147 UDXXVIII, GIUGNO. 148 conserva con la nave sier Zuan Contarmi Cazadia-voli, quella poi prese et l’ha concilila de qui et venduto li tormenti. La qual cosa fu comessa per la Signoria a loro Savii di terra ferma, et ordeni, et hes-sendo per p;irlirse dito sier Zuan Contarmi et andar Provedilor in armada et haulo li danari, sia preso che’! ditto in termine di zorni 4 habbi dato una fideiussion di star a raxon a li Proveditori sora l’armar, overo asegurarli di tanti beni mobeli da hcsser conossuta per li do terzi del Collegio nostro, nò si parli senza deliberalion di questo Conseio. Et sier riero Maria Michiel savio ai ordeni voi la parte, con questo dagi fideiussion solamente di star a raxon a li diti Provedilori sora l’armar. Et fo gran parole usale per sier Marco Antonio Coniarmi da la pallà, avogador, qual non voleva si mettesse questa parte,' dicendo fo comesso per la Signoria a li Savii ad referendum et non far le exocution avanti la sententia ; et sier Filippo Capello savio a terraferma a l’incontro ohc’l voi mel-ter, et fo usa tra loro gran parole et di mala natura, vergognose da un Senato. 11 Serenissimo le-zcva lettere el nulla diceva ; a la fin sier Michiel 11* Trivixan avogador, suo collega, disse: « Vi ho per intromesso; non podè impazar in favorir uno da cà Contarmi, et disse al secretano lezese la parte, la qual leda. El dillo sier Filippo Capello andò in renga et parlò, et poi li rispose con gran collera ditto sier Marco Antonio Coniarmi, iadaudosi molto di quello havia facto in PA vogaria, et li XL Criminali, che erano lì, sa come el so porta ; nè havia suspeso cosa ai tre Savii, dicendo non dise il vero; tamer, suspese sora i dacii, et altre parole mordente conira i Savii di terraferma, dicendo : « è zoveni a metter queste parla » de. Et sier Lunardo Emo savio del Conseio andò in renga, et disse che’l Provedilor di l’armada è expe-dito, bisogna el vada via. Et nota. In la parte di Savii di terra ferma è Questa clausula, che’l non se parla senza deliberazion del Conseio di Pregadi, però è mal è sta paga le zurme, otieiali, et lui Provedilor el perder i danari ; questo di chi è la nave è un corsaro eie., però meteria indusiar a do-man, eie. Et cussi messe. Andò le parie, una di non sincere, una di no, 6 del Michiel savio ai ordeni, 72 di P Emo di l’indusia, 87 di Savii a lerra ferma, et questa fu presa. Volse parlar sier Francesco Morexini provedilor sora i datii, et non fu lassato. Et nota. Il dillo sier Zuan Contarmi cxpedilo è di l’armamento; la sua galla è ai Forni; li danari da darli da portar è in ordine, ma lui sta in caxa per debili particulari, maxime di Dolfìni da Santa Marina per la represagia hanno. In quesla sera parti sier Francesco Contarmi, va a Brexa per andar da monsignor di San Polo. La terra di peste sta mal ; 4 in lochi novi. Fu posto, in questo Pregadi, per li Savii ai ordeni, che la nave Tiepola è a squero voi esser comoda di alcune cose, però la sia di I’ Arsenal nostro, dando pegno di pagar il mendo, ut in parte. Ave 123,2, 8. A dì 23 Zugno. Vene in Collegio sier Veltor 112 Barbarigo venuto capitanio di Zara, vestito di voluto cremexin, in loco del qual andoe sier Marco Antonio Contarmi qu. sier Gasparo per danari : et volendo referir, l’ora era tarda et dovea venir questi oratori di Pranza, et però fo rimesso aldirlo damalina. Veneno in Collegio li do oratori di Franza, ai qual per il Serenissimo, poi diloli alcune parole, li fo falla lezer a Zuan Jacomo Carolilo secrelario la risposta del Senato ; la qual leda .... Vene il signor Cesaro Fregoso, qual è ancora qui, dicendo volersi partir, et....... Di Franza vene lettere del Justinian ora-tor, di 12 Zugno, da Paris, et di sier Andrea Navaier orator, di primo, da Baiona, et di Andrea Bosso secretario. Da Brexa, di sier Zuan Ferro capitanio, 11-2* di 21, hore 24. Come il suo collega Podestà hera miorato assai. De inimici, li lanzinech per li avisi se hanno da molle bande non sono ancora tulli passadi Adda, et questo se dice esser per non esserli dato danari. Si ha etiam del zonzer di 500 francesi verso Tortona, et per uno venuto di Pia-senza, mandato dal provedilor Moro di Orzi di qui al signor Capitanio Zeneral si ha, inimici che erano a la bande di là di Tortona el quelli loci, si sono retirali a Pavia et a uno altro loco, et hanno sa-chizato quelli loci i quali hanno abbandonali, per il che si pò lenir per cerio che questi alemani venuti non siano per far cosa che sia di alcuna importan-tia, lanlo più quando non se intendono bene con Anto io da Leva. Di sier Tomà Moro proveditor zeneral, di Orzinovi, di 21, hore 16. Da uno exploralor si ba, inimici bateano Lodi, zoè spagnoli, et alemani sono tutti di qua dal ponte, né veleno passar se non hanno danari.