699 mdxxvi, .mandar oratori a i’ Imperador a dimandarli !i Coli, e cussi fazi il Papa. Scrive aver comunicalo al Gran canzelier le nove di turchi. Disse, non so che più turco de l’Imperador. È zonlo de lì domino Am-broxio da Fiorenza stato orator a la Signoria nostra, qual ha fatto bon ofìcio col Re sicome 1’ ha inteso; e ti am il reverendo episcopo di Baius è qui orator ha scritto al Re, et fa bon ofìcio, qual torna molto a proposito etc. 469 Di Crema, del Podestà et capitanio, dì 23 Zugno hore 23. Come el signor Malatesta è partilo in questa hora con il nome del Spirito Santo cum tutte le gente dovevano andar con se a la impresa di Lodi. Per mii venuti da Lodi, riporla eh’ el marchexe del Vasto questa matina venne in Lodi e questa sera si è partito; si iudica che sia andato per exortar quelle fantarie (aliane che sono in-trale in Lodi, che siano fidelissimi. Se el trafato non sarà dopio speremo di bene. Del ditto, hore ... L’è venuto in questa hora uno nuntio del signor Malatesta, qual mi significa fin l’hora che l’aviò dillo nuntio erano passati Ada 400 fanti, et in quella hora medema che ditto zonse qui, il conte Alberto Scoto partì etiam lui di qui con )e artellarie etc. Di Bergamo, di rectori, di 23, hore 13. Come heri sera scrisseno et mandano il reporto del cavalaro etc. Hanno aviso da Milan che li cesarei vo-riano danari di la terra, et che se diceva le zente nostre esser passa in Geradada, et il Capitanio zedera I venuto a Roman, linde non dicono più di far ussir a la zornata etc. Item, hanno hauto lettere da Milan di Simon di Taxis, qual mandano, et una lettera di Zuan Andrea da Prato di ... et uno reporto. Di Simon di Taxis maestro di le poste regie, di 22 a Milan. Come quel Rafael di Palazol dà fastidio a le poste, unde questi signori voleno mudar le poste e melerle di lì a Bergamo e poi a Brexa. Per tanto suo fradello parlerà a loro rectori et saranno contenti si meltino, perochè l’orator di la Cesarea Maestà ha scritto la Illustrissima Signoria aver ditto è contenta si metti le poste. Referisse domino Zuan Agustin di Braga zen-tilhomo di questa terra, che parli heri a dì 22, a bore 18 da Milano, come, se ben era fama che aves-seno principiato a scuoder per conto de taia danari, tamen re vera ancora non sono restà d’acordo quelli di la Provision con cesarei, et che per questo doveano redursi aconseglio heri; ma che ben li spagnoli fanno ogni strania demostratione cum mi-Janesi per redurli ad questo effecto che pagine vo- GIUGNO. 700 tuntariamente, et voriano cesarei che loro se proferiscono da se in quella quantità che loro vogliono prima. Ma de portamenti, spagnoli sono crudeli et pessimi verso loro, et questo fanno cesarei fuor di 469 * lo quarlier de li soi allogamenti hanno; el cussi tedeschi per esempio de spagnoli fano el simile de mali portamenti che prima non facevano, per dir fa cussi spagnoli volemo seguir. Li cesarei voleno levar li lanzchinech de la guardia del castello et mandarli a Pavia, et alla guardia del castello meler spagnoli. El l’altra sera li era una bandiera de spagnoli al castello per guardia ; el castello comenzò a di-scargar do canoni al solito suo, et spagnoli se levò in arme per non saper la usanza del castello, et li lanzinech non se mosseno niente. Dice che sono di opinion in Milano, videlicet una de farsi forti loro cesarei in Milano, benché finora non li sia demo-slrazion alcuna nòdi vifualie nè de repari; l’altra di andar in campagna ma loro spagnoli dicono di andar in campagna, et che non stimano tutto il mondo. Et in conformità del proposito, da certo spazo di letere per Roma dice che senti, che dove prima cesarei aspectavano dificultà da quella via di Roma et da la via de Veniliani ne le cosse loro, hora seguilo el caso di Milano, venitiani el el Papa haranno mutato proposito, et che di don Hugo finora non sanno nova salvo che per un corier cesareo venia da Fiorenza et cum diffleultà passò a Piacenza, referisse che Mercore 8 giorni se partì el ditto don Hugo di Fiorenza per Roma, nè più hanno nova de lui ; el dice che Zobia de sera a dì 21 a hore 23 in zerca el signor protonolario Carazolo intrò in Castello con do altri milanesi. Quello che dicesseno veramente non scia, ma ben el vulgo di-cea che erano andati per veder s’elDucha se voleva accordar. Di Zuan Andrea da Prato vice cola ter al, date .... a dì... . scrite a li retori di Bergamo. Come 1000 fanti paesani di quelli del castellali di Mus erano zonti, et però si prepari vilua-rie perchè doman zonzeranno li altri. Da poi disnar fo Pregadi, et a nona in zerca 470 , vene la posta con la verità di lo -acquisto di Lodi, qual ne l’andar in Pregadi se intese, et fo la prima lettera letta; et per la Signoria fo mandala a dir tal nova a li oratori di la liga per li secretarii. Del proveditor generai Pcxaro, date a Ca-vriago a dì 24 Zugno hore 11. Come questa notte expedì le lettere a cavallo con l’aviso hauto di l’anello mandatoli per el signor Malatesta, signal che l’intrava in Lodi; elspazò dillo messo con uno