563 UDXXVI, GIUGNO. 561 voltata verso el populo, et faceva la guarda a ditte artellarie. Item, dice che li villani de Rivolta, el 381 Venere da matina aspectava el Santa Croce ad aio-zar lì, et vene una stafeta al prefuto Santa Croce, et lì villani facendo careze al cavalaro hebbeno una lettera scriveva el Leva al ditto Santa Croce, quali la leseno, et li scriveva che ’1 facesse star la notte su el campaniel, el quando el vedesse foco alto in Milano, che ’1 facesse marchiar le sue gente verso Milan. Girardo da Fombio provisionalo de la Illustrissima Signoria, parlilo hozi da Piasenza, riporta che heri sera zonse in Piasenza due bandiere de fanti, et 4 ge ne era, et che hozi doveva zonzer lì el conte Guido Rangon con artellarie et 4000 fanti, et che il gubernator faceva far pan. Ancora dice che sono siati alcuni inzegneri a veder Po verso Piasenza, et se diceva volevano bular uno ponte, et che erano aparechiale le barche. Dice che, venendo, sconlrò 50 homeni d’arme che se diceva erano sul lodesano, che andavano a la volta di Cremona. Gabriel di Passari cremasco, mandato per mi ad intender li andamenti yspani, riporta come li cesarei guastano il ponte che haveano facto, el che sono passali una bandiera de fanti che andavano a Mo-zanega. Item, dice haver visto, inanzi che desfaze-seno il ponte, che quelle fantarie et cavalli che erano a quelli lochi sono levati et andati una bandiera a Marignano, tutti li altri a Melzo, et che in Lodi poca gente sono rimasti ; a la Toretia sono ramasti una bandiera de fanti apresso a Lodi uno miglio. Zuan Batista Toxin cavalaro riporta, che venendo da li bagni d’Aquario, zonto a Parma vide el conte Guido Rangon con 9 bandiere de fanti, et zerca homeni d’arme 100 et 4 boche di artellaria, i quali entrorno el Venere a li 8 in Parma, et se levorono la matina sequente per andar a Piasenza, et che li ha parechiato le barche per far il ponte. Item, dice che venendo ha incontrato questa matina a terza tra Castion et Pizigaton bandiere do di gente d’arme yspane che andavano a Cremona, et bandiere 3 di fantarie di compagnia, et che in Ca-stigion erano do bandiere di fanti i quali se diceva volevano levarsi, el chi diceva andaria a Cremona, et chi a Milano. Noto. Il ditto Podestà et capitanio di Crema, di 10, fiore I, scrive il zonzer di don Bugo di Monchada a Mihn, et vien a Venetia et Roma, qual ha aviso haulo da Lodi, et che le zenle vanno verso Milan. 381 * Et compilo di lezer djlle lellere si stette assai a spetar fosseno traile le lettere cinque di Franza che si trazevano, et in questo mezo Andrea di Franceschi vene ai Cai di X a dirli una parola in secreto, et sier Valerio Valier cao di X si levò et andò fuo-ra a parlar a non so chi. Vene dentro, parlò a li compagni, poi parlò al Serenissimo in rechia solo. Non so quello sia ; dia esser cossa che imporla ; sapendola la scriverò. Di Anglia, di Gasparo Spinelli secretarlo, date a Londra, a dì 27 Mazo. Come, da poi le sue di 13, per le qual avisoe la morte del clarissi-mo suo oralor Orio, è stato vagando per l’ixola et convenuto Sndar mia 60 luntan ad alozar, non trovando alozamenlo perchè la fama era di tal morte, et si vardano assà più del solito al presente ; il che è sia con gran spexa, ha cavali 6 et 11 persone. Poi è ritornato lì in Londra, et parlato con il nontio pontificio protonolario di Gambara, li ha dilto haver hauto lettere di Roma di.....che il Papa scrive debbi solicitar questa Maestà a scriver al re Christianissimo la conclusion di la liga et voglii romper eie. ; unde havendo voluto parlar al Cardinal, non ha potuto per esser indisposto a Rizimont, et non haver voluto dar audientia etiam a l’orator francese. Et havendo lui secretano per via di Franza hauto lettere di la Signoria nostra drizate al qu. Orator con il mandalo di tratar la liga eie., qual però in nome di lui secretano non serve, vedendo il nontio pontificio non haverli dillo haver haulo mandalo dal Papa, etiam lui non ha voluto dirli alcuna cosa. Scrive, sla con spexa, et da Stefano Faxan, à hauto danari a bon conto da viver, qual èstà lassà comissario di POralor. Suplica li sia provisto, volendo che ’1 resti, del viver, et ordinar quello l’habbi a far di la fameglia è con lui, etiam di altri impazati che stanno separati, che fono al servitio di l’Orator defunto, et che li cavalli 1’ ha resti a lui perchè si converrà andar per l’ixola come andarà el Re et reverendissimo Cardinal, nè a piedi si potrà andar, et volendo cavalcature sarà con grandissima spexa. Di Franza poi fono tandem tradute le lettere di Andrea Bosso secretarlo fdelissimo, date a Cognac, a dì 25, 27, 28 Mazo, et An-gulem a dì primo et 3 Zugno. Il sumario in substantia noterò perchè sono longe, et si poi dir processi, optime et perfetissime lettere. Di Franza, del secretano Bosso, da Co- 382 gnach, di 25 Mazo. Come fono dal Re a ringra-tiar Soa Maestà di la conclusion di la liga. Quella li disse il Viceré haverli ditto che ’1 sospetava etc. ; et