73 MDXXVIH, DICONO. 74 Fo leclo lettere venute questa mattina da mar, di sier Piero Landò capitario generai, da Oausiti, di 15 Mazo, et da Monopoli di sier Agustin da Mula proveditor di V armada, di 18. Qual scrive el Capilanio Zeneral, come se partiria per Corlu, poi andaria verso Napoli, el l'ordine lassalo in Puia Et il Mula scrive css t zonta la galla Nana qual manda a Traile, et esser do fu-ste, la Malipiera et una di Corfù. Fo pubblicò, per parte del Serenissimo el Illustrissima Signoria, che de coetero cadami di Pregadi vengino a bonora, al baler de vesporo si sereni el Conseio, né saranno aperti alcun, ancoiu fosseno di Collegio, come voi le leze. Fo fatto scurtinio de do sora le cose de frati de Corizuola, in luogo de sier Toma Mocenigo è sora le taxe, el sier Marco Foscari è proveditor a Brexa. Et tolti 6, molli fo scusi, questi soli fo ballotali. Due sora le cose de frati di Corizuola. f Sier Marco Malipiero fo al luogo di Procuralor, qu. sier Marin . .117. 53 Sier Hironimo Polani el dolor, è di . Pregadi, qu. sier lacomo . . . 106. 64 f Sier Alvise Barbaro fo Cao di X, qu. sier Zaccaria cavalier procura- tor..........129. 38 non Sier lacomo Bragadin è di Pregadi, qu. sier Daniel, si caza con sier Lorenzo Bragadin. non Sier Michiel Morexiui fo savio a terra ferma, qu. sier Piero, per non esser di Pregadi. non Sier Hironimo Querini fo savio a terra ferma, qu. sier Piero, per esser sora le taxe. Dal campo, da Napoli, del Pixani et Pe-xaro, di 5 et 6, vene lettere, prima zerca danari che monsignor di Lutrecli se doleva non zonzeva el Pagador con danari, poi di la nostra armada che non appareva, credendo non se volesse mandarla ; ma loro Proveditori hanno hauto lettere da sier Aguslin da Mula proveditor, di 17. Li scrive liaver da Corfù, di 19, del Capilanio zeneral, che’l parlina a di '21 per Napoli, per il che Lutrech disse sarà qui per lutto el mese, però de di in di l’aspe-lano. Scriveno, 30 cavalli del marchese di Saluzo, essendo andati a far scorta a victuarie, per campo si scoutrò in inimici, fo rolli et tolti le victuarie, ne scapolono solum 6 cavalli : el poi Lulrech ne mandò un’ altra scorta di soi, quali trovando inimici fono a le man et ne preseno 60 de loro inimici. Soa Excellentia disse non liaver tanto piacer di questa, quanto si doleva di la prima. El havendo mandato per veder se le ditte viluarie erano mirale in la terra, trovono quelle solum li boi tolti da para 18, el conduli in Napoli, et le vitluarie fo per nostri riportate in campo. Itnn, el capilanio di l’armala Filippin Doria havia preso 5 fragnate (?) con 60 fanti spagnoli suso, che andavano da Napoli ad Ischia per dubito de l’armata di Pranza che vien ; da li qual se intese che a Napoli pativano assai de vin et carne. Item, hanno nova che 15 galle et 4 nave di Franza erano zonle a Livorno et se aspec-lavano. Fu posfo, per li Savi del Conseio exeepto sier 52 Hironimo da Pexaro, rt sier Andrea Mozenigo dolor savio a terra ferma solo, che ’1 sia venduti al puhlico incanto li boschi di la Signoria nostra sono solto la Mota et Prato, a campi 100 a la volta. El sier Hironimo da chà da Pexaro messe che la presente materia se indusi fino la venula de Nicolò Sagudino secretano, qual é a Ferara, et ha le scritture pertinente a questa materia. Et sier Alvise Sagredo patron a l’Arsenal andò in renga et contradise, dicendo é mal vender li boschi, che bisogna i legnami per l’Arsenal, perché ehi li comprerà li desboscherà et non se potrà aver li roveri per la caxa ; poi è mal per legne, che sarà penuria in la terra. È bon trovar danari su altre cose, dicendo che da li boschi di Segna, Veia eie., non se poi liaver legni. Et li rispose sier Lunardo Emo savio del Conseio, dicendo el bisogno si ha del danaro, se non si metterà tre lanse, perchè havemo 17 milia fanti se paga, senza quelli vien de Franza, et che non sa il modo di trovar danari, et che questi legnami non è per P Arsenal Et compilo, andò in renga sier Alvise Grado-nigo Cao di X per risponderli, el l’bora era larda, fo licentià el Conseio. Fu posto in questo Conseio, per li Consieri et sier lacomo Boldù vice consier in loco di sier Antonio da Mula è amalato, una taia a Padoa, di cerio homicidio seguilo a Pedremon Sperandio per Bernardin Francesco el Sperandio di Sperandii et uno altro fiol naturai, come appar per lettere del podestà di Padoa di beri. Siano banditi di terre et lochi, con taia, vivi lire 1000, et morii lire 600, ut in parte. Fu presa, 83, 4, 6.