153 MDXXV1, APRILE. 154 Somaia, qual li manda una lettera di Baiona di... di uno suo secretano. Narra il zonzerdil Cristianissimo re lì, et si parie per andar a Bordeos a far la Pasqua, poi a Paris; dove a Burdeos dia venir la Serenissima madama Eleonora, per la qual il Viceré conduse li Boli dii Christianissimo a Vittoria con monsignor di Lutrech e menarà la dilla Madama al He, e il Ite dia zurar li capitoli di l’acordo e ratificherà il tulio, e poi zonto a Paris staremo a veder, e in una hora potrebbe nasser fongi. Fra 8 dì si aspetta al Re oratori del Papa e di veneliani. Di foruussiti si parlerà. Il signor consorte slà ben, è slà ben visto dal Ite ; e altri avisi, ut in htteris. Scrive poi esso Provedi-tor come el va a Verona. Di Spagna, di sier Andrea Navaier orator, date in Sivilia a dì 15 Marzo. Come scrisse a di... Fevrer per via di .... le qual lettere non si hanno aule, ed a dì 3 zonse lì in Sivilia. Et la serenissima Imperatrice, a dì.....dapoi a dì 8 introe Cesare, conira il qual andono fuora di la terra il reverendissimo Legato Salviati con tutti li oratori, et poi tutta la terra a piedi. Et zonta Sua Maestà a la porta, li fo apresentato un libro sul quale iuroe di observarli li soi privilegi, e loro li iurono fedeltà,et preparata una umbrela porlata da li primi di la terra, Soa Maesla andò sotto insieme con il Legato. Le strade di la terra erano tutte adornale, et in molli lochi archi triunfali con lettere latine el in spagnol a proposito di le uoze, et tardi si zonse a la chiesia iusta il solilo, dove smontala Soa Maestà e li altri si fece il consueto. Di poi Sua Maestà andò a lo aloza-menlo dove era la serenissima Imperatrice, la qual li vene conira a mezo la sala, e volendoli basar la 100 man, Cesare non volse, o la levò suso e l’abrazò, poi tirali a parte il reverendissimo Legato fece le parole come si suol far in li matrimoni, demun si comenzò a ballar e far feste, et poi mezanole fo dilla una messa et Cesare si aletlò con ditta Imperalrice. Ha veduto monsignor di Naxao, qual più non ha visto per esser stato sempre in Portogaio poi lui è in questa legation. Scrive, in camino, venendo li a .. . il reverendissimo Legalo a di 25 dii passalo ave lettere di Homa dal Pontefice di 11 Fevrer con nove di turchi, che vien nel regno di Hongaria; el qual parlò a Cesare a .. .. rechiedendo aiuto a quel regno per ben della cristianità. E che Soa Santità in concistorio havia terminato darli aiuto di danari e mandarli 300 mila ducati, di quali Soa Beatitudine ne manderà 100 milia e li altri principi il resto; però pregava Sua Maestà volesse dar la parte soa in tanto bisogno di suo cognato e per mantenir quel regno. Sua Maestà disse questo è bon, perchè questo aiulo è poco, ma bisogna che lui vengi in Italia. Esso Legato disse la venula di Sua Maestà saria longa e l’aiuto bisogna presto, unde Cesare disse, zonto che’l fusse qui in Sivilia, si parleria di questo. Questa Maestà desidera aver dal Papa la cruciata, et spera da quella trazer 800 milia ducati, el zà ne ha afitada per veder di aver su quella al presente danari. Scrive, le artellarie che scrisse per altre sue, tolte di San Sebastian, fate condur a Malica, sono boche 30, zoè canoni, et corsaleli assai et altre cose, le qual se conducono a Barzelona per melerle poi su l’armada e condurle con Soa Maestà in Italia. Et si starà lì fin la oliava di Pasqua. Tamcn fin qui non è fatta provision di armada per tal venula, et don Hugo di Moncada, qual havia il cargo di farla, di Madril è venuto di qui;ma questi stanno con haver l’armada di Franza. Barbarossa corsaro con armala partito di . . par voy tuor Maiorica e Minorica, e si chiama esser a soldo dii Turco, e tamcn di qui non si fa provision alcuna, perchè sperano turchi tolen-do l'impresa di Hongaria saranno occupati a quella parie. Bel ditto, date a dì 20. Come fo da madama Serenissima Imperatrice per farle reverentia, e volendo basarli la man non volse, imo li fece gran accoglienze, et fatoli le debile parole di congratulazion da parte di la Signoria nostra, quella ringratiò mollo la Signoria Illustrissima offerendosi per lei. Visitò etiam monsignor di Naxao, qual partendosi il Gran Canzelier da la corte, sarà il primo apresso la Maestà Cesarea, et è homo .... Scrive esser zonto de li il duca de Brexvich, vien di Germania, ha ditto a Cesare che le cose di Lulerio de li va mollo inaliti, nè se li poi remediar se Soa Maestà non vien in Italia. Del Turco che vadi in Hongaria, nè per lettere di quel Re, nè di l’Archiduca non c’è alcun avviso, adeo Cesare non crede la nova li mandò a dir il Papa. Desidera venir in Italia ; voi aver dal Papa la cruciala et voi haver l’armada dii re Cristianissimo, con la qual spera di passar in Italia. Ma non c’è nova ancora del zonzer a Baiona di madama la Rezenle con obstasi, e si ha lettere di San Sebastian che fino a dì 10 di questo non era zonla, perchè in camino li venne gotte a essa Madama e restò; nè si sa se daranno li do primogeniti o li 12 primi del regno per obslagi. Il re Cristianissimo era zonto a Vittoria. Molti di qui dubitano il re Christianissimo zonto in Franza non observerà li capitoli; e questi è mal satisfalli dii Papa e di la Signoria nostra, dicendo si tien pratica con la Franza. E si ha tal sospetto