755 MDXXVI, GIUGNO. 756 tadini vanno fuzendo da dilli inimici. Item, dice che a dì 26 nel dillo loco inimici feceno far una crida, che sotlo pena di la forca el di rebellion tutti andasseno a lavorar in Pavia, et che tuli sono fu-zili excepto qualche ortolan e done. Item, dice che spagnoli hanno fatto andar via tutti li frati de li monaslerii erano fora di Pavia. Item, dice che le zente spagnole erano in Novara sono tutte partide e venute ne li borgi di Pavia verso Texin, et che se diceva che lanzchinech non voleano che loro in-traseno dentro. Che in Novara era intrato Zuan da Birago con alcune gente per nome del ducha di Milan. Santo Anzolo e San Columban è stati aban-donati da inimici. L’altro mio messo, era andato a Milan, mi ha mandato a dir esser intrato in Milano ma non haver potuto parlar a lo amico per haver la caxa piena de soldati et spagnoli, et che li spagnoli si vanno restrinzendo in una parte di la terra verso il castello, et fortificándose, et reducendo vi-tuarie in quello loco; et che spagnoli non bravano come facevano; et che li par che stiano molto su-spesi. Me ha mandalo a dir etiam che beri malina ussite una grossa cavalcata di Milano, e andò verso Cassano e sul tardi heri la ritornò dentro. E sul tardi veneno lettere di le poste iusta il consueto. Fo ordinato far hozi Pregadi per far Proveditor di slralioti, et uno Savio di terra ferma che manca. Da poi disnar adunca fo Pregadi et leto queste lettere : Del Proveditor general Pexaro, date in campo a Lodi vecliio, a dì 28, hore 3. Come questa matina si levorono tutti do li exerciti, il pontificio di San Martin e il nostro di Lodi, et sono venuti ad alozar lì a Lodi vechio, mia 5 in 6 lontan 505 di Lodi. Et scrive che tra cariazi, bagaie et altri impedimenti fino la sera sono stati ad alozarli, et per li passi dificili, arzeri, fossi e vie anguste che sono, bisognando far prima le spianate. Doman restarano lì, e la matina seguente a dì 30 si leverano con le zente in bataia, et andarano verso Marinano ; e doman si farà i ponti su Lambro, traversi e spianade. Scrive, atendeno a la conservalion di lo exercito nel qual consiste il tutto, e sono in quello grandissime zente. Da Milan hozi per explorator ha nova che la cavalcata ussite era ritornata in la terra con pezi 6 di arlellarie tolte da Pavia, acom-pagnate da 6 bandiere di zente d’arme e cavalli lizieri e li lanzineeh del conte Balista di Lodron, et che in Milan sono sbigotili e inresoluti. Li cesarei riparano ii corpo di la terra e li borgi ancora non hanno guasti; e per non haver guastatori, li fanti spagnoli lavorano loro medemi. Hanno fatto uno ponte sopra Texin sotto Biagrassa, dove hanno a la vardia do insegne de fanti. Hanno fatto far cride, che quelli sono in Milano non havendo vicluarie in caxa per 4 mexi vadino fuora, e che le botege si aprino ; ma quelli non le voleno aprir. Et che li fanti erano in Lodi non è slà acetadi dentro la terra, dicendoli se venirano li farà impicar. Scrive, il Capitanio zeneral insta la venuta di nostri stra-lioti, perchè inimici hanno assai cavali lizieri et quelli fanno le fazioni. Scrive, è venuto qui Prodano Bua nepole del conte Mercurio, era con li cesarei, et ha conduto con sé 80 cavalli de stratioti ben in ordine per lui desviati, et havendo promesso al ditto conte Mercurio di farlo capo, così lo farà, et li darà danari. Scrive haver lettere da Mus di Zuan Andrea di Prato, di 26 : Come quel zorno zonzeva tre insegne tutta via de’ fanti, et doman zonzeriano li il resto fino al numero di 2000 et più. Et che il castellan di Mus andava a Belinzona per averne da 3 in 4000 svizari, rechiedendo danari per pagarli venendo; al qual per mità con il reverendo Verulano lì hanno mandati ducati 18 milia et 500, et per il resto li bisognerà mandar ducati 6800 in zerca. Per tanto scrive se li mandi danari, perchè essendo lui Proveditor dove F è, non si poi prevaler de le camere come el feva. Quanto de li lanzichinech dieno discender, a li passi nulla si sente; se veranno, saranno tardi zonzendo li svizari. Ha ricevuto le piche di frassine e lettere di Franza con li avisi, rin-gratia etc. • Di Verona, di rectori, di 29. Come erano gionti soi nontii stali a le parte di sopra di Sboz. Dicono villani esser a campo verso Salzpurch, et che se diceva F Archiduca veniva lì per accordarli. Item, dice che nel contà di Tiruol si feva zente, et che il conte Girardo di Archo et altri signori hanno fatto un parlamento in Trento, et è stà fatto uno bando che legnami non siano condutli di qui, in pena di perder i legnami e raynes 100. Et che li animali sono in li Tesini siano conduli via, e li soi in le montagne di Trento. Scriveno essi rectori haver fatto provision a li passi. Et il signor Janus era amalato di doia di corpo, ma sta bene, unde lui Thoma Moro capitanio anderà insieme a veder li passi iusta l’ordine di la Signoria nostra, facendo quelle provision necessarie. Quanto a Bernardin di Roma fazi 50 cavali lizieri, ge lo hanno dito e li lazi presto. Ha risposto esser contentissimo e li farà in zorni 10, over 12.