Id MDXXVIIi, GIUGNO. 162 pagamento. Non pò similmente tardar ad arrivare la banda de Lignac, qual ho nova de esso che a li 10 era a la costa de S. Andrea, et che haveva fatto diligentia. Monsignor di San Polo a li 15 gionse in 121* Lione, et mi scrive che haveva fatto diligenlia, et che li lanzchenechi de monsignor de Ghisa et la banda de Lorges marchiavano, et haveva osso monsignor de San Polo la gente d" arme a l’intorno de Lionese et Rohnna, talché pensava passar con presteza. 11 caso sta che in questo mezo si proveda che non siegua disordine, che sarà se dal canto di là sarò aiutalo con la pronleza necessaria, altramente vedo le cose in mal termine. A Vostra Signoria me ricomando. Date in Casteìleto di Zenoa, a li 21 de Zugno, la matina, 1528. Copia di una ietterà da Lodi, del signor Joan Paulo Sforza al conte de Caia za, a dì 23 de Zugno. Illustre signor come fratello carissimo. Per la de vostra signoria de 21 del presente, ho visto quanto amorevolmente et prontamente la se esibisse per servitio de la coinun impresa, del che non la posso se non sommamente ringratiar, ancora che tal cosa non me sia stata nova, havendola sempre conosciuta desiderosa de bollore. Et per respondergli brevemente gli dico che sarà ben fato, et ne prego voslra signoria secondo la proferta sua, ad attendere ad damnificare li inimici con quella gente che ha, come meglio per sua prudentia et per li andamenti de li inimici la potrà conoscer, et come confido non mancará, per esser così suo solito. Et quanto al venir suo qua entro, ancora che io desiderarci che vostra signoria partecipasse di tulle le actione mie et haverla in compagnia mia come fratello, nondimeno per hora non ardirei di dire che fusse ben fatto venire qua, si per iudicare la cosa non mollo sicura, si per non esser qua il bisogno, che per defendersi assai genti lì sono con le quale a honor de Dio ne spero indubitata vittoria, et anco credo che non manco profitto farà vostra signoria stando di fuori che qua entro, come lei per suo prudente iudilio meglio puole sapere. Che voslra siguoria se congratula meco del mio ritrovarmi qua, sappia certo voslra signoria che ’1 maior desiderio et maior contenteza che io havcsse mai è questa, tenendo per fermo repórtame honor a beneficio non tanto di lo illustrissimo signor Duca mio signor, quanto de tutta la santissima lega, et 1 Diarii di M. Sancto, — Tom. XI Vili. con danno et scorno de li nemici. Però, se voslra signoria se congratula, la se congratuli di se medesimo, essendomi quel vero amico et fratello che la mi è, et non havendo io cosa che sua non sia. Et a vostra signoria di buon cuore mi raccomando. Da Lodi, a li 23 de Zugno 1528. Sottoscritta : El vostro buon fradello Gioan Paulo Sforza. Copia. 122 Die 25 Junii 1528. Memoria de quanto deve referir Roberto da Fermo per parte de me duca de Urbino a lo illustrissimo signor duca de Milano, al magnifico ambasciatore Veniero, al conte di Caiazza, et dove bisognerà. FA prima : Clic ho inteso per bonissima via, il duca de Bra-svich el il signor Antonio da Leva haver deliberato al tulio voler batter Lodi di questo modo : che gli voglion piantar l’artellaria da Ire bande el batterlo con la mngior furia et presleza che polrano, et per via di le batterie con scale al resto dargli gaiardo assalto, el veder quello ne possono far, ancor che a me para mollo difficile che possino far cosa bona per loro, considerando che le batterie vogliono bone quantità di monitione, et considerando quanto siano poco atti todeschi in dar assalto, et quelli che hanno sufficienti a questo non sono a pena bastanti a una de le batterie. Et considerando questo, penso, ogni volta che li nostri vorano far parte del debito loro, del che non dubito, et star ben adver-lili a la robaria el resister gagliardamente al primo assalto; il che per li respetli sopradilli penso che sia per calar assai presto, et che sarà più de rumori che de effdli, le cose di Lodi habbino a restar in bon esser per noi, non gli mancando ancor di fuora via, et per la via de i fianchi, el dove bisognerà dargli quell’ aiuto che si potrà. Ma intanto, perchè si ha aviso che esso Antonio da Leva ha mandalo el conle Filippo Torniello con doi milia lanzichenech et le sue bande vechie de gente d’arme, con quelli fanti che ha di là di Po# a causa che vedano di poter far danno a questa prima testa che arriva del soccorso francese, pensando forsi che la venghi in desordine et male avisata, mi pare necessario che subito Io illustrissimo signor duca de Milan mandi in diligenza ad avisargli del tutto, et che si tengino continuo bone spie al proceder che farà ditto conle 11