633 qui et voi danari per pagar li sguizari dieno zonzer. Li hanno ditto haver mandato ducati 8000 a questo effeclo. Scrive hanno aviso esser zonti a Brexa ducati 10 milia del Papa, dieno esser dati al reverendo Verulano, el ducali 10 milia mandali di qui li * quali manderà a tuorli. Item, scrive che uno Chri-stophoro Caprendio è lì per nome di questi duche-schi, ha aviso di Lodi che quelli sono a ditta custodia dieno levarsi et voriano andar a Napoli del reame. Di Verona, di sier Zuan Vituri podestà et sier Tìiomà Moro capitanio, di 18. Come, iusta le lettere scritoli per la Signoria nostra, mandono uno suo verso Trento el di lì 20 mia per intender si fosse adunatimi alcuna di gente, et manda il suo reporto. Item, scriveno questa notte zonse de lì il ponte, zoè burchielle numero .... quali expedi-ranno subito alla volta di Brexa, eie. Riporto di uno Lunardo Roso, qual partì eri matina di Trento. Dice de lì non esser altra zente di guerra più del solilo; et come il conte Girardo di Archo et alcuni altri nominati in lo riporto erano venuti de lì et consultato; et esser venuti do capi di Milano uno todescho et uno spagnol quali voriano far zente a nome di cesarei, et esser stà viste l’artellarie sono nel castello di Trento, qual sono pezi 16; et come è stà di sopra per 20 mia et niuna molion di zente si vedeva, pur si dicea che villani fevano zente et campo contra li nobeli, et altri avisi. Di Padoa, di sier Hironimo Loredan capitanio, date a dì 18. Come era venuto da lui Vicenzo Bombaioli capitanio di la porla de ... . qual li ha ditto haver amicitia con li scolari treni ini, tra li qual uno missier Hironimo .... qual è partito e andato a Trento, et li ha ditto alcune parole, et esso Capitanio le ha fatto deponer, et l’ha fatto sottoscriver di sua man et lo manda. Riporto di Vincenzo Rombaion preditto. Come a dì 17 heri Dominica da matina trovò in chiesia del Domo missier Hironimo di .... da Trento, qual è suo amico, et li disse come el partiva per Trento, et era stà mandato per lui, et che saria guerra, et si faria 12 milia fanti per l’impresa de Italia, capo missier Nicolò di Castelallo ; et alcuni altri dice etiam haver amicitia con altri scolari 634 di tal generation quali la sera vanno fuora di la porta Liviana a spasso, da li quali zercarà intender qualcossa et aviserà. Da poi disnar, fo terminato far Pregadi per far li Savii del Collegio et maxime li Savii di terra ferma per esserne solum tre; però che sier Francesco Contarmi è anialato di sperdimento el stà in caxa, et uno manca, etiam far Orator in Anglia con una nova forma in loco del ditto sier Francesco Contarmi. Da poi disnar adunca fo Pregadi, et leto etiam 427 questa lettera prima. Di sier Andrea Zivran provedìtor zeneral in Dahnatia, data a Zara, a dì 14 di l’instante. Come, iusta l’ordine datoli per la Signoria nostra, et come scrisse per sue che '1 faria, heri ha-via fatto cargar sopra 10 navilii queste compagnie di stradioti, videlicet quella diFrasina et del Clada, e Bali et Detricho, Zerbesi si cargarà a Travi, et non ha fatlo altra mostra perchè si larà poi quando saranno zonti etc. Scrive ha retenuto do cavali, uno di Rali et uno di Detricho; et come Nicolò Paleolo-go volea venir ma non ha voluto ; pur ha contenta che ’I mandi suo fìol nominato.... Scrive, per expedirli, non havendo bauli li danari da Sibinicho, ha tolto ad imprestedo ducati 200 da questo magnifico capitanio missier Zacaria Vallaresso, el zonti li danari di Sibinico ge li restituirà. Etiam ha tolto stara .... di biava dal vescovo de lì, et si potrà satisfarlo di qui overo mandar l’amonlar de lì. Scrive ha dato ordine a dilli capi di slratioti vadino in Istria et passino in Friul per mar, non potendo andar uniti per terra per le presente occorentie eie. Del ditto provedìtor Civran, date a Zara, a dì 15. Come suplica di grafia, per quante fatiche mai ha portato et per alcun suo merito non havendo mai dimandà alcuna gratia, che desiderando operarsi a beneficio di questo Stado si vogli far che el possi vegnir in Italia a operarsi a beneficio nostro, prometendo di tornar in Dalmatia etc. Et qui scrive una lettera ben ditada et exortatoria molto. Da Udene, del Locotenente in la Patria, di 17. Come li cesarei di Gorizia, Gradisca et Ma-ran sono in gran trepidazione per quello occorre al presente, et sforzano fortificar li lochi facendo portar vietuarie etc. Et cussi sono li nostri di la Patria, che dubitano assai, unde li basta l’animo parendo cussi a la Signoria nostra, di ben convicinar con loro per l’amicitia contrata con domino Nicolò di la Torre etc. MDXXVI, GIUGNO.