixe di sier Filippo. Da Crema, del Podestà et capitanio, di 25, hore .... Manda avisi di missier Ludovico de Confienlia scritti a Francesco da Lodi, date in Cugnach in Guascogna, alli 12 Mazo 1526. Novelle vi dico come il Viceré de Napoli, el signor Ar-con et il ducha de Traietto gionseno qui a Cugnach a li 18 di questo con grande pompa, che li fece far il Ile, et li andò incontra monsignor di Vandomo et tutta la corte, el furono allogiati nel palazo del Ile, et falli bona ciera et circa 200 cavalli cuni lui. È venuto a veder se il Re vole alendere quello ha promesso. Se ’1 Re ha gran volunlà ve lo lasso pensare, che il giorno de la Sensione cum tanta pompa et superbia confirmò la pace col re de Angilterra, et erano nella chiesi» presente li prefati Viceré et Arcone, et queslo de quanto haveva fatto Madama quando il Re era in Spagna, tutto ha confirmato. Et T altro giorno andorno in Consilio li ambasadori del Papa, An-gelterra et Venetiani cum tulio il Consilio di Fran-za, et li prefiili Viceré et allri cesarei non inlrorno altramente et feceno di bello. In breve voi vedrete di gran cose, et ricordative che io ve lo dico. Qua per hora non se atende che a danzare con far feste et maschere con giostre et molti altri solazi. De quanto sarà alla giornata ne sarete avisalo. Item, dillo Podestà scrive, da Milano altro non c’ è, solum la terra slà in opinion di non dar danari, né tuor zente dentro. Item, li lauzichenech publice dicono, chesenonhaverano danari per tutto Luni, se partirano. Item, per uno aviso venuto dal reverendo comendalario de T abazia de Cereto, de 19, in Savona, anchora che siano cose vechie, dicono per diversi avisi, cl*c alcuni dicono che Barbone era in Barzelona, et alcuni dicono in Palantos. Che le galle de Zenova partirono da Monaco a li 7 per Spagna. Item, dice haver habuto da uno suo venuto de Piamonte, come quelli de Fusano et uno altro loco sono stali a le man cum alcune fantarie ispane, el cavalli, et che ne hanno morti el presi molli di loro. El qual comendatario iudica sia la nova già per avanti dieta di quelli 200 cavalli lizieri forono presi. Item, scrive esso Podestà. Come el signor Renato Triulzi ha scritto alla sua consorte uno capitolo de queslo tenor, in una sua lettera di 12 dii presente, data in Cugnach : El Vicere et lo Arcon erano in corte per moderar li capitoli tra lo Impe- ratore et il Ile, et era opinione de molti che resla-riano d’acordo in danari, perché il Re non li voleva dar le terre de la Bergogna, et che lutti li signori francesi inclinavano alla pace. Et che era partito uno da la corte mandalo per il Viceré in Spagna per traclar questa cosa. Item, dillo Podestà scrive, hozi esser venuto uno missier Marco di Marchi cittadino cremonese, et dice che li cesarei hanno dimandato alla terra di 272* Cremona ducali 10 milia, che li leverano li soldati da le loro spexe, et che la terra haveva inclina-tion de darli. Item, che uno fiol di missier Be-nelo Salerno è conzato con il capitanio Aldana con 200 fanti et li dà doi testoni per uno, et chi dicono lire 3 el li alogiamenli in alcuni lochi dii cremonese. Item, scrive dillo Podestà, come il capitanio Machone li ha dillo haver per uno suo venuto da Corezo, come quelli cesarei che sono in ditto loco hanno domandalo 8000 ducali a quello populo, overo a la terra per nome de lo Imperatore, et che crede la conzerano in 4000. Capituli extratti de una lettera di la magnifica contessa Sumaglia, data in Cugnach, a li 12 Mazo 1526. Alli 8 zonse lo illustrissimo Viceré, 1’ Arcone et il ducha de Traietto in Cugnach, quali furono acompagnali per una liga da tutti li principi di Franza, et da la maior parie de foraussili. Forono vestiti tutti da novo li arzieri del Re, quali erano circa 300, et li sguizari de la guarda circa 80, quali tutti in ordinanza lo expelarno dentro dal palazo. Et il Re era in una sala grande apparata tutla di razi de seda, qual li expeclò fino a la mirala de dicla sala, et poi li vene incontra con grandissima accoglienti« et careze, et ambi-dui andorno ad una feneslra de dieta sala, dove parlorno gran tempo alla presentia de li altri signori parole grande. Et per il prefato Viceré forono in ditto tempo date do lettere al Re, una sicome si dice de lo Imperatore, l’altra de la signora Leonora. Et poi letto le lettere et parlamenti insieme, fu condotto il prefato Viceré da Madama a la sua camera, la qual con grande ac-coglientia lo acceptò vogliandolo basare sicome era costume di Franza ; ma lui non volse et solo li basò la mano, ma poi basò la Duchessa et tutte le altre signore. Alfin fu condullo al suo allogia-mento, qual era apparato in el palazzo medesimo