223 mdxxviii, luglio. 224 172 Lettera del campo sotto Napoli, de l’ orator fiorentin data adì 5 Litio 1528. Io posso ben per la presente far nolo a vostra signoria clic quei di Napoli sono ridotli in estrema necessità, et che quei lanzi dentro hanno fatto più cenni di amutinamenti, con qualche occisione d’huo-mint intra loro, et li spagnuoli. Et per ultimo, per quello si può ritrarre, hanno dello di aspettar fino alli 8 o 10 del presente, nel qual termine non venendo soccorso (il che voi sapete quanto el sia impossibile perchè non hanno danari ; che questo sappiamo noi che non ne ponno loro dare) overo provisione di viveri,della quale cosa sono tanto più privi d’ogni speranza, quanto la partita delle galere del conte Pbilippino Doria chiamato da messier Andrea "Doria per le differentie che li ha con il Re, si levò hieri, li causerà che questa armata de signori v'eneliani farà la guardia per mare stretta et fidele, I’ opposito di quello che si diceva del conte Pbilippino, che in cambio di guardar il porlo vi mandava ogni zorno qualche barca di provisione. Inoltre ci potrebbe arrivar ogni zorno P armata di Francia che a Livorno comparse alli 26 del passato,che sono 19 galere, 2 fusteet 4 brigantini, che ne è admiraglio monsignor di Borghisios et bevvi su il principe di Navar.i con assai zenli-Ihuomini, con fantarie et buona provisione di danari. In effetto, le cose di qua vanno prospere, et se Dio ci scampa da molle malattie che ci sono, che per una si mori il proveditor Pixani, speriamo poter presto con vittoria tornar a Firenze. Ringrazio la signoria vostra di tutte le nuove che la mi dà da più bande, et la prego ete. . In questo zorno, cussi come beri non fo alcun da peste in la terra, cussi hozi fono 6, el parte in lochi novi, et di altro mal in la terra numero . . 173') A dì 8. La matina. Veneno in Collegio li do oratori di Franza, videlicet il visconte di Toreua et lo episcopo di llorangie, et mostrò lettere d.i campo sotto Napoli di monsignor di Lutrech, di 29, qual scrive la vittoria hauta fo mollo più grossa di quello si ave per le nostre lettere ili 26, et ne fo presi el morii et feriti assà nemici. Di sier Francesco Contarmi va orator a monsignor di San Polo, date a Grigliati a (1) La carta i'V i fianca. dì 5, Jiore 2 di note. Come heri se parti da Cremona come scrisse volea far, et passò Po con bur-chiele perchè il ponte ndh era fallo, et il conte di Caiazo non potè passar dove era I’ ordine, el vene etiam lui con la sua compagnia di cavalli et li 2000 fanli a passar li a Cremona, et comenzono a passar a bore 22, et durò tutta la notte a compir di passar, adeo convene dormir su la terra col bastiti di danari indosso lui. Dapoi questa matina insieme col Conte predillo cavalchono a Corlemazor dove feno una soppa presto, et poi veneno di longo qui al Grugnan mia 24 di Cremona, et qui non Iro-vono alcun de inimici come fo ditto erano, et il signor Conte ave alcuni avisi qual sarano qui sotto. Il che inleso, sua signoria ha terminalo mutar pensici' del viazo terminalo di far, et non si andari più per molili ma per il piano, cheseurlerà zornate 4 di camino. Scrive, nel passar Po ; il fradello del conte di Caiazo non potè far passar li soi fanti, perchè tutti non volseno passar per hesser passà 40 zorni non haveano hauto danari. Questo loco de Larugnah è sotto la Badia di Rossi eie. Avisi hauti questa sera il signor conte di Caiazo. Se intende, che imperiali hanno fallo venir da Milano canoni dopii, el pensano voler hoggi o dimane battere et spianare tutto il castello de Lodi, el voltar tutta Parlellaria lì et far uno ca-valier a una chiesia lì vicina, per battere la porla di la terra che viene al castello. Ditti imperiali, per quanto se intende, hanno mandalo a Piasenza per trattare si fazi uno ponte sopra el Po, et se dice che’l comissario del Papa li ha risposto non haver modo de fare ponte al- jyg* euno, et che quando ben Pbavesse, non li par ho-neslo hessendo il Papa neutrale di dare fomento ed aiuto più ad uno che ad uno altro. Li capitami che sono passati di qua di Po,zioè il signor Alvise Gonzaga et li compagni, dovevano alogiare heri sera a Salse, et credese debbiano andare a fermarsi a Guastaldello, Coregio et in quello di Regio per far fanli et andar in compagnia de li lanzinech alla volla del regno. Se dice variamente da molli, che li imperiali aspeclano 6000 lanzinech quali debbano restare qua nel Stalo di Milano. Da Crema, di sier Luca Loredan podestà et capifanio, di 6, hore 13. Beri ad bore 18 scrissi a bora per uno mio cavallaro mandalo a posta, per andar in Alexandria a intender di novo di la venuta di francesi. Mi è slà referto, come lui, atrovandose in Piasenza dal signor conte Paris Scolto et andato a Zavatarello castello di Verme-