389 MDXXVII1, ACOSTO. 390 ve lire 20, tanse lire 32, Sopra le camere lire 3, piezo lire 60. Sier Andrea Diedo qu. sier Antonio, Raxon nove lire 360, lanse lire 55. Sier Marco Justinian qu. sier Lorenzo, Raxon nomero lire 80, X oficii lire 1 soldi 10, messelaria lire 10. Sier Piero Biffo qu. sier Antonio, fo camerlengo a Vizenza, lire 28. Sier Marco Antonio Querini qtt. sier Marco, lire 10. Sier Lorenzo Loredan qu. sier Polo, qu. sier Piero, Raxon nove lire 31. Heriedi sier Piero Maria Contarmi qu. sier Zuan Velor, per l’liospedal lire 23. Sier Hironimo......qu. sier Nicolò limitation lire 11, soldi 4. Dnpoi disnar fo Conscio di X con la Zonta, et presono uno partido offerto per missier F.vanzelisla nrmtio del signor Teodoro Triulzi olim governador nostro, qual è in Zenoa ma la moglie sta a Verona, et dia haver ducali 10 milia, benché lui dica più, et impresta ducali 15 milia al presente, et sia fato creditor di tutti 25 milia ; di quali ducati. .. milia si pagi di l’una et meza per 100 di ducati 50 milia primi, et di ducati .. . milia li sia dati ducati 250 al mexe di danari del dazio del sai di Verona. Et fo balotalo alcuni doni di fermenti, nulla da conto. Et licentiata la Zonta, restò Conseio di X semplice. Item, preseno con la Zonta dar la trata per il veronese a formenli del marchese di Mantoa in bote numero . . . che’l fa venir di Trento a Mantoa. Item, atento li rectori non ubedisse lettere di Proveditori a le biave in lassar venir formenli in questa terra ; et però sia preso che debbano ube-dir lettere di Sora proveditori a le biave in questa materia scritte, come si fosse fatte per il Conseio di X Item, che alcun redor da mar non fazi discar-gar formenli vien in questa terra, sotto pena di ducati 100. La terra di peste 10, et di altro mal...... A dì 20. Se intese in questa notte esser morto qui a S. Anzolo in clià di sier Agustín Moro domino Baldo Antonio Falcutio dotor et cavalier, oralor del duca di Urbin, persona mollo destra, stalo alcuni zorni amalalo di febre. Et inleso questo, la Si- gnoria deliberò farli exequie al corpo ; il qual si farà in S. Stefano a spexe di la Signoria. Di Franza, fo lettere di sier Scbastian Ju-stinian el cavalier orator, date a Melun a dì 5, 7 et 9 di l’instante. Di coloquii bauli col Re, dove erano li oratori di la liga. Soa Maestà disse leniva l’impresa de Italia expedila ; però voleva romper di qua a l’Imperador, et se li soi Signori voriano contribuir a la spexa come sono obligali. El Sfondrà oralor del duca di Milan disse el suo signor era contento, et etiam impegnar il suo Stado per aiutarlo. L’Orator nostro disse credeva la Signoria saria di un ¡stesso voler con Sua Maestà, el scriverla etc. ltem, Soa Maestà disse zerca li Ianzinech, non liavendoli monsignor di S. Polo, è bon tuor tanti sguizari in loco loro, con altre par-ticulafilà. ltem, madama Reniera cugnata del Re, sposa del fìol del duca di Ferrara era graveda. Vene 1* orator di Pranza, episcopo di Ilorangie, 295 per............... Vene l’orator di Anglia. Di sicr Thomà Moro proveditor generai, da li Orzi, a dì 18, hore . . . Come beri monsignor di San Polo passoe Oio a Villachiara ; et volendo alozar, quelli villani feno certo rumor, adeo da le zenle francese fo sachizato il loco et fato presoni li homini etc. 11 che inteso, il Proveditor mandò il suo secrelario a dolersi di questo. Dapoi disnar io Collegio di Savii ad consulen-dum, per scriver doman in Franza in risposta di le lettere haute. Di sier Thomà Moro proveditor generai, da li Orzi, di 19, horc 12. Come in quella bora montavano a cavallo per passar Oio con le zente et andarsi a conzonzer con monsignor di San Polo verso Sonzino eie. El si mandi danari per compir di pagar le fantarie clic manca a pagar. Ha scritto a Brexa et Bergamo per haver li danari de l’impre-stedo. Nolo. Beri sera li fo mandalo ducali 3000. La terra di peste beri numero li, et di altro mal numero 19. È da saper. Beri matina in le do Quaranlie fo seguilo il caso di sier Francesco di Garzoni, et parlò sier Zuan Dolfìn avogador extraordinario, et cussi questa malina; el hozi poi disnar, che fo ba-lotà dar i% post prandii a le do Quaranlie per questo caxo clic si traila a beneficio di la Signoria nostra. Da Brexa, del Capitano et vice podestà, 295*