153 MDXXVIII, GIUGNO. 160 sguizari, compiili quelli iritrarano diman, dn numero 1000, el dicono, volendo la Signoria haverne di altri, ne potrà haver. Da li Orzinuovi, di sier Toma Moro prò-veditor generai, di 23, hore .... Cnme si ha aviso, Antonio da Leva, per dubito di francesi haver mandalo in Pavia da fanli 2000, et che sono con li lanzinech a campo a Lodi, et haver mandalo a Mi-lan a tuor certi pezi de artellaria. Da Brcxa, di rectori et sier Marco loscari proveditor generai, di 24. Con avisi, et il Capi-lanio zeneral ha mandato per saper se a Castelnovo sopra . . . . el quelle zente de inimici che se dice sono, perchè essendo, voi andar a svalisarle. Ha dato P ordine col conte de Soiano a Bergamo el col pro-vcdilor Moro zerca andar in le vallade, come scris-seno. Di l’exito avisari. Da sier Zuan Ferro capitanio, di 24, vidi lettere. Come il suo collega Podesli stava meglio. Et per lettere di Lodi, di 22, drizate a Cremona a lo illustrissimo duca de Milano, le qual è sti mandate da Soa Excellentia al signor duca de Urbino, indrizate al suo orator è qui, avisa come el signor Antonio da Leva havea messo le artellarie ad uno loco dito el Ponte del Borgo con li soi lanzinech, et poi lui se havea reirato a uno altro loco mezo mio et più lontan del ponte verso la porla de San Zuane, et haveano Irato da 100 canonalc, dove haveano ruinato tre molini li, ma erano restati ancora 5. Et che quelli de dentro Lodi non li slimano, et per li bisogni soi hanno richiesto alcune cose, di le qual esso duca de Milano et per nui de qui saran serviti; sicliò non è da dubitar de quella terra, vedendo maxime zonzer le zente francese : manco è da dubitar di le altre. El duca de Brenxvich era 120* parlilo dal campo et andava,a Milano, se dice fin do zorni tornerà, et se dice esser andato per veder de haver danari, et se stima sia aslulia del Leva per li sacramenti falli a quelli de Milan de non li dimandar più danari de quelli ha bauli, et però babbi fatto questo tratto in mandarci ditto Duca lì. Li lanzinech non haveano ancora passato Adda, salvo alcuni pochi. Et per lettere de hore 21 se ha, come el Leva havia levalo le artellarie ; non si sa quello siano per fare. Vene in Collegio sier Santo Conlarini venuto Capitanio di Padoa per danari, in loco del quale andoe Domenega, licet Padoa sia bandita per la peste, sier Chrislofal da Canal, electo etiam lui per danari. Questo sier Santo era vestito damaschin negro per la morte do suo fratello, et calze di scar* I lato. Referite iusta el solilo, et laudalo de more dal Serenissimo. Vene il signor Galeazo Visconte orator del re Christianissimo, venuto beri et alozato a San Zorzi Mazor, nè vene con l’altro orator del Re, come è consueto, acompagnalo da sier Gabriel Moro el cavalier, sier Sebaslian Foscarini dotlor, in tulio 15 di Pregadi. El qual referile con el Collegio. Da Brexa, del duca de Urbino capitanio 121 generai nostro, di 24 Zugno 1528, a domino Baldo Antonio suo orator. Manda ledere baule dal signor Teodoro Triulzio, e una del signor Gioan Paulo Sforza è in Lodi, la quale gli è piaciuta mol- lo, et la memoria fatta a Ruberto da Fermo mandato al signor duca de Milano et oralor Venier, el al conle di Caiazo, aziò babbi notilia de quanto occore. Copia di lettere di lo illustre signor Teodoro al signor duca de Urbino. Illustre signor honorando. Ho haulo la lettera di Vostra Illustrissima Signoria de 17, da Brexa, et ho visto le bone opre che de continuo fa per servitio di la Maestà del Re, et il pacheto con la lettera scrive al Re, quale sono mollo al proposito de Sua Maestà, maximamente se le gente deliberate mandar venirano con diligenlia et presteza che ’I bisogno ricerca, et tanto più hes-scndo la deliberatone de inimici di voler venir con quanta diligenlia potrano, pensando de trovarmi come feceno quelli de Pavia ; il che mi rendo certo ohe non gli succederà, ancorché missier Andrea Doria, come per altre mie scritte a Vostra Signoria in risposta di soe se sia parlilo da questa città. Ma quòlla cosa che più mi agrava et più me travaglia è questa peste tanlo crudele et contagiosa, da la quale se pò expectare se non disordine, benché, quando me vengono le gente che sono stale promesse da Vostra Signoria dal canto di li, spero che haveró poco da stimare li inimici. Il caso sari che vengino in tempo et con presteza, però che non so qual fondamento possi far sopra le gente di Franza. Vero è che qua vicino haverò la banda de Janus di 500 boni fanti francesi, et in Asie sono gionti li lanzinech che conduce Montegian ; ma perchè la lor prima paga è finita fino a li 10 di questo et a la Serenissima Signoria de Venetia tocca pagar la seconda el non se gli è fatta provisione alcuna, non so se me ne potrò servire, perchè, come sa Vostra Signoria, questi alamani mal se pono condurc senza