67 MDXXVIII, GIUGNO. 08 non causasseno la lor levala, zoè che remanendo reslasseno in pericolo. El perchè io desidero parlar con vostre signorie quanto più presto meglio, le saranno contente post dimane da malina a bon hora, che sarà Mercore, ritrovarsi a la villa de Pompeiano quattro mia de qua da li Orzinovi, dove ci rilrovaremo ancor nui, el sforzino le signorie vostre menar seco più capi che possono che inlervengino al Conscio. Ditto loco de Pompeiano lo havemo eleclo perchè torni a comodo de poter tornare e! medesimo giorno ciascun a li soi allogamenti, zoè vostre signorie dove le sono, et io a Brexa. Nè altro per hora, se non che a quelle de continuo me offero el me ricomando. Da Brexa, a li 8 Zngno. Avisamo anco vostre signorie che de li a visi che ne danno de inimici, havemo in parte el contrario. Et noia. Dillo cavallaro parti da Brexa a dì 9, hore 4. 4G Da Viterbo, rii sier Gasparo Contarmi orator, di 6 et 7........ 47') A dì 12. La matina, fo lettere da Ravenna, di sier Alvixe Foscari proveditor, di IO, hore 20. Habbiamo nova per fidali nunlii, venir 1000 fanti solto Rimano, falli a Imola, capitanio Pom-peio fiol de Ramazoto, quali se dieno unir con il altri del Papa quali sono solto Rimano a dua miglia, et el signor Sigismondo Malalesta ogni zorno salta fu ora da Rimano el scaramuza con li inimici, et conduce dentro quella mai or quantità de tormenti gli sia possibile. Et sperasi, che ha-vendo da vivere el se babbi da defender valorosamente da questo campo del Papa. Da Brexa, di sier Zuan Ferro capita-nio, di 20. Si ha, inimici esser dove erano sul bergamasco, et per quanto se poi intender, se tiene che habbino a far la impresa di Bergamo o do Lodi. Se trovano a Chiari zerca 300 in 40lf fanti de inimici a la guardia di le victuarie. El signor Capilanio Zeneral è partito de qui con 4 cannoni, scale, fanti et altri, per haverli, se polrà. De sier Domcnrgo Pizamano podestà, di 10, hore 24. El signor duca de Urbino bozi a hore ‘2*2 è parlilo di questa città per andar a far la impresa che beri sera scrissi per le mie, et ha aviato inanzi fatili, cavalli, artellarie- grosse, scale et guasladori et momlione et allre cose oporlune (i) La carta 40 * è bianca. a tal eiTello. El qual va a Palazuol, dove el campo inimico ha lassato de li zerca fanti 500 et alcuni cavalli, per espugnarli. Et Sua Excellentia ha ordinà che questa notte siano tagliali tulli li ponti sono sopra Oio, qual fiume è grosso al presente et non se puoi guazar, aziò non possi esser soccorso questi da li inimici, et quelli non possiuo fuzer di li. Item, habbiamo, el signor Antonio da Leva, qual era stato a parlamento con li capitani de questo exercito de lanzinech, non haveano fallo alcuna conclusione, et bozi iterum doveàno esser insieme et concluder quello havesseno a far, Da Bergamo, di sier Nicolò Salamon podestà, sier Zusto Guoro capitanio, di 9, et sier Carlo Contarmi proveditor zeneral. Come in quella nolte esso sier Carlo era zonlo de li, et havia con lui portato ducati 3500 per pagar li fanti, i quali erano mulinali el in disordine el fevano molli inconvenienti, el con parole et mi- 47* naze ad alcuni li aquetoe, adeo quelli di la terra rimasene) mollo satisfatti, et le bollege se aper-seno che se tenevano serale, né più si sachiza come se feva eie. ut in litteris. Inimici sono a Boltier, mia .... de la città lontano alozati, et spagnoli con el Leva miglia......de loro, i quali non hanno conduto ancora le artellarie de qua de Adda, perchè el ponte non era sufficiente; ma le conducano. El per avisi hanno, dieno venir a campo a quella città el da do bande. El mandano certo reporlo ut in litteris, el la copia sarà qui avanti, et una crida che zonto esso Proveditor fece far, che sotto pena de la forca, tulli li soldati andasseno a li soi lochi ordinati; et cussi obed;leno. Scrivono, voleva far un consulto in palazo del Capitanio; ma el conte Mercurio è in caxa arsiralo da gote, et Antonio da Castello colonello non sta bene; che è homo mollo valoroso. Scriveno altre parlicularilà, ut in litteris. Illustri signori. 48 Noi non siamo senza qualche suspelto che gli inimici non disegnino de voler pur tentar queste cose de Bergamo ; et perchè ci persuademo che’l conservar questa vicluaria che è lì quanto più se pò sia sempre bene, ne par che, subito a l’hauta de questa, de tulle le compagnie che sono lì dentro se debba mandar via et ragazzi el famegli el altre bocche che in simii caso fossero disutile, reservando però solamente le bocche necessarie per el loro servitio ; et in questo sarete contente, uog c’ è da perder tempo,