727 MDXXVIj GIUGNO. 728 486* Copia di ima lettera del Capitanio generai nostro ; scrive V acquisto di la rocha di Lodi. 487 Da Vicenza, di sier Zuan Contarmi podestà, dì 26. Come havia hauto aviso dal vicario di Schio, come uno de lì volendo andar a Rovere li fo ditto non andasse eh’ el non porave tornar; et che era sta fatto comandamento che tulli stesseno in ordine con le sue arme. Item, dice che a di 24 fo a Trento, et che si preparava zente et havia esso Podestà a li passi non vadi victuarie a Trento: et ha manda soi exploratori e aviserà. In quesla matina in Collegio fo fatto do capi de cavalli lizieri, zoè Tomaso di Costanzo cavalli 50, Paulo Averoldo 50: et ad altri capi ordinato em-pieno le compagine. Da poi disnar fo Pregadi per far li Savii a ler-raferma, Proveditor a Cividal di Friul et scriver a Roma ; et leto queste lettere notate di sopra. Et vene queste: Da Udene, di sier Agustin da Mula loco-tenente di 26. Come li atomo Gradisca et Maran quelli cesarei sì preparano fortificandosi, et facendo altro come si fusseno a la guerra; et per lettere dì Ilironimo di Padoa contestabile in Aris ha hauto aviso che in Gradisca quelli capitami feno consulto tutti, et hauno fatto comandamento a tuli coi subditi stagino ad ordine et preparati che ad uno segno possino venir con le loro arme. Item, scrive che a Cividal di Friul loco importante starla ben vi fusse uno Proveditor zentilhomo, come è stato altre fiate. Fu posto per li Consieri, Cai di XL e Savii dar il dazio al reverendo Legato episcopo di Puola di anfore 4 et quarte 13 di vin, fati venir di qui per suo uso, come ad altri è stalo fatto. Ave: 154, 4. Fu leto una supplicalìon di sier Alvise d’Armer va proveditor da mar, cumsit sia debilordi tanse a le Cazude dì ducati 270 circa per il tempo fu Proveditor a Rimano e preson di papa Julio, mexi.. . narando li soi infortunii, è ben contento pagarle decime e li fo tolto in tenuta caxe etc. narando ducati 690 portò in peto per conto di la Signoria come apar per la fede di Camerlengi, dimanda dita tansa li sia levala per ditto tempo eh’ el siete preson, ut in supplicatione. E tutto il Collegio messe che ditto debito sia canzellado ut in parte, aziò el possi andar aliegramente a servir la Signoria nostra in mar. Et el ditto sier Alvise d’Armer andò in renga dicendo è povero, e si partirà Domenica, pregando fosse presa ditta parte. Andò la parte : 8 non sincere, 33 di no, 181 di sì. Fu presa. Fu posto, per li Savii del Conseio e terra ferma, far depraesenti in questo Conseio per scurlinio uno Proveditor a Cividal di Friul con ducati 30 al mexe per spexe, et vadi con quella commission li sarà data per il Collegio nostro. Ave : 204, 5, 13. Fu leto una suplicalion di uno Michiel e Zuan Ruzier qual monstrano assà meriti, et rechiedeno esser fati nobeli cretensi ; et li Consieri, Cai di XL (i) La carte 481 * e 488 sono bianche. Nobilis dilectissime noster. Havendo noi dopo havuta la terra di Lodi molto ben munitola de una bona banda di fanti, et assai bene assicuratola dal castello facendoli anco spalle con tutto lo exercito fin su la riva de Adda, andando noi sempre innanti et indreto de la terra a lo exercito per torre ogni dissegno alli inimici, li quali ancorché ieri con la persona del marchexe dal Guasto temptassero de intrare et se apresentasse-ron furono valorosamente rebatuli; et havendo hogi levate le difese al castello et ordinata una grossa batteria per darlMomani un gagliardissimo assalto, col quale speravamo omninamenle ottenerlo per forza, in questo punto che sono tre bore di nocte li inimici l’hanno abbandonato, et Alexandro Marcello al quale de ordine nostro fu comandato che stesse con la compagnia in aguaito fuor delle mura de la terra a fin che partendosi li inimici, si-come se pensava che harian potuto fare, se havesse potuto ancor per quella via danegiarli, havendolo ben admonito che non stesse di modo che havesse potuto esser veduto da li inimici, perchè il suspetto non li havesse fatti restare, desiderando pur di ha-ver presto quel luoco a un modo o a l’altro, us-sendo loro li ha assaliti, et halli rotti, et è de ordin nostro intrato con la compagnia nel castello; il che farete subito intendere alla Illustrissima Signoria et bene valete. Data in lo exercito, alli 25 di Giugno 1526. Dux TJrbini et Urbis praefectus, Serenissimi Venetoruni Dominii Capitaneus generalis etc. A tergo : Nobili dilectissimo oratori nostro Venetiis domino Baldantonio Falcutio.