35 MDXXVlII, GIUGNO. 36 caso de mancamento de victuarie. Nel qual caso, se sarà necessità, mandate, come ho scripto, fuora di la terra non sohmenlela poveraglia et zente inutile, ma anco ogni altro, da soldati in fuora, aziò che per tal conto non seguisse perdita di quella città ; in la qual sarà molto comodo far redutto di bestiami, secondo ho dillo. Quando ho ricordalo questi ordeni, ho presuposlo che ci sia anche la pro-vision di la artellaria, però non ne ho altramente parlato, pur per non tacerli espressamente ancora questa, dico che zerca ciò el cussi di l'adminislra-lione vostra signoria li fazi quella provision che li parerà necessaria. Altro non mi occorre dire io che tuttavia spingo zente a quella volta di Bergamo, secondo li scrissi quesla notte de Peschiera. Di Brexa a li 2 di Zugno 1528. Sottoscritta : A piacer di vostra signoria sempre Il duca di Ukbino. Del dillo sier Tomà Moro provedi tor generai, di 3. Come è slà deliberalo et cussi quesla notte si levaremo con la cavallaria el ambiremo verso Val Calepio, siccome lo illustrissimo signor duca di Urbino ne ha commesso si fazi per salvarsi. Et manda copia di lettere baule dal Grangis. Mollo magnifico signor Proveditore mio ho-norando. In questa bora ho ricevute lettere di monsignor el zeneral Moreleto con una direcliva al gu-bernalor di Brexa, et me scrive dillo monsignor Zeneral, che subito el per messo a posta la voglia mandar, perchè per esse lettere significa come lanzinech sono inviali a la volta de Ivrea, et che vostra signoria voglia mandar uno commissario là per levarli et condurli dove sarà il bisogno. Per questo mando il presente messo aposta a cavallo el in diligenti;!, et benché le lettere siano di-rective al gubernalor di Brexa, m’è parso drizarle a vostra signoria, qual ha auctorità zerca le cose del campo. Li ho però commesso che, non trovando quella, la porti a Brexa a li signori reclori. La laveria mandata per le poste, ma ditto monsignor el Zeneral me ha scrillo che io la mandi, però espello che riporla la risposta. Però quella si degnerà avi-sarme del receplo et rispondere a dille lettere, piacendoli. Qua non ho cosa alcuna degna de aviso, et da poi che pur lanzinech sono passati, il lutto depende dal successo de le cose del reame, el come se deporta il Papa con la liga, et s’el Datario vescovo di Verona è ritornalo col Papa o non, cou tulle altre particularilade de le cose di quelle bande, che ne farà singular piacere ; cussi non mancherò di far il simile de quello accaderà de qua. Et in bona gralia de vostra signoria quanto più posso mi ricomando. De Coyra die primo Junii 1528. Vostra signoria se degnerà far dar al presente lator 8 scudi d’oro, cussi li ho promesso. Sottoscritta : AI piacer el servilio de vostra signoria De Grangis. Di Bergamo, di sier Justo Guoro capita-nio, di 3, vidi lettere. Come beri vi scrissi nel pericolo si trovava questa ciltà, de modo che in consulto a ore '20 mi fece intender gittando il tulio adosso il signor Governador. Poi parlò li altri, i quali lirorno quasi a questo effetto. Io dissi questa ciltà hesser carissima a la Illustrissima Signoria, et perdendo quesla sarà di danno un pozo d’oro et meneria gran coda, perchè nemici voria de qui un tesoro. Il Podestà è amalato et non vi era, et perchè il Governador è stato con mi in galia et è mio compare el mi batizò do puli, si scusò non poter intrar con la persona per convenir obedir a quanto ha ordinalo il signor duca di Urbino. Abbiamo lettere di Brexa, che si manda qui presidio di fantnrie, et bora per bora ne zonzeno. Et il signor Capilanio Zeneral è caldissimo a la conservation di quesla ciltà, però si stagi di bon animo el si provedi a victuarie, al che questo magnifico Podestà non mancherà. Sichè è stà concluso di difender li repari al basso, et el cargo è del signor Mercurio con le fantarie, et a mi è imposto la guarda di repari tulli intorno la cittadella, dove è il mio alozamento, con fanti I500 d accadendo più, con li soi capelanei, etiam far li squaMguaili, et altre provision. Et licentialo Pregadi, restò Conseio di X con la Zonta ; ma nulla fu fallo, perchè non era il numero di la Zonla. Di Bavena vene lettere di sier Alvise Fo-scari proveditor, di 4, horc 3 di notte. Come si ha, le zente del Papa sono alogiate apiesso la città di Rimano do mia. Hanno scorso hozi tulio quel territorio facendo pregioni et lolendo animali, et se non erano tal depredazion, dicono alcuni che pigliavano quella terra, perchè ancora el signor Sigismondo Malalesla non si era aveduto del venir di