485 MDXXmr, SETTEMBRE. 480 365 A di 16. La malina. La lerra bori di pesle 18, et di nllro ma! 11. Vene l’oralor di Franza in Collegio, al qual li fo dillo la deliberalion falla beri in Pregadi et la lettera si scrive in Franza. Di campo sotto Pavia fo lettere del provedi tor Moro et orator Contarini, di 14, hore 2. Come baievano tuttavia la lerra da 3 bande in di-, ligentia, et se principiorono beri sera verso Tesino. Di qua domino Antonio da Castello; apresso el ca-stelan di Cremona, el da l’altra parte del castello li francesi. Et si ha comenzà a tuor le difese. Quelli dentro tirano chiare volto et solum archibusale. Fu concluso tirar olirà Tesin 7 pezi di artellaria per bater in croce la baieria di domino Antonio da Castello, et tutta notte esso Proveditor è stato in piedi et tulli bagnali, ma poco si ha operato perchè Tesino è largo et veloze ; poi non li è ponte, solum alcune barche, et passalo Tesino li è uno altro ramo grosso di Tesino da passar che va in Po, et un’ altra acqua dilla Gravalon. Sarà grandissima dilicultà a condur ditte arlellarie di là. Dapoi disnar fo Conscio di X con la Zonla. Fu preso la grafia di sier Marco Bragadin qu. sier Andrea dazier del vin, debitor a le Raxon nuove di ducali 1300, di qual dà presenti ducali 500 del dazio passato che I’ ha vadagnà, et del resto tanti vini a PArsenal a ducati 2 l’anfora, con certe clausule eie. Fu preso remandar in campo el per le terre, con la commission havea sier Marco Antonio Contarini avogador di comun eh’ è morto, uno di Avo-gadori exlraordinari da esser balotadi lutti (re in questo Conseio. El presa, fo balotadi. Rimase sier Marin Justinian di sier Sebaslian el cavalier: eazele sier Marchiò Michiel et sier Jacomo Simitecolo. Item, fono su certa disputalion de scriver a Costantinopoli, et non expedita ma rimessa a do-man, et materia di scriver di la rota di reame, et quanto si babbi a dir per il baylo Zen al magnifico Imbraim bassà etc. In questa malina partì di qui sier Lodovico Fa-lier va orator in Anglia. Menò suo secretano .... Moriani. 365* A dì 17. La matina. La terra beri 5, et di altro mal 16. Da Viterbo, di sier Gasparo Contarini orator, di 12 et 13'. Come era zonlo li il nontio del principe di Orangie mandalo al Papa, qual è uno era maistro di eaxa di l’abaie di Nazara, el il Papa desidera la venula di quel gran personagio manda per mar la Cesarea Maestà a Soa Beatitudine. L’Aquila havea levà le insegne cesaree, et molli di quelli signori del reame erano andati a Napoli volendo esser boni imperiali. Il signor Renzo era a Montereal su quel di Taiacozo et lì 3C00 fanti havia reduti con sé. Il qual Nontio ha offerto al Papa ogni poter per recuperar Ravenna et Zervia él Fiorenza, et ancora ditto che Zuan d’Urbina dovea ussir di Napoli con 5000 fanti et andar in l’Apruzo el Puia. Et come sono 12 milia fanti, chi dice saranno 16 milia, el haverano danari assai el di baroni et dì laioni daranno a le terre. * Item, Andrea Doria prese certa nave francese. Et Piero Navaro slava mal; spagnoli lo voleva amazar, ma uno capitnnio lo varentò vivo et è preson. Dise ditto Nontio il proveditor Pexaro esser preson di uno spagnuol ; ma a lui Orator ha negalo questo. Item, il Papa li ha dillo a lui Orator nostro voria la Signoria levasse la laia data a Paulo Luzasco, aliter farà uno edilo alcun suo subdito non stii a nostri stipendii se non fin compie la paga tolta. Vene in Collegio l’orator di Milan con avisi hauti dal suo signor zerca le presente occoren-tie etc. Vene l’oralor di Anglia, et comunicoe lettere baule dal fratello cavalier Caxalio da Viterbo di 13, con le nove havemo nui etiam. Da Viterbo, aììi 7 deSeptembrio 1528, scritta 3GG al signor marchexe di Mantoa. Beri matina, il signor missier Jo. Antonio Mu-seltola apresentò la chinea a Nostro Signore, qual era nel giardino, dove Sua Santità se riduce ofrdi-nariamente dopo messa, con parole cerimoniose in recognilione del regno de Napoli, et per la summa de li 7000 ducati che si devono a Sua Beatitudine, se faria consìgnationo de tinti grani de Sicilia per honesto precio. Presentala, Sua Santità respose che acceplava la recognilione di la Maestà Cesarea senza suo o altrui preiuditio, restando contenta di la offerta che li facea di grani. Questa sera è venuto da Civitavechia il signor Francesco Ursino fiolo che fu del signor Jo. .lordano, qua! dice che, havendo missier Andrea Doria mandato il conte Philippino a Napoli dapoi la ruina de’ francesi, era ritornato con reporto che’l signor marchexe de Saluzo pregione in Napoli è ferito d’ una archibusala in un ginochio ; del che stava assai gravemente, pur si crede non debba morire. Che il conte Guido stava bene, et il prin-