523 HDXXVI, GIUGNO. 524 cino eràtlti serate, et che tutte le zente hìspane erano in ordinanza, et che da alcuni sui amici da Soh-zin hanno inteso che ditte zente aspectavano le fantarie erano a Fontanella et insieme si dòveano levar et andar a la vòlta de Lodi. Se iudica che li tamburiini che sentite Zuan Piero di Beleti come appar ne l’altro riporto notato di sopra, sia quelli di Fontanella. 355* Vene in Collegio P orator del ducha di Ferara, qual moHStrò do lettere dii Ducha, di 7, con avisi, qual fo tolte per lezerle ih Pregadi. Vene P orator Sanzes cesareo con Uiia lettera data a Mildti di don Hugo di Moncada a di 5. Scrive al Serenissimo, come è zonlo de 11 coi! coinmission di la Cesarea Maestà per pacificar Italia a beneficio di le cose christiane; per tanto, dovendo andar a Roma dal Summo Ponlifice, scrive si mandi mandato de li al nostro Orator di poter Iratar et concluder accordo, et promette far beneficio a questo StadO; coetértim quello dirà l’orator Sanzes si debi dar fede, et è sbltoscritta : Servitor don Hugo di Monchada. Da poi lecta, esso orator disse come in ogni temjio Si havia visto la bona volunlà di la Cesarea Maestà verso questo Stado, et voler la pace con li principi chWstiahi, né le sue zente havia fatto alcun danno sul nostro ; per tanto ditto don Hugo era venuto pel1 accordar Italia con soa Cesarea Maestà, et si mahdasse mandato a Roma etc. ltem, disse la motion di le zente si fa, sì da piedi come da cavallo, desiderava saper a che effeclo si feva questo, acciò potessero governarsi. Unde fo mandato fuora, et consultalo in Collegio, fu terminalo mandar per li oratori di la liga et consultar quello si habbi a risponder. Et chiamato dentro esso orator cesareo, li fo ditto iusta il solito nostro si saria hozi con il Senato et se li faria risposta; et fo ordinato far Pregadi. Et mandato per tutti questi oratori, Papa, Fran-za, Anglia et Milan, i quali subito veneno ; et intrati tutti a una botta, fo ditto quello havia exposto esso orator cesareo, et ledo la lettera supraditta. 11 Legato disse si risponda lievi le zente di Milan; quel di Franza andò risalvado ; quel di Anglia parlò quasi lassar il Ducha in stado; et quel di Milan disse è bon aspedar hozi quello mi scriverà il Ducha di quello li harà ditto questi stati in castello, et poi si potrà far megtior risposta ; et con questo si partirono. Da poi disnar adunca fo Pregadi, che parse a tulli di noVo essendo sialo heri, et fono lede le let- tere di Bfexa, Crema ; et il sumario ho notado di sopra. Fo ledo etiam lettere di rectori preditti, di 335 4. Del caso seguito di la motion di fanti; et una lettera di 3 scrisseno al Proveditor zeneral mollo copiosa; la copia saranno qui avanti. Del ducha di Ferara, date a Ferara a dì 7, drizate a domino Jacomo Tibaldo suo orator. Come heri da matina, il conte Guido Rangon con 6000 fanti, 200 homeni d’arme, 200 cdvalli lizieri era levato di Modena et va a Marzara, poi verso Parma, et andarà a Piasenza. Scrive, 4 bandiere di fanti erano in Brixele di cesarei sono andate .... et che II fanti erano in Carpi hanno sa-chizà Soliera et hanno condutte artellarie lì in Carpi. Di Zenoa ha auto aviso, quel Doxe haver hauto da li cesarei per custodia di la città 700 fanti, et che Andrea Doria con P armata li vene propinqua, poi se ritrase. Del ditto Ducha, puf di 7, al ditto orator suo. Come à hauto soe di 3 et 4, et se intese quanto li ha ditto il Serenissimo zerca P acòrdo col Papa et vogli verso Soa Santità usarli ogni Immanità. Disse lo faria voluntieri, rihgratiando li arecordi dati, offerendosi molto a queslo excellentissimo Dominio. Da poi fo fatto venir dentro sier Piero Braga-din fo baylo a Costantinopoli, qual aspeclava in Libraria, et comenzò a referir, la qual relatione scriverò il lutto più avanti ; et compile, fo molto longo, et li fo mandato a dir abrevinsse. Il Serenissimo lo laudò et cussi il suo secretano Pompeo Bocho, qual non era in Pregadi per non venir ancora ; etiam laudò sier Francesco Dandolo soracomito qual lo ha condulto con la sua galla, et poi il ditto Baylo si partì per non esser di Pregadi. Da poi il Collegio si levò et andono a consultar di scriver a Roma et risponder a Porator cesareo, et steteno alquanto. Da poi ussiti, il Serenissimo si levò et fé’ la sua relatione di quello havia ditto P orator cesareo, et il consulto fatto con li oratori di la liga, et come il reverendo Baius orator di Franza havia hora mandato una lettera qual andaria risalvando, dicendo li Savii voi prender la risposta, la qual si consulterà prima con li oratori. Et non venendo cosa da Milan per la qual si habbi a riconzar dilla risposta si po- 356* trà fargela; si veramente bisognasse azonzer, si chiameria questo Conseio Luni ; ma sopra tutto hozi bisogna scriver a Roma per intertenir il Ponlifice. Et compito, fo ledo per il Caroldo la lettera di don