309 UDXXVIIf, LUGLIO. 310 L’anderà parte, che per scrutinio del Consiglio nostro de Pregadi et per quatro man de etelion del nostro Mazor Conseglio elezer se debbino tre ho-norevoli nostri Proveditori sopra le vitualie di questa città, quali star debbino mesi 16 nel officio senza alcun salario, mettendo ballota tutto il dillo tempo el per tino alla Zonta ordinaria poi subse-qtienle nel predillo Consiglio de Pregadi, cum facilità etiam di poter hesser eletti in qualunque officio, rezimenlo et Consegli. Alti qual Proveditori non solum li sia concessa autorità di far osservar le leze sopraciò disponente, ma cum novi ordeni proveder a tutto quello li parerà expediente zerca le vitualie per tegnir ubertosa questa città, et cum ampia libertà di poter comandar a tutti capitanei et officiali, far far proda me, metter pene et caslignr li contrafatlori, non derogando però alla l'acuità de alcun altro nostro magistrato che zerca ciò ha-vesse. Ma ben dilli i nostri Proveditori habbino etiam libertà di punir tulli quelli scrivani, masscri et altri simili ministri publici che postposte le leze, lollendo qualche manzaria permettesseno tal con-Irafaclione, dove che dilli Provedilori in questo et in ogni altro caso sì in proveder quanto in far che le provisione siano exeguile, habbino quella medesima auclorità che hanno li Provedilori nostri sopra la Sanità. Delle condannatimi veramente che i farano debbino haver la utilità che per le dille leze è statuita. Et acciochè dilli Provedilori exercilino l’officio suo come si ricercha, possine luor uno nodaro della Cancellarla nostra et tulli quelli ministri li pareranno necessari, prohibendoal tulio che alcun sia chi esser si voglia non ardisca pregar o far pregar alcun de loro Provedilori si al officio come fuori, sotto tulle quelle più strette pene che zerca le preghiere per le leze nostre è statuito. Nò pos- * sino li predetti Proveditori refudar sotto pena de ducali 500, et la presente parie non se intenda prexa se la non serà etiam posta et presa nel noslro Mazor Conseio. de parte 127 de non 1 ’2 non sinceri 0 %Die 2 Augusti in Maiori Consilio. Ser Nicolaus Trivisanus, Scr Dominicus Contarenus, Ser Franciscus Donaius eques, Ser Hironimus Barbadicus, Consiliarii. Ser Antonius Superantius, Ser Hironimus Teupulus, Capita de Quadraginta. Posuerunt ultrascriptam parlem et fuere. de parie 1034 de non 62 non sinceri 19 Fu posto, per li Consieri, Cai di XL, et Savii la expedilion di sier Uironimo da Canal è andato Pro-veditor di cavali lizieri con li corvati, zoo a lui per sovenzion di do mexì ducali 200, per 6 cavalli ducali 100, al suo secretario ducali 25, el clie’l dillo possi portar con se arzenti per ducati 250 a risego di la Signoria nostra. Ave 129, 4. 0. Fu posto, per li dilli, la expedilion di sier Ludovico Falier va oralor in Anglia per sovenzion di 4 mexi ducati 560, per cavali ducali 130, per coperte el forzieri ducali 30, per corieri ducali 30. Itcm, porti arzenti a risego di la Signoria nostra per ducati 400. 141, 15, 10. Fu posto, per sier Bernardin Juslinian, sier Piero di Prioli, et sier Jacomo Boldu Cai di XL far tre sopra le vituarie, la parie notada per mi, la qual si ha a meler a Gran Conseio. Fu presa. Ave . . . Fu fato scurlinio di do Provedilori execulori in campo iusta la parte, la qual sarà notada qui di solo. • Dapoi fu posto per i Savii una lettera a sier Francesco Coniarmi oralor a monsignor di San Polo, come non ne par di pagar sguizari in locho di lanzineeh eie. ut in litteris. El Serenissimo si levò e disse quello liavia dillo li oratori francesi in Collegio ; et clic dovemo pagarli, tanto vai sguizari come lanzineeh ; poi disse non è da risponder cussi questa negativa, ma indu-siar a doman eie. Et sier Alvise Gradenigo Savio del Conseio era in selimana, parloe dicendo : « L’è \ero, è cosa de importanza, ma bisogna dir le nostre raxon, non fa per nui Svizari » pur d’acordo fo deliberà a in-dusiar a doman. Fu posto, per li Savii, certa parte zerca il pagar la tansa ultima, et sier Lunardo Emo Savio del