367 MDXXVT, MAGGIO. 368 per ... . Scrive nove di Hongaria per letlere di 25, il Turclio va a quella impresa, et quel serenissimo Re dimanda aiulo a questo suo cugnalo. Et scrive venir più polente che venisse inai a una impresa alcun di la casa Olhumana. Diman il Serenissimo et lui si parleno per Stochard. Scrive, hozi questo Serenissimo è sta a la chiesia a la messa et non ha invidati il noncio pontificio nè lui Oratoretc. Del ditto, date a Stochard, a dì 8. Come erano zonti heri de lì, et la Serenissima partì per Linz per barca et poi a Yspruch. Scrive, in camin haver scontri alcuni fanti lanzinech che vanno a Milano per haver danari. Scrive heri ricevete nostre di 27; exequjrà a lo bisogno. Questo Serenissimo ha mandato in Spagna in posta domino Me-nese da l’Imperador suo fratello, si dice per causa de la dieta si dovea trattar a Spira, dove è zà zonti alcuni, ma manca li più degni a venir, zoè il ducha Vielrno di Baviera, il marchexe Caximiro di Bran- diburgo, et do altri zoè..........Scrive la cosa di villani va mollo avanti, et la liga di Svevia voi aiutar il vescovo di Salzpurch, et li manda in aiulo 6000 fanti et 1000 cavalli. Et questo Serenissimo, essendo in ditta liga, manda la sua portione di fanti 1000 et cavalli.....Li villani brasano caxe et l'anno danni assai, et dilli villani par habbi-no dato ad alcuni ducato uno per uno, quali vadino a dar fama fino qui dii prosperar di villani et haver dato rota al campo de nobeli ; parte de quali da questo Serenissimo è sta fatti relenir. Se dice, el ducha de Vertimberg vien con zenle in aiulo di villani per recuperar il suo Slato: et etiam il conta di Tirol si dice si meleno in arme. Di Bergamo, di rectori, di 18, hore 2. Come hozi hanno scritto do altre lettere, et per questa mandano uno reporto il qual dice cussi : Die 18 Maii 1526. # Una persona degna de fede referisse, haver parlato con uno reverendo frate Dyonisio di l’ordine ili San Domenico, qual vien dal castello di Musso, el dico haver inteso da lui che la notte di Mercore venendo la Zobia proxima si ritrovò in el castello di Musso. Et dice come uno Gasparino di Belgrado, qual tu preso nelli giorni passati da spagnoli, el qual per esser mollo amico et tidelissimo del prelato castellali di Musso et così cognosciuto per essi spagnoli, gli promiseno, se con il mezo suo potevano haver il castello di Musso et il castellano, che lo libereriano et gli dariano 6000 ducali. Et lui li prò- mise con segni evidenti di far tal effetto, digando lui havergli bon mezo. Et cussi fu lassato et andò al prefato castello, el ivi parlato con il castellano particularmente, et comunicate tulle le predille cose, lo castellano ne fu lieto et ordinò di trapolare essi spagnoli, et finse voler andar a li bagni, et cosi fece voce el fama, et mandò inanli ad uno loco chiamalo la Piaza di Valle Brembana una cavalcata di gente monslrando che gli fusse la persona sua, qual ussite ben dii castello publice, et andò poco lunlano, ma per un’ altra via ritornò in castello secretamente. Et fatto questo per dare meglio ad intendere a spagnoli chehavesse effelto la promission fallagli per Gasparino, esso Gasparino insieme con un altro chiamalo il Borella andò al luoco di Lecocon un cariazo, et disse al capilanio di Leco come la notte seguente el volesse mandare al castello predillo ad fare lo effecto impostogli per li signori cesarei, imperhochè era adverlito del tutto, et gli disse come il castellano di Musso si era partito per andar alli bagni, et che lui amazeria il fratello del castellano et faria un segno dato tra loro, et il qual segno 250* fatto dovesse mandare di longo de li soi che tro-veriano aperle le porle dii castello di Musso, et per guida li lassò il prefalto Borella suo compagno, et subito ritornò dal prefato castellano et gli narrò lutto il successo. Et dato ordine per esso castellano di quanto havea ad fare, el messa l’armata in ordine sul Laco, quando gli parve il tempo dette il segno che havea ordinato Gasparino con spagnoli, acciò venisseno, iudicando che I’ havesse morto il fratello ut supra. Et così dato essa segno, fra puo-co spazio li spagnoli arivorono acompagnati dal prefato Borella, et esso Borella inanli li altri, dato per lui cosi ordine con Gasparino, intrò dentro la porta del castello insieme con cerca 10 spagnoli, et lui intrato, per esser notte, et temendo non esser morto disse : « e son il Borella » et subilo inlrele inanli li altri. Veramente spagnoli che erano inlrali fumo passati per le piche, et a un tempo quelli che erano al di fuori furono fatti saltare zoso di un sasso et morti. Dice che il ditto Gasparino, avanti lo effelto preditlo, havea dato ordine con spagnoli che in caso seguisse lo effecto el tractato per loro dato et fatto, che fusse uno altro sigílale dovesseno esser advertid li altri spagnoli di Lecco et di Como ad andare al ditto castello per lassarlo fornito et per condur via le robe et danari, et di ciò crede siano stati ad-vertiti essi di Como et di Leco ad andare a tal impresa, et per questo volendo dare maggior botta ad essi spagnoli il prefalto castellano fece unire tutte