267 11DXXVI1I, LUGLIO, 268 qua! riporla questa notte esser passata di là di Adda per il ponte, et referisse come beri a liore 21 gionse li in campo de spagnoli quelle zente erano parlile per la via de Piasenza con uno Legalo del Papa con doi cavalli eargi di danari quali sono stà mandali per esso Pontefice per pagar quelli lanzi-nech novamente venuti, et più, havendo li inimici fallo sotlo il castello de Lodi una cava per far una mina per andar più solto il castello, dominion pro-sima a liore 20 in zercha quelli di Ludi ussirno fora el ne tagliorno a pezi de essi lanzinech zerca 50, el li tolseno il tamburo et alcuni archibusi el la insegna. Vedendo esser batuti, fuzile cridan lo arme, arme, per modo che tutta quella notte sleleno essi inimici in arme. Et hessendo dicli inimici corsi ad una ehiesia di San Francesco apresso Lodi in ordinanza, quelli di denlro Ireleno una arlellaria, el dice esser tra li altri morlo uno grande homo et da conio, nè scia se ’1 fusse capitanio, et che alhora quelli de Lodi brusorono una gran (quantità di) gabbioni quali non erano impili de terra. El più referisse, che venendo al ponte non ha trovato guardia alcuna da la banda di là di Adda, et che de qua de Ada è una bandiera de fanti laliani et pono esser zerca 60, et tamen fano poca guardia; et che’l ponte è luntan zerca uno miglio di lo alogiamento de lanzinech de qua, et da la banda de là per do miglia et più. Et più dice haver parlalo con doi gentilhomeni de Lodi quali questa notte sono ussiti fora, et dicono che quelli de Lodi hanno victuaria denlro ancora per doi mesi, del vin ne è poco ma del reslo in 207') abondante. El più dice, che beri doe bandiere de fanti italiani de la compagnia del conte Ludovico Belzoioso andeteno a Santo Anzolo per voler entrar dentro con fìnlione de volersi renfrescar et andar ad allro camino; ma quelli de Santo Agnolo se ne acorseno et non volseno intrasse dicendoli l’è andato via el nostro capitanio, comeserà il termine o scremo vostri overo se leniremo; quale bandiere lornorono al campo de Antonio de Leva sotto Lodi. Srivendo questo, è sopravenuto una altra spia partila hozi de campo de lanzinech di qua a hore 14, et referisse come beri el signor Ludovico da Lodron cum alcuni altri capitanei et uno episcopo del duca Pransvich comissario del campo, vedendo che i lanzinech se partivano et già bona parte di loro erano inviali, li andorono drio per veder di far havessero a ritornar ; del relornar de li qual, altra cosa non ho. (1) La carta 207* è bianca. 'A dì 18. La malina. Zonse sora porto do nave, 208 vien una de Alexandria con formenti, zoè per conto de la Signoria di quelli ne ha dona lmbraim bassà, patron Gabriel da Monte, la qual è di sier Francesco Morexini ; l’altra vien dal Zaffo con formenti, la qual è di sier Zuan Dolfin, per le qual se intese come sora Slrovilli trovono 14 fusle de mori, et loro nave se unirono insieme, adeo le fusle non h bastò l’animo de inlrometerle ; et cussi sono venute salve. Vene in Collegio lo episcopo di Orangie oralor del re Christianissimo, solicitando se mandi danari a Lutrech el a monsignor de San Polo. Vene l’oralor del duca de Milan, con avisi auti del suo Duca de le cose de Lodi eie. et de inimici. Da poi disnar, fo Collegio di Savii et il Serenissimo con la Signoria, el ordinalo mandar a chiamar alcuni sì nobeli come populari che non prestorono a l’altro impresledo, per rcehiederli prestaseno al presente. Et veneno alcuni che recu-sono, tra li qual uno per nome di sier Vincenzo Grimani fo del Serenissimo, scusando non haver el modo. ltem..............• Dove, visto questo, el Serenissimo con li Consieri lerminorono levarsi et lassar li Savii a consultar del modo de scuoder li nostri debitori, et maxime de le tanse a li Governadori, che sono per ducali zerca..... I)a Crema, vene lettere, di sier Luca Lore-dan podestà et capitanio, di sier Tomà Moro proveditor generai, di 16, hore 18, tenute fino hore 21, il sumario di le qual scriverò qui avarili. El par inimici marchiavano di là de Adda el già ne è andato bona parte de loro, el camino loro non se intende. Di sier Tomà Moro proveditor zeneral, da 208* Crema, di 16, hore 22. Come beri sera fo spazà a hore una de notte lettere a la Signoria, et perchè io era in castello per far expedir alcune barche per veder de poner soccorso de villuarie in Lodi, però non scrissi. Da novo se ha inteso, come inimici se alrovano in poco numero esser redoli al presente, et olirà molle confirmalion baule circa ciò per uno pregion, etiam si ha qual questa malina è stà fato, che è del numero de lanzinech de nation de .... son certificato che non sono più de 1500 in 2000 ad sutn-mum di qua de Adda. El vesto dice parte esser andati via a poco a poco per avauti, et ultimamente