447 MDXXVIfl, SETTEMBRE. 448 slavano animosissimi el desiderosissimi di combalere. Scrive poi el reverendissimo Colonna, che sono andate questi di alcune fregale di quele di Gaieta a Napoli a porlare victuarie, come sono polami, frutti et simel cose; et che per Paborrdanza che ve ne hanno (rovaio gli è messo a conto più preslo de ritornarle adietro che di lassarle in Napoli, per es-serVene miglior conditone che in Gaieta ; et che P adito et exilo de dille fregate è talmente libero, che può andare chi volo senza pericolo de impedimento alcuno. Da l’Aquila se ha, che ’i signor Renzo ha molla diffkullà ad mettere insieme el numero di le zente che voria, perochè pare che non se retrovino da fare fanti et manco cavali. Egli ha fallo intendere al signor Gioan Paulo suo figliolo et a l’abale di Farfa che era de qui con ordine di fare zente, che se afre-Iino di andare a la volta sua con quela più diligenza che possono, eondiicendo seco queli che se ritrovano. Dal campo francese non vi sono altre lettere. Da la corte di Pranza si ha, per lettere di IO del presente, che li 60Q0 lanzinech che è slato ragionalo tanto erano zonti in Borgogna, per imbarcarse li et venire a Lione, et dapoi de longo in Italia. Et che madama Margerila, poi la tregua fatta con francesi et inglesi, havea convertilo le forze contra il duca di Gelder al quale il re Christianissimo h„vea mandalo alcune zente in soccorso, non intendendo però Sua Maestà di contravenir alli capitoli de la tregua, perchè erano solo per defensione del dillo Duca el di le cose sue. La prefata Maestà ha havula molestissima la cosa de missier Andrea Doria, et se ne duole sopra modo. Subito ha expedito a la volla di Brolagna perchè con quella rnazor celerità che si può si metta insieme una armala grossa, et che se ne venga alla volta de Italia. Se havea nova li alla corte di Francia che quella infirmilà del sudore de Anglia era cessata assai, et che pur il re de Anglia 337 perseverava, secondo si poteva vedere, nella opinione sua solila di fare il divorlio. Missier Andrea Doria non è ancor parlilo da Civilavechia. Ben si stima che in breve debba Iran-sferirsi a Gaela, pensando che fratanto habbia da venire la risposta di Spagna. Alcuni stimavano Iran-sferirsi sin qui a basare il piede a Nostro Signore ; ma per quel che se intende non verrà altramente. Del ditto di 24. Questa sera se ha hauto nova di la morte di monsignor di Lolrech, portala per uno del signor Oratio Ursino, quale al reverendissimo Cardinale suo patre spazò in posta alli 20 dal campo in quel dì. Reperisse esser stalo il caso di la morte. Vederò de intender quanto si potrà et ne darò aviso. Fra-tanto non ho voluto mancare. Pur in lettere di 24 ditto. Da l’Aquila, per lettere de 19 che acusano lettere dal campo francese de 16, se intende che la massa che fece monsignor di Lolrech verso la collina, secondo scrissi a quella, non fu per relirarse ma per restringere et unire insieme P exercilo quale era molto sparlo, considerala la diminuitone di esso. Sua Excellentia per ditte letlere se sentiva alquanto indisposta, ma questi signori francesi qui non ne hanno altro, nè anche vi sono lettere di Gioanni dalla Stufa né d’altri dal campo. Missier Andrea Doria se imbarcò a Civitavecchia Venerdì sera eh» fu alli 21 alle due hore di nolte per Ga-iela, havendo prima lascialo in bona concordia la terra con la rocha. Ha menato seco don Alonso, in luogo del quale ha messo il fratello. Non obstante che a questi dì li oratori romani concludessero la cosa di sali secondo eh’ io scrissi a Vostra Excellentia, nondimeno pare bora che vi trovino certe difficoltà, per il che non vien ben concluso lo accordo che fecero con Nostro Signore. Ma Sua Santità non vole restare per questo di andare a Roma, nè aspetta altro se non che piova un aqua gaiarda et che gionga certa quantità de grani che debbono venire da missier Andrea Doria qui a Corneto fra 10, o 12 zorni, quali ascendeno, secondo la mi ha ditto a la summa de 3000 ruggì, el dice che quando la sarà là, che metterà ben lei bon assetto a questi sali. Del ditto, di 26. Questi oratori francesi qui heri hebbero lettere dal signor marchese di Saluzzo, qual scrivea come, doppo la morie di monsignor di Lotrech che fu alli 17 del presente, ancor che fusse ditto a 20 come scrissi, era piaciuto universalmenle a tulli quelli signori capitani di elleggere Sua Excellentia per superiore a tutto lo exercito, el che visto la bona disposinone et concordia loro in fare tal el-leclione lo haveva accettato, et mandato subilo un suo in Napoli per faro intendere al principe di Orange come ella è stato deputata alla cura et governo di quella impresa in luogo de monsigtor de