659 MDXXVI, GIUGNO. 660 Copia di uno capitolo di lettere contenuto in una lettera scritta per lo amico al suo nun- nio de qui, data in Milano ut infra. Li cesarei, heri che fo a dì 15, protestano a la cita che se qualunehe inconveniente accaderà, che è per colpa loro. La terra li ha risposto che questi accidenti ascascano per sue insolenlie, assassinamenti, furti et sturpi che ogni liora cometteno in la cita et nel dominio; et se non li remediano che faranno de pegio. Latae Mediolani, die 16 Junii a hore 15. A dì 16, a hore 22. Il Guasto et Leva passando per la contrata de li Billia, a caso trovono uno hostequalsia a l’intorno curn una capa gialda; over perchè non li cavasse la bereta, o che già ne l’animo loro fusse statuita ruma, il Leva lo dimandò, et secho parlando un pezo lo conduse et poi comandò a sui de la guardia che incontinente lo occidesseno ; il che subito fu exequito, scaricono tutti li loro archi- 442 busi. La terra visto tal improviso insulto prese le arme, et cussi tutta la notte se andò scharamuzan-do. In el far del giorno il Carazolo se intromesse per pacificarla. Li cesarei se ne contentorno, ma volevano che ’1 Puslerla con 50 in 60 de questi altri capi ussisseno incontinenti de la terra et andasseno dove li piacesseno. Il Pusterla et li altri il negorno gagliardamente ; il che inteso da questi signori in-viorno a far venir tutto lo exercito in Milano con speranza de sacho, et comandono a lutheriani che galiardamenle combatlesseno con ogni natura di male; essi gittorno fochi artificiali in qualche casa, et molte sachezate et molte donne occise. Li nostri di novo ripreseno le arme et andorno a la Corte, et combatutola et presa occiseno 150 homeni dentro; et la guardia del campanone che erano 28 furono gitati a basso. Da poi se inviorno verso la Scala dove era il forte de spagnoli ; preseno la chiesia et molti di essi occisi. A le hore 20 per li cesarei forano inviate tre petitione a la città, zoè che ’l campanone più non sonasse ; che ’1 Pusterla con li ca-pitanei ussisseno, et che li forestieri fusseno licentati a casa loro; il che venuto a le orechie del Pusterla et che lo exercito se aproximava, se partite senza far alcuni capitoli con li cesarei, con tutti li capi che sono cerca sessanta et zerca 300 boni homeni. Sono andati nel monte de Brianza, nè più oltra se sa de lui. Circa 20 altri volendola sequitar furono da spagnoli che venivano da Monza occisi, et cerca le 20 hore del 17 ogni cosa se acquietò. In questa mane la Provisione s’ è congregata in casa del vicario; l’abate di Nazara gli è venuto a farli intender come 12 bandiere erano nel borgo de porta Coma-sena, et che de qua a l’intorno gli era zerca 300 homeni d’arme et che volesseno proveder de allo-giamenlo et vicluarie. Molle parole per quelli di la terra li sono state ditte in mostrarli possibilità. Alfine el signor Zuan Francesco Visconte alquanto ha bravato, et niuna cosa s’è risolta. L’Abate se partite per far far bando che luthe- 442* riani più non dannificasseno ; il che si è exequilo. Se cognosse che il voler di cesarei si è da cavar danari de questa terra quantunque non lo dicano; ma dimostrano non esser in suo poter de inviar le gente venule. Io non so quello sarà; ma me dubito che li reussirà. Mercanti parte fugino parte se asconde-no. Tre bandiere de spagnoli sono venuti ad hore 18 in porta Nova et porla Renza et viveno a descri-tione. El Guasto et Leva si parlorno heri in Santo Angelo, ove feceno il sacramento di combater la terra et che tutti se occidesseno, et pregioni non se facesseno, nè in casa se intrase fina lutto preso. Per lettore de 16 da Genova: che uno corr'ero expedito da la corte cesarea passando per Cathalo-nia è stà preso. Non obstanle lo caso occorso, tanta se è la disposizione et Io amor di la terra verso il patrone, che di novo mi ha securato che ogni fiala che li exerciti se apropinquaranno, che de novo io operarò se prenderà le arme, et vel dico per cosa sicura. Io ho lettere da Genova di 15, come non gli è nova de la venuta de le galere; et che monsignor di Barbone era a Barzellona con gran necessità de danari. Aricomandatime a li amici, et supplicateli che ne soccorrano presto che altramente de qua se cavarà denari. Lata in Milano a dì 18 Zugno a hore 23. In questa mane tutte le zente spagnole sono in* trate in Milano. Se li exerciti non ce accellaranuo de quà se cavarà tutti li danari vorranno. Non è possibile che la terra possi contrastar a tutto lo exercito cesareo. Lata a li 19 ditto a hore 11. Diceti all’amico del cane, che per el tumulto seguito non ho possuto haver risposta dal patrone, et che son sicuro che ’1 non ha pane che per 25 di questo mese ; et che del resto necessario al viver, già sono parechi giorni che ne sono privi ; però che P usa de la sua solila diligentia perchè qua stiamo molto male.